sabato 29 dicembre 2007

La "Saba" secondo Agide Vandini


La nostra famiglia conosce da molti anni Agide Vandini, scrittore di Filo, località del comune di Argenta a cavallo delle province di Ferrara e Ravenna.

Agide è la memoria storica di quel territorio un tempo chiamato la Romagnola, zona paludosa fino al secondo dopoguerra, teatro nel XIX Secolo delle scorribande di briganti come il famigerato Stefano Pelloni, il “Passatore”, nell’immaginario romagnolo definito “cortese”, ma nella realtà crudele e sanguinario (vedere come approfondimento il libro più famoso di Agide Vandini, “I briganti della Palude”, Longo Editore Ravenna, 1996).

La Romagnola si estendeva grosso modo da Portomaggiore a Nord fino a lambire l’abitato di Lugo a Sud.

Di quella zona povera e malsana oggi rimane la grande pianura di bonifica denominata Valle del Mezzano, che da Filo arriva alla Valle di Comacchio.

Ed è proprio la “Valle che non c’è più” (Edit Faenza, 2006), il titolo dell’ultima fatica di Agide, che in stile romanzato racconta aneddoti reali della sua giovinezza, evocando una cultura contadina secolare che nel giro di 50 anni è stata spazzata via dalla “modernità”.

Ma l’oggetto del contendere di questo post è il ricordo della Saba, il famoso mosto cotto delle nostre campagne, del quale abbiamo già parlato più volte.

Si tratta di un breve racconto che potrete leggere qui sul bel blog di Agide, che per ribadire le sue origini l’ha intitolato: www.filese.blogspot.com

Per tornare infine alla Saba, vi ricordo che potrete degustarla fino al 6 gennaio presso il nostro stand in Piazza Trento Trieste a Ferrara, mentre il 31 dicembre andrà in scena l’ “incendio del Castello Estense”, suggestivo spettacolo pirotecnico che saluterà il 2008.

Per info:

www.ferraraterraeacqua.it

www.stradavinisaporiferrara.it

Dallo Staff di B&W un grande Augurio per uno sfavillante 2008!

venerdì 21 dicembre 2007

Il vino del profano 1 by bubudesign

Ascoltare buona musica e degustare un buon bicchiere di vino per noi profani è
proprio ciò che ci serve dopo una giornata intensa di lavoro, magari a conclusione della settimana.
Arrivo nel wine-bar preferito, due chiacchere con gli amici la luce calda delle lampade sui tavolini e un pizzico di
allegria fanno da contorno alla musica che si diffonde nel locale, mai sgarbata il volume quanto basta per carpire le note e le melodie.
Mi avvicino al bancone, largo di legno scuro con la struttura in cemento a vista che ricorda un pontile di un piccolo porticciolo, cerco ansiosamente
con lo sguardo e intravedo nell'angolo alla mia sinistra dietro la grande macchina del caffè, incastonata in una struttura di vetro e acciaio come un diamante
a ricordare che siamo in Italia e guai se manca l'espresso..., l'amico Alessio, sommelier di professione e barista di animo e di sentimento. Mi saluta, come sempre,
e come sempre lo incalzo e lo invito a propormi qualcosa di nuovo adatto all'occasione......
Inzolia di Sicilia...Ok
Cubia Insolia di Cusumano
Un bel giallo leggermente dorato, lo guardo, lo porto al naso e i sento profumi di pesca e un sentore di vaniglia..
Quello che ci vuole penso e senza indugi avvicino il bicchiere alla bocca per il primo sorso, breve, corto, chiudo gli occhi
per un secondo e ascolto, mi lascio trasportare. È fresco, belle note di sapidità , noi profani diciamo leggero quanto basta per chiudere la giornata
e andarmene a casa rigorosamente a piedi.
Il tempo di un bicchiere è ormai trascorso, sono appagato ed ora torno a casa.


Il Profano consiglia:
- un buon bicchiere di Cubia Insolia di Cusumano
- fare conversazione
- ridere tanto


Tutto nel tempo che serve ad ascoltare:


Samovar Tea Lounge-ONE: Tea Lounge Groove-Ubud

Glenn Alves -Abstractisms -The Connect

Morgan Bouldin-The World Is Mine-Get Here

Stix Bones-Groove Like This-Stix Cafe

Fundamental Sound-Mirror Of Time-Wicked System

The G-Sounds of the G-The G's Jam

Gary Carpenter and Tribal Heat-Sirena-Oracle Dancer

Mario Biondi & The High Five Quintet - The Nightfly Special Edition (Today)-Rio De Janeiro Blue

Sergio in Acapulco-Visits an Island-So Nice

Kaoru Inoue-Vintage Chill Volume 1 - Spring-Bossa No 5

giovedì 20 dicembre 2007

Abbinamento vino-musica secondo il "Metodo Mariotti"

Questo articolo partecipa alla rubrica “Vino dei Blogger #13” organizzato per l’occasione dal teami di Sorsetti. Ecco qui il post di lancio.

Sebbene non abbia una cultura approfondita in materia, mi piace molto ascoltare la musica.
Di un brano musicale, come di un vino, l’aspetto che apprezzo maggiormente è l’armonia.
A parole dell’armonia non saprei dare una definizione esauriente, ma credo vada scovata nella natura intima delle cose.
Molti hanno cercato di abbinare vino e musica partendo dal ritmo, perché scandisce il tempo, creando simmetrie.
A livello molecolare la simmetria è molto importante ( vedi teoria dei gruppi), ma una volta identificate le frequenze perturbative permesse, subentra un altro aspetto fondamentale che è la risonanza; ed è nella risonanza che secondo me risiede il segreto di questo abbinamento.
Le molecole che compongono il vino possono entrare in risonanza con le frequenze emesse dagli strumenti musicali, creando quindi l’armonia!
Senza entrare troppo nel dettaglio teorico, azzarderei degli accostamenti fra i suoni degli strumenti e i caratteri organolettici salienti di un vino e di un cibo, questo perché l’esperienza sensoriale altro non è che la risposta fisiologica del nostro corpo e della nostra mente quando si trovano immersi in un “campo pertubativo”. Questo concetto forse è un po’ più complicato, ma se qualcuno volesse potremmo approfondirlo.

Ecco lo schema generale che ho elaborato:


ALTE FREQUENZE

MUSICA

- Strumenti a corda -

- Percussioni metalliche

VINO E CIBO

- Tonalità dei vini giovani

- Profumi primari preponderanti

- Presenza di anidride carbonica

- Equilibrio spostato verso le componenti dure

- Cibi a reazione basica

BASSE FREQUENZE

MUSICA

- Strumenti a fiato

- Strumenti a percussione

VINO E CIBO

- Tonalità evolute

- Profumi secondari e terziari

- Equilibrio spostato verso le componenti morbide

- Cibi a reazione acida


È chiaro che un abbinamento per risonanza è di fatto assimilabile ad un abbinamento per concordanza.

Il ritmo, e quindi il genere musicale, andrà invece a modulare le frequenze, le quali saranno ulteriormente complicate dal numero di strumenti suonati contemporaneamente.

Che ve ne pare il mio modello???

Mi sembra sufficientemente chiaro, magari provate ad applicarlo, poi mi direte se i risultati saranno di vostro gradimento…
Per questa rubrica ho fatto un tentativo con “Esnalar”, il brano che dà il titolo ad un album dei Llangres, ottimo gruppo che suona la musica folk delle Austurie, e che il gruppo consente di scaricare in demo qui.
Uno dei miei generi musicali preferiti è infatti la “musica celtica”, che ascolto ormai da molti anni: ho conosciuto i Llangres durante l’edizione del 2001 del Trigallia Celtic Festival di Argenta, e da allora li seguo quando vengono in tournee in Italia.
Nella musica celtica gli strumenti più utilizzati sono il violino, la chitarra (i Llangres utilizzano preferenzialmente il bouzouki), una grande gamma di flauti, naturalmente le cornamuse e l’arpa celtica.
Per questo, riallacciandomi alla prima parte del post, ho abbinato a questo brano un Prosecco DOC Valdobbiadene spumante extra dry dell’amico Luigi Follador dell’Azienda Santantoni di Santo Stefano di Valdobbiadene.
I riflessi prodotti dal fine perlage, gli intensi profumi citrini e di frutti esotici, il piacevole nerbo acidi, a mio avviso risuonano perfettamente con la voce di Esther Fonseca e gli strumenti dei Llangres, e suggerisco questo abbinamento per l’imminente brindisi di Capodanno.

Buone feste a tutti!!!

lunedì 17 dicembre 2007

Dall' "Ailanto" al Golden Gel secondo Stefano Migliari


Stefano Migliari è un ragazzo di Portomaggiore, paese a 20 km da Ferrara, e da pochi giorni (!) si è laureto in Informatica.

La sua passione lo porta però lontano da schermi e tastiere, visto da che da un paio d’anni si è lanciato nell’avventura della caseificazione.

Dapprima ha svolto il suo “apprendistato” da un casaro suo vicino di casa, poi è passato alla propria produzione sfruttando il latte prodotto dalle vacche di un suo parente.

Ci siamo conosciuti nel gennaio 2006, e subito abbiamo trovato punti in comune e progetti da evolvere; sono nati così i primi esperimenti di affinamento di formaggi semistagionati nelle vinacce, sia rosse che bianche.

La chicca della nostra produzione amatoriale è un formaggio stagionato nelle vinacce dell’ “Ailanto”, il nostro passito da Malvasia aromatica del quale abbiamo già parlato qui.

Viste le peculiarità della vendemmia 2007, che hanno comportato una precosicissima pigiatura delle uve appassite, siamo riusciti ad affinare le forme in tempi talmente brevi, da aver già pronte per le feste natalizie le prime forme.

I risultati sono illustrati in queste foto, che però non rendono merito dei profumi di pera e pesca che la forma appena estratta dalle vinacce emana… ;-)

Sulla tecnica di affinamento manteniamo il massimo riserbo, e vi spiego il perché: i risultati di un’arte artigianale sono talmente difficili da raggiungere, che non sarebbe corretto per chi li ha conseguiti seminarli ai quattro venti; del resto ognuno deve compiere il proprio cammino evolutivo per ottenere un determinato risultato, e il suo conseguimento rappresenta una delle massime gratificazioni possibili.

Ad ogni modo abbiamo attinto a suo tempo alcune informazioni da Cristiano de Riccardis, esperto affinatore di Piacenza e docente per i Master sul formaggio di Slow Food. Ci ha raccontato della sua esperienza con Hansi Baumgartner, che da alcuni anni ha fondato De Gust, attività della quale ha parlato anche recentemente Tommaso Farina nel suo blog. Tra le specialità casearie di De Gust esiste il Golden Gel, ottenuto da un affinamento di formaggi vaccini nelle vinacce di Moscato giallo passito; da queste informazioni abbiamo derivato la nostra tecnica che, dopo un paio d’anni di prove, ormai si discosta da quella alto atesina, se non altro per le differenze climatiche fra le Alpi e la Bassa ferrarese… ;-)

Personalmente auguro a Stefano si poter un giorno trasformare questa passione in un vero lavoro, e nel frattempo, se qualcuno di voi fosse interessato, vi invito a contattarci per organizzare insieme una bella degustazione in quel di Argenta…


Nella foto: alcuni esperimenti di affinamento di Stefano Migliari

mercoledì 12 dicembre 2007

Artlife Caffè compie tre anni...

Allego con piacere il comunicato stampa dell'amico Alberto Trabatti, augurandogli buon lavoro per queste Feste ormai imminenti...


Il 12 dicembre 2007 la Torrefazione Artlife Caffè festeggerà il terzo anno di attività, dedicato alla ricerca ed alla diffusione della cultura del Caffè Gourmet.

E’ nata dal volere di Alberto Trabatti, ferrarese d’adozione, il quale ha da sempre coltivato la passione per la conoscenza del Caffè, al punto da trasformare una grande passione in un mestiere.

Certo, tre anni sono pochi, rispetto alla media delle attività analoghe. Ma sono anni che hanno già portato grandi soddisfazioni e stimoli a continuare nella ricerca, segno che l’impegno e la voglia di mettersi sempre in discussione pagano sempre.

Per il 2007 ed il 2008 segnalazione sulla Guida dei Bar d’Italia del Gambero Rosso con i Tre Chicchi, unico esercizio a Ferrara con tale giudizio sulla qualità dell’espresso, segnalazione su “L’Italia del Gambero Rosso”, supplemento ad “Il Sole 24 Ore” numero Emilia Romagna.

Inoltre le crescenti forniture di Caffè per la rivendita e la somministrazione testimoniano come i prodotti vengano apprezzati dal pubblico, e dagli addetti ai lavori che desiderano creare la differenza tra l’industria e l’artigianato.

A questi aspetti del presente si è aggiunto un piacevole retroscena storico, che era ignorato anche da molti ferraresi: poco dopo aver aperto l’attività, è stata trovata da un antiquario una vecchia targa pubblicizzante una Torrefazione che aveva sede negli stessi locali, dal 1926 al 1943 circa. La Torrefazione Penazzi. Il marchio di quest’ultima affianca ora quello di Artlife Caffè, in omaggio all’illustre predecessore.

La scelta di utilizzare esclusivamente Caffè di Arabica in purezza ed in miscela è motivata dal voler fornire alla clientela elevata aromaticità, basso contenuto di caffeina, e la possibilità di scegliere l’espresso in funzione dell’orario di degustazione, delle caratteristiche organolettiche, ed anche dell’umore, poiché è possibile acquistarlo ma anche degustarlo a banco. Il Caffè crudo viene tostato direttamente in negozio, cosicché spesso nel centro di Ferrara si diffonde il profumo buono di un tempo, che attira molte persone in cerca dell’origine.

La Torrefazione si è anche arricchita di specialità gastronomiche di nicchia e di alta qualità: citiamo, tra i tanti, i panettoni di Dario Loison, lievitati tre giorni partendo da un eccellente lievito madre, e spesso arricchiti con presidi Slow Food, i plum-cakes ed i biscottini tutto burro di varie tipologie, sempre di Loison, le tavolette di Amedei, i gianduiotti di Gobino, le confetture di Caffè Sicilia, una piccola selezione di passiti, liquori e distillati, tra cui Florio, Maculan, Castagner. E tanto altro ancora, da scoprire visitandola.

Nel festeggiare questo terzo anniversario, con crescente impegno ed attenzione per risultati ancor più di rilievo, un sentito augurio di buone feste a tutti.


Artlife Caffè – Penazzi 1926

www.artlifecaffe.com

Tel. 0532-248641

domenica 9 dicembre 2007

366 giorni da vivere con gusto + le formelle dei mesi del Duomo di Ferrara


Segnalo con piacere questo evento che coniuga enogastronomia e promozione culturale del territorio. Un connubio già collaudato per il Comune di Voghiera, che realizza da tempo eventi con questa doppia valenza.
Ringrazio il Signor Valerio Venturoli per il comunicato stampa che segue:

Sabato 15 dicembre p.v. ore 21.oo nel Centro Civico comunale di Voghiera (Fe)

il Club di Papillon con la collaborazione del Comune di Voghiera,

invita alla presentazione del libro

Adesso, 366 giorni da vivere con gusto

partecipa l’autore

Paolo Massobrio

(giornalista gastronomico - fondatore del club papillon)

Durante la serata, a cura della Fondazione Enrico Zanotti,

proiezione e commento delle immagini

Le formelle dei Mesi del Duomo di Ferrara

(uno sguardo sull’uomo medioevale)

Al termine, presentazione e degustazione:

“Tenerina e Pralinerie” di Offelleria Rizzati

“Fortana Mon Amour” di Azienda Vinicola Mattarelli

ingresso libero

Esce in tutte le librerie d’Italia (edito da Comunica, casa editrice del gruppo papillon) “ADESSO ’08 - 366 giorni da vivere con gusto”.

Un libro-agenda per la famiglia ricco di consigli per star bene a casa propria, scritto da Paolo Massobrio (nota firma di numerosi quotidiani-periodici e fondatore del club papillon: movimento di consumatori con oltre 50 gruppi sparsi in Italia). Con l’autore hanno lavorato esperti di diversi settori, tra cui: Primo Vercilli (medico dietologo), Giovanna Ruo Berchera (maestra di cucina), Barbara Ronchi della Rocca (esperta di bon ton), Marco Gatti (giornalista), Elena Cazzaniga (architetto), Letizia Fornasieri (pittrice).

“Non è un’agenda, è il diario della vita, è il ricordo che diventa memoria, è la famiglia che non ti abbandona mai perché il gusto l’hai scoperto lì”.
Con queste parole Paolo Massobrio presenta il suo ultimo libro: un volume di 500 pagine scritto per riportare il gusto dentro la famiglia.

Con belle immagini e quadri d’autore segue la scansione quotidiana di un'agenda, dove ogni giorno vengono pubblicate “pillole” conoscitive per star bene nella propria casa. Uno scrigno ricco di informazioni, curiosità e segreti che ruotano intorno alla casa, la cucina, il vivere insieme e con i suoi consigli ricorda l’inestimabile valore della saggezza di un tempo: quando la vita familiare era vissuta con altra attenzione e ritmi meno frenetici.

“Sì, perché è solo adesso o mai - prosegue Massobrio - che si gioca la bellezza di stare insieme, accorgendoci che siamo al centro di un fenomeno dove tutto ruota incredibilmente intorno a noi. Per questo “Adesso” si apre con un breve racconto intitolato "dell'universo": un percorso che ogni mese indaga cosa lega noi a tutto il cosmo”.

Struttura e contenuto del libro-agenda

Per ogni giorno è dedicata una pagina intera con “pillole” relative a diverse tematiche e breve efficace descrizione del santo del giorno.

Gli argomenti trattati sono il cibo: dalle regole d’oro della spesa fatta con intelligenza, l’organizzazione della dispensa, la conservazione dei cibi, le ricette di base delle feste e consigli su come rielaborare gli avanzi in cucina. Il vino: consigli su abbinamenti, conservazione e organizzazione della cantina di casa. La salute: indicazioni per una corretta alimentazione. La casa e il verde trovano spazio con note di giardinaggio e orticoltura: lavori nell’orto e giardino, descrizione del frutto, verdura e fiore del mese. Suggerimenti per rendere bella e ospitale la casa: arredamento, illuminazione, colori, ecc… Le regole per la buona accoglienza degli ospiti in ogni occasione e il galateo a tavola. Spunti e consigli per mantenere pulita e in ordine la casa. Un glossario con termini d’uso corrente in campo enogastronomico e altro ancora …

Ogni mese è introdotto da una pagina occhiello con un quadro della pittrice Letizia Fornasieri che farà da leitmotiv grafico di tutto il mese, seguita dall’elenco della verdura, frutta e pesce del mese e da un inciso intitolato “dell’universo” per indagare il cosmo. L’agenda è corredata da un indice degli argomenti e delle ricette.

Autore: Paolo Massobrio
Prezzo di copertina: € 21
Casa editrice: Comunica (distributore Rcs libri)
IN TUTTE LE LIBRERIE D'ITALIA

giovedì 6 dicembre 2007

Convegno sulla “Riqualificazione della vitivinicoltura della pianura litoranea delle province di Ferrara e Ravenna”

Vi segnalo quest’iniziativa di presentazione dei risultati del progetto di ricerca finanziato dalla Regione Emilia Romagna, e che ha avuto come obiettivo la zonazione della DOC Bosco Eliceo e il miglioramento enologico ei vini in essa prodotti.




lunedì 3 dicembre 2007

"Barbara McClintock: il gene non è una cosa"


Desta in me molta curiosità l’iniziativa che si svolgerà giovedì 13 dicembre presso il Teatro San Luigi di San Martino in Argine, a pochi km da Bologna.

Ringrazio Cinzio e Christian Lombardi per l’attenzione rivolta ai nostri vini, e Gabriele per la sua gentilezza.

Per info e prenotazioni: terzadecade@alice.it

Festa di San Nicola e del vischio


Ecco una bella iniziativa che coniuga storia, tradizioni popolari, promozione dei prodotti territoriali, ma soprattutto riscopre il senso di appartenenza ad una comunità, che sempre più rapidamente sta scomparendo anche nei piccoli centri di provincia.

Organizzato dal Comune di Argenta in collaborazione con l’Associazione culturale Trigallia.
Saremo presenti con il nostro ormai famoso “Vin brulè” con la ricetta segreta di mia sorella Barbara… ;-)

Dicembre di luce "Ai due Laghi"

Allego la locandina degli eventi di dicembre che si svolgeranno presso l'Agriturismo "Ai due Laghi", a due passi dalla storica Delizia Estense del Verginese di Gambulaga.


venerdì 30 novembre 2007

Sapori di Tango, buongusto in pista


Nell'ambito del gemellaggio con Buenos Aires

Sapori di Tango, buongusto in pista

Il turismo enogastronomico e le risorse culturali legate alla storia della città costituiscono da anni una importante risorsa del nostro territorio. L'attuale mostra di Palazzo dei Diamanti e Palazzo Schifanoia "Cosmé Tura e Francesco del Cossa, l'arte a Ferrara nell'Età di Borso d'Este" è una imperdibile occasione per conoscere ed approfondire uno dei periodi più fecondi della città, che ha regalato espressioni artistiche fra le più illustri del periodo rinascimentale. Ad arricchire questo panorama ormai collaudato, si inseriscono nuove opportunità offerte dal gemellaggio tra Ferrara e la capitale argentina Buenos Aires, che vedranno sabato 1 dicembre nelle sale di Palazzo San Crispino, in piazza Trento e Trieste, un momento di confronto culturale su più fronti: gastronomico e artistico. E' particolarmente viva in città, come del resto in tutta la regione, la conoscenza e la passione per la musica ed il ballo tradizionale dell'America Latina, che il tango Argentino declina nella sua forma più colta, raffinata e seducente. Meno conosciuta la tradizione culinaria di quel popolo. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina in residenza municipale ai giornalisti dall'assessore Davide Stabellini e dai dirigenti e funzionari del settore Turismo e Gemellaggi Lara Sitti e Augusta Rabuiti, nochè dai rappresentanti dei consorzi e associazioni di categoria partner. Il pacchetto turistico, elaborato dal Comune di Ferrara (assessorati al Turismo - Relazioni Internazionali e alle Attività Produttive) e dai consorzi “Ferrara Arte e Natura” e “Strada dei Vini e dei Sapori”, quindi dalle associazioni di categoria Confartigianato e Federalberghi, prevede il pernottamento, visita alla Mostra "Cosmé Tura e Francesco del Cossa", visita alla città, aperitivo e cena (dalle 20) con accompagnamento musicale dal vivo a cura di Mariano Speranza e spettacolo "Sapori di Tango. Omaggio a Piazzolla" della compagnia Barrio de Tango nella Sale di Palazzo San Crispino. L'organizzazione logistica è stata affidata a “Le Pleiadi” e Agenzia di Viaggi De Romei che sono a disposizione di cittadini e turisti per ogni tipo di informazione e prenotazioni (Le Pleiadi Organizzazione Eventi telefono 0532449460; Agenzia De Romei Viaggi telefono 0532-243239).

Tratto da: http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=28829&format=html

Accompagneranno la serata i nostri Fortana DOC Bosco Eliceo nella versione fermo e frizzante.

giovedì 29 novembre 2007

"Surliè!" party... I tappa


Si svolgerà giovedì 6 dicembre dalle 18 presso l’Enoteca “Al Brindisi” di Ferrara, della quale avevamo già parlato qui, l’iniziativa “Surliè! Party” dedicata al nostro nuovo Fortana rifermentato in bottiglia.

Il progetto “Surliè! Party” nasce con l’intento di promuovere negli orari dell’aperitivo, e non solo, alcune produzioni agroalimentari innovative del nostro territorio. Un modo nuovo di intendere questo momento della giornata che sempre più persone identificano con una cena informale fuori casa: è quindi auspicabile selezionare vini e cibi, con un occhio di riguardo alla salubrità e la provenienza certificata.

Partner dell’iniziativa sono l’Azienda “La Romagnola”, di San Biagio d’Argenta (FE), produttrice di pasta e ottimi cous cous con ingredienti esclusivamente italiani e da agricoltura biologica, e l’Azienda “Fabbri Delizie da Forno” di Alfonsine (RA), con un prodotto molto interessante e appetitoso come “Le Birikkine”, sfiziose spianate di piadina romagnola.

Vi aspettiamo quindi “Al Brindisi” per illustrarvi i nostri prodotti, insieme a Fred, estroso scalco del locale, nonché cantante del celebre gruppo “Spaghetti Swing”.

Siamo inoltre disponibili a realizzare un “Surliè! Party” personalizzato a chi ce lo richiederà…

martedì 27 novembre 2007

A tavola con gli Estensi: "Al Brindisi", un'osteria nella storia


In epoca rinascimentale esisteva a Ferrara un’osteria molto frequentata: si trovava, e si trova tutt’oggi, di fianco alla Cattedrale, dove allora era presente un canale di scolo conosciuto come “Gorgadello”; occorre infatti ricordare che i primi sistemi di raccolta delle acque pluviali comparvero alla fine del ‘400. Negli scritti di allora il locale era conosciuto come “Osteria del Chiucchiolino”, nome comunque ricorrente in diverse città italiane di quel tempo, dato che “chiucchiolino” deriva da “chiù”, la cui espressione contratta richiama il termine “ciucco”, sinonimo di ubriaco. Addirittura Ariosto ricorda questo luogo nella sua commedia intitolata La Lena: “Gli occhi chiuchiolin più confarebbonsi, di Sabbatino, Mariano e simili, quando di Gorgadello ubriachi escono”. Sopra l’osteria soggiornò anche Nicolò Copernico, il famoso scienziato polacco che studiò all’Università di Ferrara, dove iniziò ad elaborare la sua rivoluzionaria teoria astronomica sotto la guida di Domenico Navara.

I vini che si bevevano al “Gorgadello” non erano sicuramente quelli pregiati della mensa degli Estensi, ma quasi certamente erano prodotti locali che comunque servivano anche alla Corte, visti i grandi quantitativi consumati da questa. Non a caso numerosi editti ducali regolamentavano la produzione del vino, arrivando addirittura a vietare l’esportazione di viti radicate!

A testimoniare questa produzione ci sono ancor oggi gli splendidi affreschi della “Sala dei mesi” di Palazzo Schifanoia.

Tutte queste informazioni sono state raccolte da Moreno Pellegrini, che nel 1983 ha scritto il libro “Un’osteria nella storia”, edito da G.Emme di Ferrara: oggi il locale si chiama “Al Brindisi”, ed è meta di numerosi turisti ed appassionati.

Con questo post si conclude la rubrica “A tavola con gli Estensi”, che da quest’estate ci ha illustrato i fasti di questa importante Famiglia Rinascimentale.

Sentirete di nuovo parlare molto a breve dell’Enoteca “Al Brindisi”, per l’originale evento che ospiterà la prossima settimana… tornate a visitarci nei prossimi giorni!!!

domenica 25 novembre 2007

Alla Rocca di Bazzano protagonisti i passiti e il “Panspeziale”

Allego il programma dell’iniziativa che si svolgerà i prossimi 1 e 2 dicembre nella Rocca dei Bentivoglio di Bazzano (BO) dedicato ai vini passiti.

Mi piace sottolineare, all’interno della manifestazione, l’evento che ha per protagonista un dolce tipico bolognese, il Certosino bolognese o “Panspeziale”, realizzato per tradizione durante le feste natalizie, e che gli Organizzatori intendono portare alla ribalta cercando l’abbinamento ideale con i vini protagonisti della kermesse.

Ecco la ricetta ufficiale fornitami dagli Organizzatori.

mercoledì 21 novembre 2007

"Ailanto", storia di un passito

Questo post partecipa al “Vino dei Blogger #12”, organizzato da Marco Cenci e descritto in questo articolo di lancio: http://unacolicadacqua.blogspot.com/2007/10/il-vino-dei-blogger-12.html

Forse uscirò un po’ dal tema suggerito da Loste, ma se devo parlare di un vino “passito della memoria”, chiaramente per me è quello che produco!

“Ailanto”è una specie arborea alloctona spontanea presente nelle zone litoranee sabbiose ma originaria dell’Asia.

Non molto romantico, penserete… ma sfido chiunque che non lo sappia a dire che non è un nome con una bella assonanza o, perché no, evocativo… ;-)

Si tratta di una Malvasia di Candia aromatica che cresce nel vigneto di Adriano Fogli a Lido di Spina, nei pressi della zona umida denominata Vena di Bellocchio.

La particolarità di questa produzione risiede nel fatto che com’unente nel Bosco Eliceo viene coltivata la versione non aromatica della Malvasia, che poi viene raccolta in uvaggio con il Trebbiano costituendo la tipologia Bianco della DOC.

Dato che noi la vinifichiamo invece in purezza, e che comunque la tipologia “passito” non è prevista dal Disciplinare, la menzioniamo come “Vino di uve stramature”, come la Legge prevede nel caso in cui un Vino da Tavola abbia una gradazione complessiva (grado svolto + grado potenziale, vale a dire zuccheri non trasformati) superiore al 16% in volume di alcol etilico.

Non è facile far appassire l’uva da queste parti con il clima umido che ci ritroviamo! Ma quest’anno le umidità medie estive sono state basse, e sommando il fatto che la vendemmia è stata di molto anticipata (la Malvasia è stata raccolta intorno al 25 di agosto), abbiamo ottenuto delle condizioni meteo ottimali per l’appassimento spontaneo in cassetta. L’unica accortezza è stata posizionare le cassette su dei pallet in modo da favorirne lo spostamento al coperto in caso di condizioni avverse.

La pigiatura è avvenuta il 16 ottobre utilizzando un torchio manuale, questa l’analisi del mosto:

pH = 3,23

Acidità totale = 6,3 g/l

Bx = 40

Con un contenuto in zuccheri così alto chiaramente la fermentazione non è facile, visti anche i bruschi cali di temperatura degli ultimi giorni, ma avendo utilizzato dei lieviti selezionati da fecce di Primitivo, siamo speranzosi…

Che altro aggiungere? Vi terrò informati sugli sviluppi della produzione, intanto immagino un abbinamento con un dolce tipico della nostra zona, la torta di tagliatelle o tagliolina, la cui ricetta è reperibile qui.

Dato che per il momento non si può ancora assaporare, vi lascio con una piccola slideshow, che spero apprezzerete: http://www.vinix.it/gallery/slide.php?ID=450


L’etichetta è stata realizzata dall’Architetto Bondanelli: il contatto sinuoso tra bianco e nero, così mi ha spiegato, rappresenta il labile confine fra terra e mare, sabbia ed acqua, dune e orizzonte, vale a dire tutti gli elementi che contraddistinguono il territorio del Bosco Eliceo…

L'antica arte dei norcini rivive a Tresigallo


Situato sulla sponda sinistra del Po di Volano, nella pianura orientale della provincia di Ferrara, è uno dei più antichi centri della zona e comprende le frazioni di Final di Rero, Rero e Roncodigà.

Di origini medioevali, strategico centro di confine fra l'esarcato di Ravenna ed il regno longobardo fu il fulcro delle attività di bonifica avviate dagli Estensi durante il cinquecento.
Fra il 1517 ed il 1533 fu costruito PalazzoPio, situato ad 1 km dal centro del paese, voluto dai Principi Pio di Savoia, che possedevano diversi fondi agricoli nella zona.
Questo palazzo, unica testimonianza del periodo pre-razionalista, era il centro padronale della possessione, anche se la struttura, formata da un corpo principale a due piani e provvista di torre laterale, fa pensare più ad una residenza di caccia. Il palazzo conserva ancora all'interno tracce di alcuni affreschi cinquecenteschi.

Tresigallo vive il suo periodo più importante a partire dai primi anni '30, quando viene iniziata la costruzione di una strada a lunghi rettifili per accorciare le distanze verso Ferrara.
Gli anni successivi vedono il sostanziale mutamento dell'aspetto del paese: vengono costruite le strade, le piazze, le grandi infrastrutture, i centri sportivi, educativi, sanitari, industriali, tutti seguenti una logica urbanistica e simbolico-formale, voluta dall'allora ministro dell'agricoltura Edmondo Rossoni, nativo di Tresigallo dalle origini sindacaliste rivoluzionarie, per frenare l'esodo verso la città.

Oggi Tresigallo "Città del Novecento", emerge per la sua unicità tra le città di nuova fondazione. Caratterizzata dalla contemporaneità e dallo stile architettonico ed urbanistico razionalista, è l'applicazione su scala reale delle teorie di scuola tedesca sulla progettazione democratica della "città nuova", esempio architettonico di interesse attuale per esperti e studiosi della materia.

lunedì 19 novembre 2007

A spasso nella Marca trevigiana



Eccoci arrivati alla consueta gita autunnale con Alessio e, ospite di quest’occasione, l’Architetto Bondanelli, alias BuBuDesign, autore delle foto. Oggetto del peregrinare, la Distilleria Bonaventura Maschio, nella sede dove si produce la prestigiosa linea “Prime”, e nel pomeriggio visita all’ “accoppiata” Paladin e Bosco del Merlo, a cavallo delle province di Treviso e Pordenone.

In allegato piccolo album fotografico, il cui slideshow è gentilmente ospitato su vinix.it

Indirizzo slideshow: http://www.vinix.it/gallery/slide.php?ID=437

giovedì 15 novembre 2007

La festa dell'Agricoltura ferrarese

Una delle occasioni migliori per conoscere i prodotti agricoli ferraresi è sicuramente la “Giornata del Ringraziamento”, organizzata dalla Coldiretti provinciale di Ferrara nella centralissima Piazza Trento Trieste. Saremo anche noi presenti in quest’occasione di festa e di approfondimento delle tematiche più attuali del mondo agricolo.

Ecco il programma della manifestazione:

martedì 13 novembre 2007

A tavola con gli Estensi: la Saba


La storia della gastronomia è legata fortemente alla possibilità di poter conservare i cibi. La naturale degradazione biologica è stata da sempre combattuta con le spezie, che oltre ad un’azione antisettica, con il loro forte aroma coprivano difetti ed alterazioni. Grasso, olio, sale e zucchero (già utilizzato in epoca rinascimentale), sono mezzi “disidradanti”, nei quali poter conservare efficacemente carni e frutti. La Saba si inserisce in questo discorso essendo un concentrato di succo di uva: per tradizione si ottiene facendo bollire il mosto opportunamente decantato e filtrato, fino ad un volume pari a 1/3 di quello iniziale. Durante l’ebollizione a fuoco diretto si innescano reazioni particolari, che portano alla formazione del caratteristico aroma di caramello: la Saba si presenta quindi come un denso liquido bruno dal caratteristico profumo. Prodotto da secoli nella pianura emiliana, viene citato da Giovanni Vittorio Soderini (1526-1597) ne “Il Trattato degli albori”, a proposito del modo di consumare e conservare le pere: “… E tutte le dure e le aspre così di queste sorti come delle altre si hanno a mangiare cotte con zucchero o mele o sapa (nome ancor oggi usato nel modenese, ndr), e ancora: “… Altri le cacciano in sapa, in vin dolce, in passo o mosto, che vi stiano ricoperte nei vasi pieni…”.

La concentrazione realizzata in modo empirico può non portare al contenuto di zuccheri richiesto per la sua stessa conservazione, quindi sono possibili fermentazioni successive, che portano alla formazione di acido acetico. Si può quindi ragionevolmente pensare che il famoso Aceto Balsamico Tradizionale possa trarre origine da una Saba acetificata; anche questo prodotto deve molta della sua odierna celebrità agli Estensi, le cui cronache e memorie sono ricche di riferimenti ad esso.

lunedì 5 novembre 2007

Un pomeriggio con... "Vino al Vino"


Un pomeriggio con Anna Soldati per parlare "ancora" (e cose da dire ce ne sono sempre molte) di "Vino al Vino"...

giovedì 1 novembre 2007

Da Ernest Hemingway agli "Alcol check preventivi"

“Il vino è una delle materie più civili del mondo, una delle cose materiali che sono state spinte al più alto grado di perfezione, che offre la più ampia scelta di gioia e soddisfazione”

Ernest Hemingway


Non mi sogno lontanamente di denigrare nessuno, ci mancherebbe, però credo si possa acconsentire sul pensiero dello scrittore americano.


Poi ci si mette di mezzo la storia: d’accordo, dal punto di vista merceologico il vino da alimento è diventato bevanda, sono cambiati drasticamente nel giro di pochi anni i momenti e i luoghi di consumo, sempre più collocati fuori casa, ma soprattutto concentrati in determinati orari fuori dai pasti “ordinari”.


Senza tanti giri di parole, a fronte di una schiera di persone che parlano di vino, cercando di avvicinarsi al suo intimo contenuto, ne esiste un’altra che il vino lo ingurgita come qualunque altra soluzione idro-alcolica, come quelle prodotte da multinazionali che evidentemente non hanno molto a cuore la salute pubblica o la “cultura del bere” (basta vedere i brand con i quali si pubblicizzano).


L’alcol è alcol e al fegato non fa bene, così evito proteste salutistiche che potrebbero giustamente scaturire, però finchè qualche libertà ci è concessa, se un individuo decide di bere vino, non vedo perché reprimerlo, molto meglio invece fargli capire quando esagera, come ci suggerisce il buon Aristide in questo post: http://www.aristide.biz/2007/10/alcol-check-pre.html


Ecco il motivo per il quale sono d’accordo con Aristide: in un paese come l’Italia nel quale non vi è la certezza che un condannato sconti per intero la pena, realisticamente la repressione non risolve alcun problema perché non funge da deterrente.

La proposta di Aristide di instaurare sistematicamente “alcol check preventivi” ritengo sia semplice ed economica, purchè realizzata dagli Organi preposti e non delegata ad altri soggetti.


E proprio perché il vino è “una delle materie più civili del mondo”, una simile proposta avanzata alle Istituzioni dagli Appassionati e dai Produttori non farebbe altro che confermare tale ipotesi…

Vi terrò informati sugli sviluppi dell’iniziativa.

domenica 28 ottobre 2007

Wine Gallery: la vendemmia della Martina


Un omaggio alla vendemmia da poco conclusa: una bellissima foto della mia nipotina Martina scattata dal fotografo professionista Max Salani di Argenta, che saluto e ringrazio per la disponibilità.

Info: www.maxsalani-photo.com

martedì 23 ottobre 2007

Ricordi di Mario Soldati

Durante tutto il 2006, anno ufficiale delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di Mario Soldati, una sessantina fra convegni, mostre e rassegne (con i relativi eventi, per un totale di diverse centinaia di appuntamenti) hanno reso omaggio alla versatile personalità artistica di questa figura fondamentale del ‘900. E sulla scia dell’interesse suscitato presso enti, istituzioni, critici, editori e lettori, si sta assistendo ora a una sorta di ‘onda lunga’ dell’anno soldatiano: così, anche negli ultimi mesi del 2007 e nel 2008 si succederanno iniziative di indubbio spessore, sempre sotto l’egida del Comitato Nazionale per le Celebrazioni 1906-2006.

La mostra al Golf Club Le Fonti di Castel San Pietro Terme

Il prossimo appuntamento dedicato a Mario Soldati si svolge all’interno di un originale trinomio cultura, gastronomia e sport: si tratta della mostra “Lo charme di una disarmante quotidianità”, che si terrà a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, dal 15 al 27 ottobre 2007 presso il Golf Club Le Fonti nell’ambito del programma collaterale del torneo internazionale femminile di golf Qualifying School di accesso al circuito professionistico del Ladies European Tour.

L’esposizione è incentrata sul Soldati intimo e raccoglie diverse immagini che lo ritraggono in momenti felici della sua vita. Il progetto fotografico-letterario è stato curato dal fotografo Mario Rebeschini e da Marina Zappi, responsabile dell’Area Cultura del Comune di Ostellato (FE), comune che nella primavera 2007 ha prodotto una corposa rassegna dedicata a Soldati nell’ambito del Festival “Sotto il Sole dei Sensi” con la supervisione del Comitato Nazionale per le celebrazioni di Mario Soldati e del Parco del Delta del Po.

Nella sede di Castel San Pietro Terme il percorso espositivo sarà accompagnato anche dal fotovideo “Ritratto di Mario Soldati”, realizzato da Giuliana Lonzi, che è un raffinato album virtuale su Soldati, con musica e immagini. E completa la mostra una interessante raccolta di foto dall’Archivio di Paolo Micalizzi scattate sul set del film “La donna del fiume” girato da Soldati nei luoghi del Delta del Po e che ha rappresentato il lancio internazionale di Sofia Loren.

Un spazio speciale avranno poi 12 pannelli fotografici sul territorio emiliano romagnolo (una sorta di piccola e preziosa ‘mostra nella mostra’): sono scatti realizzati da Volfango Soldati negli anni in cui accompagnava il padre nei suoi reportage e ora allestiti dalla Minerva Eventi. Tali immagini sono una preview al libro di prossima pubblicazione per Minerva Editore:“Viaggio in Emilia Romagna”, antologia soldatiana sulle pagine che l’autore ha ‘dedicato’ a questa regione (il volume sarà poi presentato ufficialmente il 16 novembre 2007 presso il Museo della Civiltà Contadina di San Marino di Bentivoglio (BO) nella sede di Villa Smeraldi).

Alla cena di gala della serata inaugurale del 15 ottobre, sempre presso il Golf Club Le Fonti, interverrà Volfango Soldati, figlio di Mario, attualmente chef nel suo originale ristorante L’Angiolino di San Giorgio di Piano (BO) e autore del libro “Cuore di Cuoco”. Volfango, oltre a essere ospite d’onore, sarà l’ideatore del menù.

Il libro “Viaggio in Emilia Romagna” e gli eventi sull’Emilia Romagna ‘soldatiana’.

Il 16 novembre 2007, alle ore 18.30, sarà presentato presso il Museo della Civiltà Contadina di San Marino di Bentivoglio (BO), nella sede di Villa Smeraldi, l’antologia di scritti “Viaggio in Emilia Romagna”: un libro che raccoglie le pagine soldatiane (racconti, inchieste, notes, ritratti) dedicate alla regione. L’opera è pubblicata dalla casa editrice Minerva ed è a cura di Anna Cardini Soldati (nuora di Mario e moglie di Volfango): “Soldati l’Emilia-Romagna l’attraversa e ci sosta nei suoi mille viaggi per l’Italia. La regione orizzontale che prende il nome da una via e che ha come confine naturale il Po, non poteva non essere amata da Soldati”…, dice Anna Cardini Soldati.

L’antologia, introdotta da Vittorio Emiliani e da un ricordo di Attilio Bertolucci, conterrà diverse foto d’epoca scattate da Volfango Soldati alla fine degli anni ’60 nei luoghi del vino, e le foto attuali scattate da Andrea Samaritani e Paolo Righi ai luoghi emiliani descritti da Soldati nella sua opera.

Sarà affascinante (e forse allarmante) comparare le varie situazioni a distanza di 40 anni! Nel libro ci saranno anche le immagini, tratte da vari archivi, che ritraggono Soldati con gli amici emiliani Bassani, Bertolucci, Zavattini e Longanesi.

Dopo la presentazione del volume, Volfango Soldati proporrà un buffet con due particolari ricette della cucina padana per rievocare in modo filologico l’Emilia-Romagna di Mario Soldati degli anni ‘50 e ‘60 (gli anni dell’esplorazioni dello scrittore di quell’Italia ‘minore’ a lui tanto cara). Il tutto in abbinamento con i vini del territorio, in particolare l’autoctono bianco Pignoletto doc e il rosso Barbera doc del partner ufficiale Consorzio Vini Colli Bolognesi, che organizzerà a sua volta banchi di degustazione e curerà il servizio dei vini.

Quella del 16 novembre sarà dunque una serata letteraria-gastronomica e soprattutto un ricordo di Soldati che proseguirà, sempre nella sede di Villa Smeraldi, con l’esposizione (visitabile fino al 21 dicembre) di fotografie, audiovisivi e oggetti personali tratti dal ricco archivio della famiglia Soldati.

L’evento è realizzato in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Bologna e la Confesercenti di Bologna.

Alla ricerca del grande fiume

E’ già entrato nel vivo, intanto, il viaggio “Alla ricerca del Grande Fiume”, nato da un’idea di Carlo Petrini, e organizzato dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (ideata da Slow Food). Questa avventura, che terminerà il 20 ottobre 2007, vede un gruppo di 153 studenti in bicicletta ripercorrere quel “Viaggio lungo la Valle del Po, alla ricerca dei cibi genuini”: in 24 tappe lungo l’asse del fiume, il gruppo toccherà i luoghi più significativi che Soldati, seguito dalle telecamere Rai, mostrò agli italiani nel 1957, attraverso le loro tradizioni culturali e gastronomiche. Un modo originale e di notevole valore didattico e culturale per celebrare il cinquantenario di quel tour che ancora oggi costituisce un modello d’indagine sul campo.

INFORMAZIONI:

Comitato per le celebrazioni Mario Soldati, tel. 051.6630619

www.comitatomariosoldati.it; info@mariosoldati.it

domenica 21 ottobre 2007

Vino dei Blogger #11: connessioni

EH NO Andrea Gori alias “Vino da Burde”, così no vale!

Vabbè che sei reduce da un prestigioso concorso (a proposito, complimenti a prescindere…), però se andiamo avanti così, per partecipare al “Vino dei Blogger”, bisognerà in futuro essere almeno laureati!

Scherzo ovviamente!!!

Intrigante questa ricerca del “matrimonio d’amore”… per questo provo a stupirvi con un bel mix di ingredienti con ciò che ho visto e assaggiato tra ieri e oggi.

PS: leggete con attenzione, è un post un po’ complicato…

A Villa La Favorita di Sarego (VI), sempre più teatro di grandi eventi enoici negli ultimi anni, si è svolta la prima edizione di DolceVi, rassegna dedicata ai vini dolci italiani: dolci, quindi non solo passiti e spumanti, come ha sottolineato l’istrionico Fausto Maculan (il portabandiera del Torcolato per intenderci), che nel convegno di sabato mattina ha lasciato al pubblico una interessante tabellina che spiega come vengono prodotti i vini dolci in tutto il mondo… non mi dilungo oltre, però devo dirvi che nel corso della giornata la tebellina mi è tornata utile, perché l’Italia, anche in questa produzione, è talmente ricca di sfaccettature e piccoli particolari, che vale davvero la pena organizzare una manifestazione corale come questa… a proposito, approfitto per complimentarmi con gli Organizzatori, in primis i Consorzi di Tutela partecipanti e Bruno Donati.

Ma torniamo ai vini; prima nota positiva: erano tutti buoni!

Non posso per questo parlarvi di tutti quelli che ho degustato, mi riservo di segnalare ciò che più mi ha stupito per sentori inconsueti o perché semplicemente non conoscevo: ricorderò l’eleganza del Moscato di Scanzo del Castello di Grumello “Valcalepio DOC Moscato passito 2000”, di un imprevedibile Barbera vendemmia tardiva “Respiro di Vigna” Vdt di Carussin, del perfetto COF DOC Picolit 2005 dell’Azienda Dri “Il Roncat”, dell’ineccepibile Alto Adige DOC Moscato Rosa 2005 “Rosatum” di Colterenzio, e dell’ “umanissimo” Aleatico Puglia Rosso IGT “Gazza Rubina” 2005 dell’Azienda Santa Lucia. Mi hanno inoltre colpito lo stile, non so quanto voluto o più semplicemente rispondente alla tradizione, di due “simil Pedro Ximenez” di ultima concezione, quali il DOC Colli di Conegliano Torchiato di Fregona 2004 di Michele Da Frè, e il Greco di Bianco DOC 2002 di Capo Zefirio.

Che dire poi di un’invenzione bella e buona ad opera di Mario Pojer, che definirei il “Marco Polo” dell’Azienda Pojer & Sandri di Faedo (TN), che da un viaggio in Australia porta a casa una “ricetta” per un vino fortificato, e con alcuni suggerimenti di Vincent Bouchard, produttore giramondo attualmente accasato in Portogallo e anche lui presente al convegno, estrae dal cilindro “Merlino”, un vino a base di mosto di Lagrein 2006 parzialmente fermentato (4% vol.), al quale viene aggiunto un brandy del 1992 grado pieno (74% vol.) a -5 °C sempre prodotto dall’Azienda che dispone di un proprio alambicco, per arrivare ad una gradazione finale di 18% vol. : difficile sinceramente trovare le parole per descriverlo, vi consiglio, molto più rapidamente, di assaggiarlo…

Ma il vino del quale vorrei parlarvi in dettaglio e che più mi ha colpito per potenza ed armonia è sicuramente è l’ IGT Abruzzo “Clematis” 2001 da uve Montepulciano d’Abruzzo in purezza di Ciccio Zaccagnini: vabbè, non scoprirò l’acqua calda, però questo passito lo avevo già assaggiato al Vinitaly 2006 e subito avevo intuito l’unicità di questo prodotto, frutto di una ricerca appassionata dell’Azienda Zaccagnini, e della consulenza dell’Enologo Concezio Marulli, forte delle performance degli altri due passiti aziendali: i Plaisir Bianco e Rosso.

Rosso rubino austero, cupo, al naso è un frutto rosso nel pieno della maturazione, succulento, invitante, che si schiude su note eleganti di cioccolato bianco. In bocca ciò che colpisce è il perfetto equilibrio che poi si ritrova in retrolfattiva, a suggellare un’armonia perfetta.

E siccome Andrea Gori questa volta ci richiede la scheda AIS, snocciolo un bel 93/100 !

Bene, individuato il vino, cosa abbiniamo?

Domenica 21 ad Argenta si è svolta la manifestazione SopratutttoVino, quest’anno alla VI Edizione; nel mercatino che fa da corona all’evento c’era anche lo stand della Cooperativa Sociale “La Pieve” di Ravenna, che da alcune edizione offre ai visitatori uno dei dolci più tipici del territorio argentano: lo “Sblun” in ferrarese, “Sblon” in argentano.

Si tratta di un raviolo lungo una decina di centimetri circa, cotto su una piastra e lasciato in ammollo nella famosa “Saba”, che noi produciamo e della quale abbiamo parlato qui.

Per i più curiosi, e per racimolare “punti bonus” nella rubrica “Vino dei Blogger #11”, ecco la ricetta tratta dal sito del Comune di Argenta, che si è adoperato meritoriamente nella ricerca delle ricette locali:

http://www.comune.argenta.fe.it/territorio/ricette.aspx

http://www.comune.argenta.fe.it/territorio/ricette/dolciP.aspx#7

Ingredienti

farina di castagne, castagne secche, fichi, marmellata, mostarda, farina, acqua, 1 bustina di lievito

Preparazione

Preparare la pasta con farina,lievito ed acqua; tirarla e tagliarla a rettangoli grandi. Nel frattempo, mescolare in una terrina marmellata, mostarda, farina di castagne fichi tritati e castagne secche lessate. Mettere nei rettangoli l'impasto e metterli a cuocere sulla graticola; appena cotti, lasciarli macerare nella saba o nell'acqua di miele.

Preciso che la ricetta può subire piccole varianti da famiglia a famiglia, per questo sarebbe molto bello se questo dolce così tipico potesse diventare il portabandiera del nostro territorio, e quindi assumesse una ricetta codificata definitiva…

Ed ecco la scheda AIS dell’abbinamento:

E dopo un abbinamento di tale portata, in questo paradiso glicemico, il mio sonno sprofonda e s’abbandona…