giovedì 28 giugno 2007

Fiori di zucca fritti

Ohhh… devo dire che i Blog gastronomici mi mettono di buon umore, e allora ecco cimentarmi in un bel post culinario, sperando che la critica sempre agguerrita dei Food Blogger non mi stronchi subito!!! eh eh

La rubrica si chiamerà “La Cucina della Cesarina”, che oltre a essere il nome de la mi mamma, è il termine affettuoso con il quale a Bologna si indica la perfetta padrona di casa, come diceva anche Mario Soldati in “Vino al Vino”:

“Eh sì, la donna è sempre implicita e implicata nelle mense emiliane e romagnole: o presente, anche se sta di là, come cuoca, e prima origine di tutto; o assente, anche se sta a casa, moglie amante innamorata, e di tutto ultima finalità”


Iniziamo quindi con una ricetta che più facile non si può: fiori di zucca fritti

Prodotto di stagione, i fiori di zucca altro non sono che l’infiorescenza della zucchina: immaginando che il loro sapore da crudi non sia idilliaco, è chiaro che il segreto della ricetta sta nella pastella…


A differenza della simpatica Gourmet, che saluto, la quale affida i suoi lavori al potente KEN, le mie modestissime capacità gastronomiche fanno sì mi debba accontentare dell’aiuto di un BIMBY, vabbè…


Ingrediente per la pastella per 4 persone:


- 150 gr di farina 00

- 100 gr di Prosecco (ho voluto esagerare utilizzando un Cartizze surliè 2005 dell’Azienda Santantoni di Santo Stefano di Valdobbiadene)

- 2 uova

- sale e pepe q.b

Mescolare il tutto a velocità 6 per 1 minuto, quindi impanare i fiori di zucca lavati in acqua corrente e friggere in OLIO

Grande diatriba, che olio???

Un tempo sfiorai quasi il “caso diplomatico” con Luigi Caricato sulle pagine della Madia, ma alla fine ho fatto un po’ di polemica e non posso dargli torto: l’extravergine è sprecato, in questi contesti possiamo accontentarci dell’olio di oliva, merceologicamente parlando quello ottenuto da un olio vergine addizionato di olio lampante rettificato.

Non siamo però sui banchi di scuola, per stavolta mi fermo qui, anche se l’argomento meriterebbe un attento approfondimento…

Belli, croccanti e oserei dire quasi aromatici! Se proprio volessimo fare un figurone, aggiungeremmo qualche goccia di Saba, sempre raccomandata…

Siamo in estate, occhio alle calorie, a meno che non ne assaggiassimo uno soltanto, è chiaro che questo è un piatto unico…

Con che cosa l’abbiniamo? Direi un vino bianco, fresco per contrapposizione, beverino, semplice e discretamente profumato… mi viene quasi in mente la rubrica il “Vino dei Blogger # 7”…

Ho scelto un Penedès Viña del Sol 2006 di Torres, da uve Parellada, Euro 6 in enoteca.

Scusate la tovaglia da osteria, ma per una domenica informale in casa ci può stare dai…


Allora? Sono stato bravo? Mi promuovete? Ma sì…

"Vino dei Blogger # 8 " reload


Un cordiale saluto a tutti!

Vi rubo solo un minuto per ricordarvi l’appuntamento con la rubrica “Vino dei Blogger # 8”, che andrà in scena, spero con il vostro prezioso contributo:


Giovedì 5 luglio 2007


Per partecipare è sufficiente pubblicare sui vostri siti o blog un articolo che abbia per tema:


I “Vini delle Sabbie” o i vini ottenuti da uve “franco di piede”, ovvero senza portinnesto americano


Vi ricordo che per “Vini delle Sabbie” si intendono quei vini prodotti con uve allevate su “terreni sabbiosi”, cioè un suolo la cui tessitura preveda almeno l’85% di sabbia; se poi un “terreno sabbioso” ha anche meno del 6% di argilla, dal punto di vista agronomico viene definito “non filosserico”, vale a dire è possibile teoricamente piantare la vite “franco di piede”, cioè senza portinnesto, che invece è una prerogativa della viticoltura europea per le vicende a tutti note.


Un viaggio affascinante in Italia e non solo alla ricerca di terreni sabbiosi di diversa natura: dalle sabbie marine di Vittoria in Sicilia, Cirò in Calabria, Sant’Antioco e Santadi in Sardegna, al Bosco Eliceo qui nella mia zona, in provincia di Ferrara nel Delta del Po, oppure nel Delta del Rodano, nella Camargue francese, e ancora Algarve in Portogallo o la Costa del Sol in Spagna; alle sabbie vulcaniche della DOC Campi Flegrei e la DOC Etna, o i particolari suoli delle Isole Canarie, dove si producono vini bianchi alcolici e al tempo stesso particolarmente freschi; alle sabbie alluvionali come nel caso della Valdadige fra le Province di Verona e Trento, o ad Arcole, sempre in Veneto, a Dorgali ancora in Sardegna, nelle vallate interne del Molise, o, inaspettatamente, in una particolare collina della Val d’Aosta.


Altro capitolo i vini da uve “franco di piede”: un paio di anni fa ho avuto occasione di parlare dell’argomento con Nicolas Joly, noto produttore biodinamico francese; secondo questa “corrente” di pensiero, la pratica regressiva della riproduzione da seme, rende le piante sempre più forti, a differenza di quelle “ferite” in modo irreversibile dall’iinesto…

Insomma, temi a mio avviso molto interessanti anche se complessi, ai quali spero potrete dedicare un po’ del vostro tempo…

Chiederei cortesemente a chi parteciperà di inviarmi in quella data il relativo link, e ai Blogger non Italiani di redigere il post in lingua italiana o inglese.

Qualora l’argomento fosse di vostro particolare interesse, sono disponibile ad inviarvi l’abstract degli atti del Convegno “Alla scoperta dei Vini delle Sabbie” che ho organizzato nel 2002 a Ferrara.

Vi sarò grato se divulgherete l’iniziativa a chi riterrete opportuno, al fine di promuovere e far crescere l’iniziativa.

Buon lavoro!

Mirco Mariotti

domenica 24 giugno 2007

“1.000 miles”, a wine journey: da Bolgheri a Saturnia

Da Guado al Melo la strada “Bolgherese” si innesta con la famosa e splendida via alberata che dal fondovalle porta a Bolgheri.


I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti
Mi balzarono incontro e mi guardar […]

(Giosuè Carducci, Davanti a San Guido)



In questo piccolo paese mi fermo per una breve sosta, giusto il tempo di gustare una buona ribollita in uno dei numerosi locali del borgo.

Il cielo è grigio, ma non mi distoglie dall’obiettivo di visitare Punta Ala e Castiglione della Pescaia: abbandono quindi l’Aurelia, e sulla spiaggia a sud di Follonica incontro alcuni serfisti alle prese con le loro vele:



Nonostante il vento sia forte e teso, alcune famiglie tedesche si “godono” la giornata nei pressi della battigia…

Punta Ala è la delusione che un po’ mi aspettavo: una natura fiera e selvaggia svilita dalle costruzioni ad alto impatto ambientale dello yacht club: come al solito il potere del denaro riesce a prevaricare il buon senso.

Castiglione della Pescaia è un antico abitato con un bel lungomare. Il centro storico, pur essendo la località vocata al turismo di massa, è ben conservato e pulito, e i locali più recenti sono ben integrati anche architettonicamente.

Tutto ciò mi rimette di buon umore, e passeggiando a fianco degli stabilimenti balneari, decido di prendere un aperitivo per godermi il paesaggio della spiaggia.



Vengo attirato dalla musica del Bagno Ottantasei, dove vengo accolto in modo gioviale dai giovani gestori; quando ordino un Americano, storico cocktail internazionale, mi assale il panico: dietro il bancone una ragazza si avvicina alla macchina del caffè, ma viene bloccata dalla più “esperta” collega al suo fianco, che avendo intuito la mia richiesta, si impossessa della postazione: miscela vermouth rosso, bitter e soda nell’old fashioned con ghiaccio, cerca di inserire mezza fetta d’arancia che però tende a galleggiare sui cubetti: nessun problema! Mettendo il dito nel bicchiere lo immerge completamente, ma evidentemente il risultato non l’aggrada. E allora ecco un’altra mezza fetta (non richiesta dalla ricetta) per la guarnizione: peccato che la signorina utilizzi il coltellino da barman alla rovescia e non riesca a tagliarla; irretita la prende e cerca di applicarla sul bordo del bicchiere, ovviamente senza riuscire. Il calvario è finito: mi porge l’Americano accompagnandolo con due miseri trancetti di pizza, ma soprattutto chiedendomi la bella cifra di 6 Euro! Sorrido e le confesso che per quella cifra poteva esprimersi a livelli ben più alti, ma mi redarguisce dicendomi che non ha commesso errori durante l’esecuzione. Incasso il rimbrotto e bevo il mio cocktail, pensando che troppa gente non capisce la fortuna di lavorare in certi contesti, e come male la sfrutti…

Attraverso la bellissima Pineta del Tombolo aggirando Grosseto, poi seguo le indicazioni per Scansano. La parte collinare della Maremma è ora al mio cospetto, e dopo Pomonte la strada sembra sbucare da un momento all’altro dritta in cielo…



Poi, superato il bivio per Montemerano, l’affascinante scenario del Mulino presso le Terme di Saturnia, annuncia il mio arrivo…

martedì 19 giugno 2007

Manifestazione Slow Food Ferrara presso il Giardino delle Duchesse 27 Giugno 2007

Ricevo ed inoltro il seguente comunicato stampa, a breve vi parlerò più diffusamente della cucina degli Estensi...


In occasione dell'apertura straordinaria de Il Giardino delle Duchesse (piazza Municipale- Ferrara) dovuto all'anno degli Estensi, la Condotta Slow Food di Ferrara, con il patrocinio del Comune di Ferrara, organizza per la serata di Mercoledi' 27 Giugno 2007 (dalle ore 18.00 alle ore 24.00) un percorso enogastronomico nella nostra cucina della tradizione.
I prodotti di alta' qualita' della tradizione locale saranno i veri protagonisti della manifestazione.
L'obiettivo della Condotta di Ferrara e' quello di adoperarsi per far conoscere tali prodotti, gli artigiani e le aziende che li lavorano da sempre con passione ed esperienza.
I volontari di Slow Food proporranno i "piatti" e vini ai turisti ed al pubblico ferrarese nella suggestiva cornice del giardino rinascimentale.
Troverete 4 presidi Slow Food: Salama da Sugo con purè, Anguilla marinata di Comacchio, Mortadella Classica di Bologna, Caffè delle Terre alte di Heuhuetenango.
Inoltre, per l'occasione, la Facolta' di Architettura dell'Universita' di Ferrara ha elaborato un progetto di ristrutturazione del luogo in cui si svolgera' la serata, mescolando oggetti di design moderno all'architettura essenziale e caratteristica del giardino. Un progetto che mira a riportare agli antichi splendori un giardino incantevole, sconosciuto agli occhi dei cittadini.
L'Associazione Onlus Ibo Italia di Ferrara collaborera' con i volontari della Condotta ferrarese nell'organizzazione.
Il ricavato della serata sara' devoluto al finanziamento dei progetti di cooperazione dell'associazione Ibo Italia.
Dalle ore 18.30 nell'area dedicata ai bambini (5-10 anni) si terra' il Laboratorio del Gusto: "Facciamo il pane". La docente Master of Food Luisella Verderi accompagnera' i bambini nel mondo delle sensazioni tattili, olfattive e del gusto, parlando e giocando con questo significativo prodotto del nostro territorio.
Per i bambini il laboratorio è gratuito così come l'accesso alla manifestazione. Per il laboratori e’ necessario prenotarsi telefonando al 339-7559679.
Dalle 21.30 avremmo invece musica dal vivo con la Bonni's Band.
In caso di pioggia l'evento verra' sospeso.
Spero di incontrarvi presto.

Stefania Pampolini
Fiduciario Slow Food Condotta Ferrara
339-7559679





domenica 17 giugno 2007

“1.000 miles”, a wine journey: i vigneti di Michele Scienza a Guado al Melo

05/06/2007

Oggi è il giorno della traversata da Rapallo a Saturnia. Il clima non è dei più clementi, ma ho deciso che no mancherò nessuno degli appuntamenti che mi sono prefissato. Spronato dai benevoli suggerimenti di Luk e Aristide ho infatti prenotato la visita dell’Azienda Guado al Melo, che si trova giusto a metà strada tra Castagneto Carducci e Bolgheri.

La Famiglia Scienza da generazioni è votata al vino. Attilio, noto docente universitario, ha realizzato la zonazione della DOC Bolgheri negli anni ’90, ed anche il figlio Michele si è sempre occupato di viticoltura ed enologia.

Avendo a disposizione una notevole mole di dati su questo territorio, nel 1999 la Famiglia Scienza ha deciso di acquisire 15 ettari nella zona, prontamente impiantati con i vitigni bordolesi che contraddistinguono questa DOC. Il metodo di allevamento prevalente è il cordone speronato, mentre a seguito della siccitosa annata 2003, è stato realizzato un impianto di irrigazione a goccia.

Nel frattempo lo sbancamento di una parte del terreno ha permesso di ospitare la cantina seminterrata, sulla quale è stato poi realizzato un terrapieno per aumentare anche l’inerzia termica dei locali.



La struttura contiene une elemento architettonico che mi ricorda gli elementi atrium-impluvium delle antiche domus romane (senza compluvium, ovviamente…), che dovrebbe ospitare nel prossimo futuro una biblioteca dedicata alla cultura della vite e del vino.



Attilio Scienza è un noto ampelografo, che nei suoi numerosi viaggi ha collezionato un gran numero di vitigni “arcaici”, soprattutto nella zona del Caucaso e della Grecia.

Con queste piante è stato creato a Guado al Melo un vigneto di 1 ettaro dal quale si ricava “Jassarte”, nome del fiume che segnava in antichità il confine più orientale del mondo greco.

Le uve di base sono Syrah, Alicante e Malvasia nera: già assaggiatoa a casa di Luk la vendemmia 2004, questo vino si conferma molto particolare al naso e al gusto.

Particolare anche il Guado al Melo Bianco IGT Toscana 2004, ottenuto dall’80% di Vermentino e dal 20% di Viogner: “Il Vermentino è un’uva neutra, con scarsa acidità”, mi racconta Michele, “l’apporto di Viogner, ci permette riottenere freschezza e longevità”; il vino ha subito una parziale fermentazione in barrique e si presenza dorato, con un’invitante nota di melone, al palato di fatto alcolico ma fresco.

Per quanto riguarda la DOC Bolgheri, l’Azienda si prefigge di ottenere prodotti eleganti, come testimoniato egregiamente dal Bolgheri Superiore 2004. I profumi sono suadenti: oltre a ricordarele consuete note speziate dei vitigni bordolesi, si aggiungono profumi di dattero e prugna secca. In bocca è tannico e ben sostenuto dalla sapidità; pur essendo pronto non ho ancora raggiunto a mio avviso il suo top.

Fra i prodotti degustati c’è anche Antillo DOC Bolgheri a base di Sangiovese 70%, e restante 30% a base di Petit Verdot e Cabernet Sauvignon: devo confermare anche per questo vino uno stile aziendale riconoscibile, derivante dalla vinificazione di tutte le partite disponibili in vigneto, che forniscono a Michele Scienza numerose basi per realizzare le cuvée: “Per me ci sono poche operazioni da eseguire in cantina, ma chiare: disporre di recipienti di vinificazione di tutte le capacità, legni di diversa provenienza, 1 anno di affinamento in bottiglia, ma soprattutto tanti assaggi in corso d’opera, forse il vero apporto di esperienza che un enologo può fornire ad un’Azienda…”.

Nel frattempo si è scatenato un bel temporalone con tanto di tuoni e fulmini, che presto di esaurisce ma non mi permette di visitare l’ordinato vigneto che si estende subito fuori la cantina.

Ringrazio quindi Michele per la sua squisita ospitalità, sperando di vederlo presto, perché no, a Ferrara per una degustazione dei suoi vini.

sabato 16 giugno 2007

Vino dei Blogger # 8


Ringraziando i Blogger che mi hanno preceduto per aver fatto crescere questa rubrica, passo senza indugi al tema di giugno: dato che negli ultimi due mesi si è parlato di vini per l’estate, l’immaginazione è andata chiaramente ad una spiaggia assolata di sabbia fine…

Ebbene questo componente praticamente ubiquitario di ogni terreno, determina la morfologia di un suolo, in quanto viene definita sabbia una roccia clastica (dal greco Clazo=rompo), incoerente, costituita da piccoli frammenti di minerali o di rocce, di dimensioni comprese fra un massimo di 2 millimetri e un minimo di 0,062 mm o 62 micron, tutto questo indipendentemente dalla sua composizione chimica.

Quindi, se ogni terreno ne possiede una certa percentuale, dal punto di vista geologico viene catalogato “terreno sabbioso” un suolo la cui tessitura prevede almeno l’85% di sabbia; se poi un “terreno sabbioso” ha anche meno del 6% di argilla, dal punto di vista agronomico viene definito “non filosserico”, vale a dire è possibile teoricamente piantare la vite “franco di piede”, cioè senza portinnesto, che invece è una prerogativa della viticoltura europea per le vicende a tutti note.

Il “Vino dei Blogger #8” dovrà quindi essere un vino ottenuto da uve allevate su “terreni sabbiosi”, o in alternativa da viti “franche di piede” (ricordiamo che una parte della viticoltura sudamericana è “franca di piede”, come pure per scelta in diverse aziende riconvertite all’agricoltura biodinamica).

Sarebbe molto bello se poteste aggiungere un abbinamento con il vino prescelto.

So che non è un tema facile, ma ritengo abbia un bel fascino…

Gli articoli dovranno essere pubblicati tra le 0 e le 24 di giovedì 5 luglio.

Chiederei cortesemente a chi parteciperà di inviarmi in quella data il relativo link, e ai Blogger non Italiani di redigere il post in lingua italiana o inglese.

Qualora l’argomento fosse di vostro particolare interesse, sono disponibile ad inviarvi l’abstract degli atti del Convegno “Alla scoperta dei Vini delle Sabbie” che ho organizzato nel 2002 a Ferrara.

Vi sarò grato se divulgherete l’iniziativa a chi riterrete opportuno, al fine di promuovere e far crescere l’iniziativa.

Grazie e buon lavoro!!!

Mirco Mariotti


English version:

“Vino dei Blogger” is the public wine tasting organized by Italian Wine Blogger: thank to Blogger directed this review and make it better.

This is my theme: in last 2 months we have talked about wines for summer, and my imagination runs to a sunny beach with fine sand…

Sand is present in each soil, and determines its “body”, because sand is defined like a particle with a diameter between 2 mm and 0,062 mm.

If every soil has a percentage of sand, from the geological point of view is defined “sandle soil” one is composed by at least 85% of sand; also, if clay is less than 6%, this type of soil is defined “no filloxera”, that is possible to plant a vine “without grafting”, that is without “American vine base”.

This a peculiarity of European viticulture, for endemic invasion of filloxera at the beginning of XXth Century.

So the “Vino dei Blogger #8” will be obtained with grapes growing on “sandel soils”, or obtained with grapes from “no grafting” vines.

It’s not a simply theme, by I think is very interesting…

If you desire to know more things about this theme, you could ask me the abstract of the meeting “At the discovery of Wines of Sands”, I have organized in Ferrara in 2002 (only in Italian).

Articles should be post in this date: Thursday 5 July 2007, referred to Italian time zone.

I thank everybody will partecipate, and I kindly ask you two things: 1) to write me the link of your post in the same date, 2) to write your post in Italian or English for take me the possibility to publish the abstract.

Thank you and… good work!!!

venerdì 15 giugno 2007

"Anguilla Pride"

L’anguilla (dal latino anguis, serpente) è un misterioso pesce serpentiforme che nasce nel Mar dei Sargassi, e compie un viaggio verso le coste afroeuropee dove abita laghi, fiumi e valli, come nel caso delle rinomate Valli di Comacchio, famose per la sua presenza; dopo circa 15 anni intraprende il viaggio di ritorno nei luoghi natii dove si riprodurrà. Il maschio misura circa 50 cm

mentre la femmina, chiamata comunemente capitone, può arrivare al metro di lunghezza.

Dal punto di vista dell’abbinamento l’anguilla nelle sue diverse preparazioni predilige un vino rosso pur essendo un pesce e la spiegazione è molto semplice se si valutano le caratteristiche delle sue carni: con un contenuto calorico di circa 250 kcal per 100 grammi edibili, l’anguilla è il pesce più grasso con il 25% di composizione lipidica (per fare un raffronto 100 grammi di sogliola fresca apportano 83 kcal, 100 grammi di carne bovina semigrassa 214 kcal).

Tra le preparazioni tipiche della zona di Comacchio possiamo ricordare oltre alla classica ma sempre squisita anguilla ai ferri (nelle diverse varianti: intera, spaccata, a violino), il brodetto alla comacchiese detto anche “a becco d’asino”, o il brodetto con le verze.

Concentrandoci sulla versione ai ferri andremo a scegliere un vino rosso di corpo medio, con buona freschezza e sapidità, ad ogni modo un vino non troppo impegnativo per non andare a coprire il caratteristico sapore salmastro della carne di questo pesce: subito la nostra attenzione andrà al vino rosso del Bosco Eliceo, il Fortana o come viene localmente chiamato Uva d’Oro, e spaziando sul territorio italiano potremmo pensare ad un Bardolino DOC, una Schiava del Trentino DOC, un Lagrein kretzer dell’Alto Adige DOC, un Botticino DOC. Spostandoci in Campania, altra regione “ghiotta” di anguilla, tradizionalmente consumata durante le feste natalizie, interessante l’abbinamento con un vino frizzante che viene bevuto giovane, indicato con due sottodenominazioni della DOC Penisola Sorrentina, Gragnano e Lettere, prodotto in entrambi i casi con uve Piedirosso e Sciascinoso.



Nella foto: l'antica "Manifattura dei marinati" di Comacchio nel complesso storico del Loggiato dei Cappuccini



Ed ecco un evento sconsigliato a chi soffre di disturbi epatici.. ;-)


Trattoria "Le Contane"

Via del Po, 31 Località Le Contane, Jolanda di Savoia

“Anguilla Pride”

Sabato 30 Giugno 2007 alle ore 20.00

La delegazione AIS di Ferrara in collaborazione con la Trattoria “Le Contane” organizza una cena con la “Regina delle valli”, ovvero l’anguilla, che da secoli è uno dei principali alimenti della gastronomia ferrarese. Si dice che possa essere cucinata in sedici modi diversi fra zuppe, graticole e spiedi; senza dimenticare l’anguilla marinata. Presentiamo il menù:

Antipasto

Anguilla Marinata

Primo piatto

Risotto di Anguilla
Anguilla a becco d'asino
Secondo piatto
Anguilla ai ferri
Anguilla fritta

Dessert

Dolci tradizionali ferraresi

Il tutto abbinato con i Vini del Bosco Eliceo

Costo della degustazione: Euro 50,00. Max 25 persone. E’ gradita la divisa.

Per info e prenotazioni: Paolo Cantelli cell. 335 / 306160.


mercoledì 13 giugno 2007

Alla scoperta dei "Vini delle Sabbie"



APPUNTAMENTI D’ESTATE AL MUSEO


ALLA SCOPERTA DEI VINI DELLE SABBIE - GIOVEDI’ 14 GIUGNO

Continuano gli appuntamenti serali di Giugno presso il Museo del Territorio di Ostellato della rassegna Appuntamenti d’Estate al Museo. Giovedì 14 Giugno, alle ore 21.00 il Museo ospiterà una serata di presentazione dei Vini delle Sabbie a cura del Consorzio Vini D.O.C del Bosco Eliceo , con degustazione dei vini e di prodotti tipici Ferraresi nell’ambito delle iniziative a tema enogastronomico promosse al museo. Durante la serata un esperto del consorzio illustrerà i vini e proietterà fotografie e filmati relativi alla zona di produzione e alle tecniche produttive.

Ingresso € 3.00 a persona.

Vi aspettiamo...

Giovedì 14 Giugno, alle ore 21:00

Al Museo del Territorio di Ostellato.

Per informazioni e prenotazioni contattare dal lunedì alla domenica:

Museo del Territorio di Ostellato

Strada del Mezzano, 14

44020 Ostellato (FE)

Tel. 0533-681368

Fax. 0533-683082

Mail: mdt@comune.ostellato.fe.it

www.comune.ostellato.fe.it/mdt

www.verdedelta.com

martedì 12 giugno 2007

“1.000 miles”, a wine journey: TigullioVino Meeting 2007

04/06/2007

Spero non me vorrà il bravo Filippo Ronco, organizzatore del TigullioVino Meeting, se in questo post inserirò una sola foto dell’interessante evento di Rapallo.

Del resto la mia Coolpix L5 stenta negli interni, e poi di certo non posso competere con Sandra, la bravissima fotografa conosciuta proprio in quest’occasione.

Il merito dello Staff di TGV è stato quello di “radunare” nelle sale dell’Excelsior Palace Hotel una platea di appassionati molto diversificata; significativa la presenza dei Bloggers tra i quali ho avuto il piacere di incontrare Max e i suoi amici, Maria Grazia, Vittorio, Lampourde, conosciuto al simposio dei forumisti di Rexbibendi a Ferrara, insomma il gruppo comincia a raggiungere una massa critica ragguardevole… e allora lancio l’esca: a quando il banco d’assaggio dei “Vini dei Bloggers”??? ;-)

Altro punto di forza dell’iniziativa è che le Aziende invitate sono state selezionate dalla Commissione di assaggio di TGV che ha valutato i prodotti durante l’anno: a mio avviso un’operazione di trasparenza che i presenti hanno apprezzato.


Durante la giornata ho conosciuto l’Azienda Branchini di Dozza, grande terroir per l’Albana, ma in quest’occasione ho apprezzato anche il loro Pignoletto 2006, notevole per la sua tipologia: mi riprometto di andare a trovarli quanto prima.

Matilde Poggi è la titolare de Le Fraghe di Cavion (VR), nei pressi del Lago di Garda: ho assaggiato il Bardolino 2006, morbido e dall’intenso profumo di fragola, e il Quaiare 2003, franco Cabernet Sauvignon e Franc IGT Veneto.

Sono poi andato a salutare le amiche di Villa Corniole, bella Azienda all’imbocco della Val di Cembra, sempre molto convincente il loro Müller Thurgau, annata 2006

Particolare il Kontra 2006 dell’Azienda slovena Scurek: il vino è composto dal 50% di chardonnay e 50% di ribolla gialla; pigidiraspatura direttamente in barrique adattate, no solforosa, no travasi, macerazione di 7 mesi poi direttamente la bottiglia… boh???!!! È tutto così facile? Mi piacerebbe fare una vendemmia da loro, anche perché il prodotto, seppur già maturo nel colore, è di ottima qualità… Particolare anche il Picolit 2002 secco, anche se la nota di acetato di etile è un po’ invadente.

Mike Tommasi ha selezionato due Aziende francesi di tutto rispetto: del Domaine Pierre Usseglio et Fils ho assaggiato il loro Châteauneuf-du-Pape “Cuvée de mon Aïeul” 2004, un vino davvero elegante, che a differenza degli altri vini di questa famosa Appelation, è prodotto solo con Grenache 85%, Syrah 5% e Cinsault 10%, mentre il disciplinare prevederebbe l’utilizzo di una massimo di 13 vitigni. Del Chateau Mas Neuf ho invece degustato il Costieres de Nimes 2006 prodotto con Rousanne 90% e Viognier 10%; vino di grande estratto ha però un “piccolo” segreto: viene affinato nelle barrique usate per lo Chateau d’Yquem…

Ottima la presenze dei siciliani con Benanti (Edelmio 2000: Chardonnay 50%, Carricante 50%, note di tostatura molto intense), Gulfi (Valcanzirja 2006: Chardonnay 40%, Carricante 40%, Albanello 20%) e COS, Azienda nota per il suo Cerasuolo di Vittoria ma che in questa occasione ha presentato anche il Rami IGT Sicilia, Inzolia 50%, Grecanico 50%, davvero molto profumato.

Da Albino Armani (veramente molto bella la presentazione multimediale) ho ritrovato il Foja Tonda 2004 IGT Vallagarina, da uve Casetta, di un bellissimo color porpora e grande morbidezza. Parlando con Giampiero Sappa ho saputo che in azienda si usa spesso come metodo di propagazione la propaggine semplice con taglio del tralcio padre dopo due anni… una bella conferma che ci sprona a proseguire anche da noi nel Fondo Luogaccio con questa tecnica “arcaica”, che spero di raccontarvi a breve…

E ancora La Stoppa con il suo ottimo Macchiona IGT Emilia 2003 e 2004 (Bonaria 50%, Barbera 50%); il Monferrino purosangue Pino Ratto di Ovada con i suoi Dolcetti dalla Cascine Olive e Scarsi dalle particolari ed instabili evoluzioni eteree che avrebbero bisogno di un assaggio più attento; Poggio Argentiera con il suo Guazza 2006, da uve Ansonica 80% e Vermentino 20%; e Rocca del Gatto, con la sua selezione di Pigato “Spigau Crociata” di diverse annate, tutte vinificate con macerazione sulle bucce per una settimana.

Discorso a parte merita un’altra Azienda ligure, La Felce, dei cui vini mi riservo però di raccontare, perché probabilmente saranno oggetto della mia prossima rubrica “Il Vino dei Blogger #8”.

PS: Aristide, le panoramiche non le fai solo tu... :-P


Dopo una breve passeggiata sul lungomare di Rapallo per rinsavire lo spirito, si torna all’Excelsior, giusto in tempo per gli ultimi assaggi di un dolce al cioccolato fondente molto particolare: la ormai famosa Torta Pistocchi!

La giornata, che al mattino appariva come una lunga maratona, volge rapidamente la termine, e nella suite dell’Ambasciatore, dopo un breve convivio a base di Gewurtz Traminer 2006 di Josef Brigl, la “Compagnia dei Bloggers” si scioglie per darsi appuntamento, questa volta virtuale, al 7 giugno per il “Vino dei Blogger #7”…

lunedì 11 giugno 2007

“1.000 miles”, a wine journey: il vino di Montale



Le sorprese di Luk non sono però finite come anticipato nella sua mail: “Domenica pomeriggio avremmo la possibilità di andare a caccia della buttigiasca, vitigno sconosciuto allevato solo a Montale, forse e ripeto forse, potrebbe essere il rossese bianco descritto dal Gallesio nella sua Pomona Italiana...”

Ed eccoci quandi a Montale, dove scopriamo vini arcaici, che impavidi viticoltori tengono in vita: certo la tecnologia è ancora lontana da questi luoghi, ma a Montale il vino si beve, non ha un commercio, e allora sorseggiare i loro vini bianchi e rossi, quest’ultimi ottenuti probabilmente da uve di Dolcetto, con Sara Giancarlo e gli altri amici, ha un fascino che la “compagnia dei Bloggers” subisce volentieri.



Proprio grazie a questi vecchi vigneti, alle prassi tradizionali (come per esempio il cambio dei bicchieri testimoniato anche da Mike: http://www.thewineblog.net/vino/archives/2007/06/06/tgv_meeting_2007_a_r.html#more ), alle persone ospitali e cordiali, anche Mario Soldati parlò del “Vino di Montale”, ed essendo risaputo quanto lo scrittore amasse l’umanità della vita, credo che in queste belle colline si sia trovato a proprio agio…



Foglia della varietà Albarola o Bianchetta del Genovesato, la sua peculiarità è di non avere lobi:


La caratteristiche case di Montale:

domenica 10 giugno 2007

“1.000 miles”, a wine journey: la compagnia dei bloggers si riunisce

03/06/2007

Prima tappa Sestri Levante: al sottoscritto e ai puntuali Aristide e Laura, incrociati sull’autostrada a pochi km dall’arrivo, si aggiunge un Ambasciatore in missione di rappresentanza, mentre nel pomeriggio ci raggiungerà Mike direttamente da Bandol. La riunione è nella bella villetta di Luk, in località Carro, nell'entroterra di Sestri. Tra un sollazzo e l’altro, i nostri ospiti ci strabiliano con un impeccabile menù ligure perfettamente abbinato: testaroli al pesto con “Gli Eremi”, Verdicchio dei Castelli di Jesi 2004 dell’Azienda La Distesa (davvero notevole); cima con salsa verde e torta pasqualina con “Jassarte”, IGT Toscana 2004 di Guado al Melo (che sarà protagonista anche nei giorni successivi) e Primitivo IGT Puglia 2005 dell’Azienda Guttarolo; castagnaccio con miele di castagno, e sul finire la china della Dispensa di Amerigo, sulle colline bolognesi. Che dire? Un grande abbraccio a Luk e alla sua famiglia, sperando di avere presto un “mancato ferrarese” da queste parti…


Nella foto: vecchie spalliere a Carro con tutori in castagno

“1.000 miles”, a wine journey: prologo

1.000 miles”, a wine journey è un esercizio di scrittura che racconta le tappe di un breve viaggio nel quale il vino, per sua natura, è stato il filo conduttore che mi ha permesso di conoscere persone, visitare luoghi, e vivere ricordi… spero vi piacerà!


Prologo:

Percorsi di terra N.1: dall’auto gli oggetti sfilano veloci. Chi guida sa quando è partito e che il suo desiderio primario è arrivare: nessuno sceglierebbe spontaneamente il percorso più accidentato o tortuoso perché la nostra prospettiva di viaggio è prettamente temporale, non sono previsti ripensamenti o ritorni, tutto deve svolgersi in maniera lineare, senza divagazioni. C’è chi, però, si ferma quando è stanco o quando pensa di aver sbagliato un bivio, per rifocillarsi e chiedere indicazioni agli altri viandanti: solo la condivisione, infatti, permette di rendere unico ogni singolo cammino. (da: “In Viaggio”)

giovedì 7 giugno 2007

Vino dei Blogger # 7

Freschi autoctoni bianchi abbondano in Emilia Romagna: dall’Ortrugo piacentino alla Spergola reggiana, dal Pignoletto bolognese al Montù del Reno, dal Pagadebit forlivese alla Rebola riminese.

Esiste poi il vitigno romagnolo per eccellenza, l’Albana, che dà vini di tutti i tipi, in dipendenza dei suoli, dei cloni, delle rese e delle modalità di vinificazione.

Vorrei per questo sfatare il mito del “vino dorato che somiglia a un rosso”, parlandovi dell’Azienda Poderi delle Rocche, subito fuori Imola, nei pressi del parco Tozzoni.

Ettore Tamburini e Roberto Baroncini sono i due instancabili e appassionati titolari nonché cantinieri, sempre indaffarati e alle prese con invenzioni e nuove applicazioni su ogni genere di macchinari.

A mio avviso la loro Albana secca DOCG “Compadrona” 2005 è una delle migliori nel panorama romagnolo, soprattutto considerando il suo prezzo al pubblico.

Le peculiarità di quest’uva risiedono nella buccia, che contiene innumerevoli profumi, ma anche una concentrazione di polifenoli molto superiore rispetto agli altri vitigni bianchi.

L’ideale sarebbe un ciclo di pigiatura delicata e prolungata, ovviamente a basse temperature: presto detto, i nostri amici hanno attrezzato la loro bella pressa pneumatica con un impianto di refrigerazione, e il gioco è stato fatto.

Il ciclo, se non ricordo male, dura circa 12 ore, dopodichè la lavorazione del mosto prosegue come per un normale vino bianco.

Se a tutta questa delicatezza sommiamo un’acidità interessante e ottimi gradi zuccherini, altre caratteristiche intrinseche del vitigno, possiamo ottenere vini alcolici ma al tempo stesso equilibrati, senza incorrere nelle temute ossidazioni che portavano nel giro di pochi mesi all’invecchiamento precoce del prodotto. I profumi sono floreali e ricordano soprattutto la ginestra, poi il vino nel bicchiere rilascia altre note fruttate che ricordano soprattutto l’albicocca e la pesca bianca.

Parliamo ora di abbinamenti: risalendo la Valle del Santerno per la via Montanara in direzione Firenze, troviamo molti paesini caratteristici come Castel del Rio, nota per il suo Marrone IGP.

Zona da me frequentata per le scorribande in MTB, mi torna alla memoria il chiosco in località Fabbrica, sede di numerose merende a base di “piadina imolese”… si tratta di una piadina diversa da quella riminese: è infatti più piccola e molto più spessa; più che per la farcitura si presta ad accompagnare piatti di salumi, come per esempio un buon prosciutto locale tagliato a mano.

E per accompagnare questa splendida visione, niente di meglio che un bicchiere di Albana degli amici dei “Poderi delle Rocche”!



Per una panoramica completa sull'iniziativa, vi consiglio di visitare:

http://pierovini.blogspot.com/2007/06/vino-dei-blogger7-gli-autobianchi-del.html