venerdì 30 novembre 2007

Sapori di Tango, buongusto in pista


Nell'ambito del gemellaggio con Buenos Aires

Sapori di Tango, buongusto in pista

Il turismo enogastronomico e le risorse culturali legate alla storia della città costituiscono da anni una importante risorsa del nostro territorio. L'attuale mostra di Palazzo dei Diamanti e Palazzo Schifanoia "Cosmé Tura e Francesco del Cossa, l'arte a Ferrara nell'Età di Borso d'Este" è una imperdibile occasione per conoscere ed approfondire uno dei periodi più fecondi della città, che ha regalato espressioni artistiche fra le più illustri del periodo rinascimentale. Ad arricchire questo panorama ormai collaudato, si inseriscono nuove opportunità offerte dal gemellaggio tra Ferrara e la capitale argentina Buenos Aires, che vedranno sabato 1 dicembre nelle sale di Palazzo San Crispino, in piazza Trento e Trieste, un momento di confronto culturale su più fronti: gastronomico e artistico. E' particolarmente viva in città, come del resto in tutta la regione, la conoscenza e la passione per la musica ed il ballo tradizionale dell'America Latina, che il tango Argentino declina nella sua forma più colta, raffinata e seducente. Meno conosciuta la tradizione culinaria di quel popolo. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina in residenza municipale ai giornalisti dall'assessore Davide Stabellini e dai dirigenti e funzionari del settore Turismo e Gemellaggi Lara Sitti e Augusta Rabuiti, nochè dai rappresentanti dei consorzi e associazioni di categoria partner. Il pacchetto turistico, elaborato dal Comune di Ferrara (assessorati al Turismo - Relazioni Internazionali e alle Attività Produttive) e dai consorzi “Ferrara Arte e Natura” e “Strada dei Vini e dei Sapori”, quindi dalle associazioni di categoria Confartigianato e Federalberghi, prevede il pernottamento, visita alla Mostra "Cosmé Tura e Francesco del Cossa", visita alla città, aperitivo e cena (dalle 20) con accompagnamento musicale dal vivo a cura di Mariano Speranza e spettacolo "Sapori di Tango. Omaggio a Piazzolla" della compagnia Barrio de Tango nella Sale di Palazzo San Crispino. L'organizzazione logistica è stata affidata a “Le Pleiadi” e Agenzia di Viaggi De Romei che sono a disposizione di cittadini e turisti per ogni tipo di informazione e prenotazioni (Le Pleiadi Organizzazione Eventi telefono 0532449460; Agenzia De Romei Viaggi telefono 0532-243239).

Tratto da: http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=28829&format=html

Accompagneranno la serata i nostri Fortana DOC Bosco Eliceo nella versione fermo e frizzante.

giovedì 29 novembre 2007

"Surliè!" party... I tappa


Si svolgerà giovedì 6 dicembre dalle 18 presso l’Enoteca “Al Brindisi” di Ferrara, della quale avevamo già parlato qui, l’iniziativa “Surliè! Party” dedicata al nostro nuovo Fortana rifermentato in bottiglia.

Il progetto “Surliè! Party” nasce con l’intento di promuovere negli orari dell’aperitivo, e non solo, alcune produzioni agroalimentari innovative del nostro territorio. Un modo nuovo di intendere questo momento della giornata che sempre più persone identificano con una cena informale fuori casa: è quindi auspicabile selezionare vini e cibi, con un occhio di riguardo alla salubrità e la provenienza certificata.

Partner dell’iniziativa sono l’Azienda “La Romagnola”, di San Biagio d’Argenta (FE), produttrice di pasta e ottimi cous cous con ingredienti esclusivamente italiani e da agricoltura biologica, e l’Azienda “Fabbri Delizie da Forno” di Alfonsine (RA), con un prodotto molto interessante e appetitoso come “Le Birikkine”, sfiziose spianate di piadina romagnola.

Vi aspettiamo quindi “Al Brindisi” per illustrarvi i nostri prodotti, insieme a Fred, estroso scalco del locale, nonché cantante del celebre gruppo “Spaghetti Swing”.

Siamo inoltre disponibili a realizzare un “Surliè! Party” personalizzato a chi ce lo richiederà…

martedì 27 novembre 2007

A tavola con gli Estensi: "Al Brindisi", un'osteria nella storia


In epoca rinascimentale esisteva a Ferrara un’osteria molto frequentata: si trovava, e si trova tutt’oggi, di fianco alla Cattedrale, dove allora era presente un canale di scolo conosciuto come “Gorgadello”; occorre infatti ricordare che i primi sistemi di raccolta delle acque pluviali comparvero alla fine del ‘400. Negli scritti di allora il locale era conosciuto come “Osteria del Chiucchiolino”, nome comunque ricorrente in diverse città italiane di quel tempo, dato che “chiucchiolino” deriva da “chiù”, la cui espressione contratta richiama il termine “ciucco”, sinonimo di ubriaco. Addirittura Ariosto ricorda questo luogo nella sua commedia intitolata La Lena: “Gli occhi chiuchiolin più confarebbonsi, di Sabbatino, Mariano e simili, quando di Gorgadello ubriachi escono”. Sopra l’osteria soggiornò anche Nicolò Copernico, il famoso scienziato polacco che studiò all’Università di Ferrara, dove iniziò ad elaborare la sua rivoluzionaria teoria astronomica sotto la guida di Domenico Navara.

I vini che si bevevano al “Gorgadello” non erano sicuramente quelli pregiati della mensa degli Estensi, ma quasi certamente erano prodotti locali che comunque servivano anche alla Corte, visti i grandi quantitativi consumati da questa. Non a caso numerosi editti ducali regolamentavano la produzione del vino, arrivando addirittura a vietare l’esportazione di viti radicate!

A testimoniare questa produzione ci sono ancor oggi gli splendidi affreschi della “Sala dei mesi” di Palazzo Schifanoia.

Tutte queste informazioni sono state raccolte da Moreno Pellegrini, che nel 1983 ha scritto il libro “Un’osteria nella storia”, edito da G.Emme di Ferrara: oggi il locale si chiama “Al Brindisi”, ed è meta di numerosi turisti ed appassionati.

Con questo post si conclude la rubrica “A tavola con gli Estensi”, che da quest’estate ci ha illustrato i fasti di questa importante Famiglia Rinascimentale.

Sentirete di nuovo parlare molto a breve dell’Enoteca “Al Brindisi”, per l’originale evento che ospiterà la prossima settimana… tornate a visitarci nei prossimi giorni!!!

domenica 25 novembre 2007

Alla Rocca di Bazzano protagonisti i passiti e il “Panspeziale”

Allego il programma dell’iniziativa che si svolgerà i prossimi 1 e 2 dicembre nella Rocca dei Bentivoglio di Bazzano (BO) dedicato ai vini passiti.

Mi piace sottolineare, all’interno della manifestazione, l’evento che ha per protagonista un dolce tipico bolognese, il Certosino bolognese o “Panspeziale”, realizzato per tradizione durante le feste natalizie, e che gli Organizzatori intendono portare alla ribalta cercando l’abbinamento ideale con i vini protagonisti della kermesse.

Ecco la ricetta ufficiale fornitami dagli Organizzatori.

mercoledì 21 novembre 2007

"Ailanto", storia di un passito

Questo post partecipa al “Vino dei Blogger #12”, organizzato da Marco Cenci e descritto in questo articolo di lancio: http://unacolicadacqua.blogspot.com/2007/10/il-vino-dei-blogger-12.html

Forse uscirò un po’ dal tema suggerito da Loste, ma se devo parlare di un vino “passito della memoria”, chiaramente per me è quello che produco!

“Ailanto”è una specie arborea alloctona spontanea presente nelle zone litoranee sabbiose ma originaria dell’Asia.

Non molto romantico, penserete… ma sfido chiunque che non lo sappia a dire che non è un nome con una bella assonanza o, perché no, evocativo… ;-)

Si tratta di una Malvasia di Candia aromatica che cresce nel vigneto di Adriano Fogli a Lido di Spina, nei pressi della zona umida denominata Vena di Bellocchio.

La particolarità di questa produzione risiede nel fatto che com’unente nel Bosco Eliceo viene coltivata la versione non aromatica della Malvasia, che poi viene raccolta in uvaggio con il Trebbiano costituendo la tipologia Bianco della DOC.

Dato che noi la vinifichiamo invece in purezza, e che comunque la tipologia “passito” non è prevista dal Disciplinare, la menzioniamo come “Vino di uve stramature”, come la Legge prevede nel caso in cui un Vino da Tavola abbia una gradazione complessiva (grado svolto + grado potenziale, vale a dire zuccheri non trasformati) superiore al 16% in volume di alcol etilico.

Non è facile far appassire l’uva da queste parti con il clima umido che ci ritroviamo! Ma quest’anno le umidità medie estive sono state basse, e sommando il fatto che la vendemmia è stata di molto anticipata (la Malvasia è stata raccolta intorno al 25 di agosto), abbiamo ottenuto delle condizioni meteo ottimali per l’appassimento spontaneo in cassetta. L’unica accortezza è stata posizionare le cassette su dei pallet in modo da favorirne lo spostamento al coperto in caso di condizioni avverse.

La pigiatura è avvenuta il 16 ottobre utilizzando un torchio manuale, questa l’analisi del mosto:

pH = 3,23

Acidità totale = 6,3 g/l

Bx = 40

Con un contenuto in zuccheri così alto chiaramente la fermentazione non è facile, visti anche i bruschi cali di temperatura degli ultimi giorni, ma avendo utilizzato dei lieviti selezionati da fecce di Primitivo, siamo speranzosi…

Che altro aggiungere? Vi terrò informati sugli sviluppi della produzione, intanto immagino un abbinamento con un dolce tipico della nostra zona, la torta di tagliatelle o tagliolina, la cui ricetta è reperibile qui.

Dato che per il momento non si può ancora assaporare, vi lascio con una piccola slideshow, che spero apprezzerete: http://www.vinix.it/gallery/slide.php?ID=450


L’etichetta è stata realizzata dall’Architetto Bondanelli: il contatto sinuoso tra bianco e nero, così mi ha spiegato, rappresenta il labile confine fra terra e mare, sabbia ed acqua, dune e orizzonte, vale a dire tutti gli elementi che contraddistinguono il territorio del Bosco Eliceo…

L'antica arte dei norcini rivive a Tresigallo


Situato sulla sponda sinistra del Po di Volano, nella pianura orientale della provincia di Ferrara, è uno dei più antichi centri della zona e comprende le frazioni di Final di Rero, Rero e Roncodigà.

Di origini medioevali, strategico centro di confine fra l'esarcato di Ravenna ed il regno longobardo fu il fulcro delle attività di bonifica avviate dagli Estensi durante il cinquecento.
Fra il 1517 ed il 1533 fu costruito PalazzoPio, situato ad 1 km dal centro del paese, voluto dai Principi Pio di Savoia, che possedevano diversi fondi agricoli nella zona.
Questo palazzo, unica testimonianza del periodo pre-razionalista, era il centro padronale della possessione, anche se la struttura, formata da un corpo principale a due piani e provvista di torre laterale, fa pensare più ad una residenza di caccia. Il palazzo conserva ancora all'interno tracce di alcuni affreschi cinquecenteschi.

Tresigallo vive il suo periodo più importante a partire dai primi anni '30, quando viene iniziata la costruzione di una strada a lunghi rettifili per accorciare le distanze verso Ferrara.
Gli anni successivi vedono il sostanziale mutamento dell'aspetto del paese: vengono costruite le strade, le piazze, le grandi infrastrutture, i centri sportivi, educativi, sanitari, industriali, tutti seguenti una logica urbanistica e simbolico-formale, voluta dall'allora ministro dell'agricoltura Edmondo Rossoni, nativo di Tresigallo dalle origini sindacaliste rivoluzionarie, per frenare l'esodo verso la città.

Oggi Tresigallo "Città del Novecento", emerge per la sua unicità tra le città di nuova fondazione. Caratterizzata dalla contemporaneità e dallo stile architettonico ed urbanistico razionalista, è l'applicazione su scala reale delle teorie di scuola tedesca sulla progettazione democratica della "città nuova", esempio architettonico di interesse attuale per esperti e studiosi della materia.

lunedì 19 novembre 2007

A spasso nella Marca trevigiana



Eccoci arrivati alla consueta gita autunnale con Alessio e, ospite di quest’occasione, l’Architetto Bondanelli, alias BuBuDesign, autore delle foto. Oggetto del peregrinare, la Distilleria Bonaventura Maschio, nella sede dove si produce la prestigiosa linea “Prime”, e nel pomeriggio visita all’ “accoppiata” Paladin e Bosco del Merlo, a cavallo delle province di Treviso e Pordenone.

In allegato piccolo album fotografico, il cui slideshow è gentilmente ospitato su vinix.it

Indirizzo slideshow: http://www.vinix.it/gallery/slide.php?ID=437

giovedì 15 novembre 2007

La festa dell'Agricoltura ferrarese

Una delle occasioni migliori per conoscere i prodotti agricoli ferraresi è sicuramente la “Giornata del Ringraziamento”, organizzata dalla Coldiretti provinciale di Ferrara nella centralissima Piazza Trento Trieste. Saremo anche noi presenti in quest’occasione di festa e di approfondimento delle tematiche più attuali del mondo agricolo.

Ecco il programma della manifestazione:

martedì 13 novembre 2007

A tavola con gli Estensi: la Saba


La storia della gastronomia è legata fortemente alla possibilità di poter conservare i cibi. La naturale degradazione biologica è stata da sempre combattuta con le spezie, che oltre ad un’azione antisettica, con il loro forte aroma coprivano difetti ed alterazioni. Grasso, olio, sale e zucchero (già utilizzato in epoca rinascimentale), sono mezzi “disidradanti”, nei quali poter conservare efficacemente carni e frutti. La Saba si inserisce in questo discorso essendo un concentrato di succo di uva: per tradizione si ottiene facendo bollire il mosto opportunamente decantato e filtrato, fino ad un volume pari a 1/3 di quello iniziale. Durante l’ebollizione a fuoco diretto si innescano reazioni particolari, che portano alla formazione del caratteristico aroma di caramello: la Saba si presenta quindi come un denso liquido bruno dal caratteristico profumo. Prodotto da secoli nella pianura emiliana, viene citato da Giovanni Vittorio Soderini (1526-1597) ne “Il Trattato degli albori”, a proposito del modo di consumare e conservare le pere: “… E tutte le dure e le aspre così di queste sorti come delle altre si hanno a mangiare cotte con zucchero o mele o sapa (nome ancor oggi usato nel modenese, ndr), e ancora: “… Altri le cacciano in sapa, in vin dolce, in passo o mosto, che vi stiano ricoperte nei vasi pieni…”.

La concentrazione realizzata in modo empirico può non portare al contenuto di zuccheri richiesto per la sua stessa conservazione, quindi sono possibili fermentazioni successive, che portano alla formazione di acido acetico. Si può quindi ragionevolmente pensare che il famoso Aceto Balsamico Tradizionale possa trarre origine da una Saba acetificata; anche questo prodotto deve molta della sua odierna celebrità agli Estensi, le cui cronache e memorie sono ricche di riferimenti ad esso.

lunedì 5 novembre 2007

Un pomeriggio con... "Vino al Vino"


Un pomeriggio con Anna Soldati per parlare "ancora" (e cose da dire ce ne sono sempre molte) di "Vino al Vino"...

giovedì 1 novembre 2007

Da Ernest Hemingway agli "Alcol check preventivi"

“Il vino è una delle materie più civili del mondo, una delle cose materiali che sono state spinte al più alto grado di perfezione, che offre la più ampia scelta di gioia e soddisfazione”

Ernest Hemingway


Non mi sogno lontanamente di denigrare nessuno, ci mancherebbe, però credo si possa acconsentire sul pensiero dello scrittore americano.


Poi ci si mette di mezzo la storia: d’accordo, dal punto di vista merceologico il vino da alimento è diventato bevanda, sono cambiati drasticamente nel giro di pochi anni i momenti e i luoghi di consumo, sempre più collocati fuori casa, ma soprattutto concentrati in determinati orari fuori dai pasti “ordinari”.


Senza tanti giri di parole, a fronte di una schiera di persone che parlano di vino, cercando di avvicinarsi al suo intimo contenuto, ne esiste un’altra che il vino lo ingurgita come qualunque altra soluzione idro-alcolica, come quelle prodotte da multinazionali che evidentemente non hanno molto a cuore la salute pubblica o la “cultura del bere” (basta vedere i brand con i quali si pubblicizzano).


L’alcol è alcol e al fegato non fa bene, così evito proteste salutistiche che potrebbero giustamente scaturire, però finchè qualche libertà ci è concessa, se un individuo decide di bere vino, non vedo perché reprimerlo, molto meglio invece fargli capire quando esagera, come ci suggerisce il buon Aristide in questo post: http://www.aristide.biz/2007/10/alcol-check-pre.html


Ecco il motivo per il quale sono d’accordo con Aristide: in un paese come l’Italia nel quale non vi è la certezza che un condannato sconti per intero la pena, realisticamente la repressione non risolve alcun problema perché non funge da deterrente.

La proposta di Aristide di instaurare sistematicamente “alcol check preventivi” ritengo sia semplice ed economica, purchè realizzata dagli Organi preposti e non delegata ad altri soggetti.


E proprio perché il vino è “una delle materie più civili del mondo”, una simile proposta avanzata alle Istituzioni dagli Appassionati e dai Produttori non farebbe altro che confermare tale ipotesi…

Vi terrò informati sugli sviluppi dell’iniziativa.