mercoledì 28 dicembre 2011

I Geni del “degorgement a caldo”


Quando si è a cospetto dei geni non si può restare indifferenti.

Ma andiamo con ordine: era il 16 novembre 2008; a Ferrara in piazza Trento e Trieste si svolgeva l’annuale “Festa del Ringraziamento”.

Fra gli Espositori ebbi l’occasione di conoscere il Signor Roberto Balugani, produttore di Lambrusco e titolare dell’Azienda Balugani, situata tra Castelvetro e Levizzano Rangone.

Il Signor Balugani mi disse di aver messo a punto una macchina in grado di realizzare il degorgement a temperatura ambiente: capirete subito che una notizia come questa non poteva farmi restare indifferente!

Da quel giorno passò circa un anno prima di andare a trovarlo, ma, ahimè, nel corso del tragitto ebbi un incidente in auto e non riuscii ad arrivare.

Poi le vicissitudini quotidiane mi fecero dimenticare di questa visita fino a quando alcuni giorni fa mi recai dai Fratelli Gandolfi, produttori di vino e proprietari di uno splendido vigneto in quel di Dozza (BO), i quali mi mostrarono un loro nuovo prodotto, uno spumante metodo classico a base di Trebbiano e Pignoletto, che ironicamente hanno chiamato “Môuvet Sandron”, che, in dialetto bolognese, può suonare all’incirca come “muoviti scansafatiche!”

Alla mia scontata domanda su come avessero realizzato la sboccatura, mi dissero che si erano recati con le bottiglie in “punta” a Castelvetro, dove un gruppo di produttori hanno realizzato un apparecchio per il “tiraggio” senza ghiacciare il collo, e che ormai lo utilizzano anche per terzi.

Il meccanismo di funzionamento è piuttosto semplice: di fatto la macchina realizza una sboccatura “a la volèe”, dopo la quale la bottiglia, adagiata in un braccio che prosegue la sua corsa pure dopo la stappatura, incontra istantaneamente un tampone che aderisce all’apertura. Solidale con il tampone vi è una siringa che provvede ad iniettare la liquere d’expedition; fatto questo si arriva alla tappatura definitiva con il tappo a fungo.

Sarebbero meglio le immagini rispetto alle parole, ma vi prometto di documentarvi nel dettaglio non appena andrò a trovare i “Geni del degorgement a caldo”!

Finalmente il cerchio si è chiuso: intuite l’utilità di tutto ciò?

I piccoli produttori potranno d’ora in poi realizzare vini frizzanti di qualità in quantità limitate e in totale indipendenza, senza dover disporre di autoclavi, impianti di imbottigliamento isobarici e particolari sistemi di raffreddamento.

Per inciso posso dirvi che lo spumante dei Fratelli Gandolfi è perfettamente limpido, di una grana fine e numerosa, insomma, un metodo classico perfettamente riuscito!

Con questo racconto vi auguro un grande 2012: non posso illudermi che sarà una passeggiata, e questo senza dover ricorrere al bisestile e alle profezie maya, però credo ancora nelle brave e propositive persone che vivono in questo Paese; spero che il loro esempio possa indicare la strada a chi ci amministra…

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Metodo classico? Quanto sta sui lieviti? Visto che è un uvaggio la cuveè viene assemblata prima della sboccatura?Sono tutte domande da "ignorante" sulle bolle ma avrei piacere di una tua risposta: Buon 2012 anche a te, Ivano

Blog&Wine ha detto...

Ciao Ivano, grazie mille,tanti Auguri anche a te!
Allora, i ragazzi mi hanno detto che l'affinamento non è molto lungo, se non sbaglio 6 mesi, e ciò è dovuto al carattere sperimentale del prodotto, che però mi hanno detto andar bene, e vorrebbero prolungare la sosta intorno a un anno la prossima produzione. La cuveè si fa prima del tiraggio, le percentuali esatte però non le so, mi informerò... ;-)
A presto!

Mirco