sabato 11 aprile 2009

“Vigna Cicogna”, la nostra nuova avventura


Chi ci conosce sa che la nostra attività è stata fondata da mio padre, Giorgio, nel 1976, con il centro enologico “La Bottega del Vino”, che si prefigge, unico nella provincia di Ferrara, di seguire i piccoli produttori che trasformano le proprie uve per l'autoconsumo.

Valutando il mercato di oggi, molti penseranno sia un'attività anacronistica, ma visto il gran di parlare di prodotti “a km zero”, credo che il nostro lavoro abbia ancora un valore, testimoniato dal legame consolidato che abbiamo con i nostri clienti.

Non solo: l'esperienza maturata sul territorio ci ha permesso di conoscere i “micro cru” e soprattutto i viticoltori più bravi, ai quali chiediamo di venderci le uve, al fine di realizzare una sorta di zonazione “in proprio”.

Si sta così definendo la nostra logica produttiva, che è quella di affiancare ai vini ottenuti dal nostro vigneto, il Fondo Luogaccio di San Giuseppe di Comacchio, quelli prodotti dai “micro cru” disseminati nella provincia.

Sì, perchè penso che l'Italia sia il paese del vino, e non esistano a priori zone dalle quale non si possa ottenere un vino dignitoso, sano e soddisfacente al palato: è un aspetto che ho discusso anche al recente Vinitaly, e che credo a breve sarà oggetto di un discorso più approfondito...

Ultima arrivata è la Fattoria didattica “Le Cicogne”, di proprietà della Famiglia Paolini: l'Azienda si trova a pochi metri dall'Oasi “Anse vallive di Bando”, a una decina di km da Argenta, dove ogni anno nidificano numerose coppie di cicogne. Una di queste, forse trovando il tutto esaurito, ha pensato di spostarsi su un palo a ridosso della vigna del Signor Paolini, diventandone un'attrattiva.

Il vigneto ospita come varietà il Trebbiano romagnolo e il Pignoletto, varietà a bacca bianca di origine non del tutto conosciuta, diffusa quasi esclusivamente nella DOC Colli Bolognesi e nella IGT Emilia, come nel nostro caso.

Notoriamente il Pignoletto è un vitigno versatile, e quindi interpretazione enologica soggettiva, tant'è che se lo chiedete in mescita il più delle volte vi verrà chiesto: “In che versione lo desidera?”, se invece chi è dietro il banco non ha di questi scrupoli, e voi non specificate niente, nel 99% dei casi vi verrà rifilato un frizzantino...

Non è il caso di “Vigna Cicogna”, per capirlo è sufficiente vedere il vigneto, la sua densità d'impianto e la potatura a guyot, che certo non è proprio adatta a questi terreni di pianura, ma certamente permette di ottenere un'uva ad elevato tenore zuccherino, che deve essere quindi ben monitorata in vendemmia per il discorso acidità.

Altro aspetto importante è che tutta l'Azienda è in regime biologico, certificato anche con gli standard americani (USDA-NOP, CZ/NO 02202)

Ne consegue che a quest'uva dobbiamo fare ben poco: dopo la pigiatura con solfitazione, il mosto fermenta spontaneamente a temperatura controllata; dopo la sfecciatura si prosegue con regolari travasi. Il risultato è stato soddisfacente per noi e per chi l'ha assaggiato, e così, nonostante il 2008 sia stato il primo anno di vinificazione abbiamo deciso di imbottigliarlo.

La potenzialità di questo vigneto è circa 2.000 bottiglie, in realtà quelle in commercio saranno meno in quanto il Signor Paolini come compenso esige vino e non contanti, in questo caso direi un'ottima scelta...

Il Pignoletto “Vigna Cicogna” sarà pronto per la vendita a partire dalla seconda metà di maggio.


Nido di cicogne nei pressi dell'Oasi "Anse vallive di Bando"


Qui un primo commento del buon Aristide...

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Recensione estemporanea: tienimene un cartone!
Ancora complimenti per il prodotto: in degustazione cieca sfido chiunque ad indovinarne la provenienza.

Andrea

silvia ha detto...

Evvivano le cicogne e le relative vigne, simbolo di nuova vita! Complimenti Mirco, per tutta l'iniziativa. Buona serata, a presto.

Blog&Wine ha detto...

Ciao Andrea!
Recensione più che gradita! ;-)
In effetti su questo prodotto giocheremo molto sull'effetto "stupore"... ;-)
A presto!

Blog&Wine ha detto...

Ciao Silvia!
In effetti la primavera mi sembrava il momento milgiore per parlare di primavera... e forse è anche il momento di parlare di turismo, e qui entri in gioco anche tu, perchè in questi giorni ho parlato con alcuni amici di Villa Petriolo, e ti contatterò per raccontarti una novità molto carina...
bye bye

silvia ha detto...

Grazie Mirco, ti aspetto!!! in bocca al lupo per Vigna cicogna....me lo farai assaggiare?!!!!;-)))