domenica 8 giugno 2008

"Terroir Vino" o "Terroir Uva"?


Per il titolo di questo post ho preso spunto dall’imminente manifestazione che si svolgerà lunedì prossimo a Genova, organizzata da Filippo Ronco e dal suo staff: http://www.tigulliovino.it/meeting/tigulliovino_meeting_home.htm

L’intento di questo articolo era quello di mostrarvi una foto del nostro vigneto, poi in questi giorni sta tenendo banco l’appello della rivista Porthos “In difesa dell’identità del vino italiano”; fra i firmatari c’è un grande agronomo romagnolo, Remigio Bordini, che ha dedicato grande parte del suo lavoro alla selezione clonale del Sangiovese di Romagna.

E allora mi chiedo: tanto si discute di “Terroir vino”, e di “Terroir uva”?

Mi spiego: già è difficile parlare di viticoltura europea dopo l’epidemia filosserica, se poi un’azienda si affida per rinnovare i propri vigneti al materiale vivaistico, che fine fa l’identità territoriale? Certo, ci si può far replicare il proprio materiale, un clone è senz’altro espressione di un terroir, però per essere puristi fino in fondo non è la stessa cosa… Poi sono d’accordo che il mio ragionamento è al limite dell’utopismo, però pensando che sulla sabbia possiamo permetterci di realizzare la propaggine semplice, il romanticismo affiora… ;-)

5 commenti:

M.Grazia ha detto...

@carissimo Mirco, ciao! Le domande che poni me le sono poste anch'io nel mio post dedicato. Mi fa piacere non sentirmi del tutto sola a pensare che il nocciolo della questione riguarda non il vino e le tecniche produttive, quanto l'uva e la vigna, la loro origine...
Salutami Filippo e Terroir (Vino) a Genova: quest'anno mancherò per questioni di lavoro.
Salutone!
MG

Blog&Wine ha detto...

Ciao Maria Grazia!
Condivido appieno i commenti del tuo post... se proprio vogliamo dirla tutta, ormai la viticoltura è ampiamente omologata, credo che da lì si possa ricavare ben poco, perchè su questo fronte gli investimenti dovrebbero essere enormi... Ormai credo urga se non altro un'autocertificazione, ma chi ci dirà che è tutto vero??? mah, discorso complesso, senz'altro il titolo "decrescita serena" mi piace tantissimo anche se non ho letto i libro... ;-)
Ti saluterò senz'altro Filippo, ci sarà comunque un'interessante diretta sul canale di TigullioVino, magari se avrai cinque minuti, potrai vedere i nostri faccioni... ;-)
A presto!

Mirco

Gatadaplar ha detto...

Anche mio nonno faceva così! :D
Avevamo due filari striminziti di uva fragola (mammachebuona...) e ogni tanto vedevo che sotterrava dei rami... "sono morti nonno?" e lui "Ma no! Sa dit!! L'è par far na pianta noa no?" :DDDD
Salutissimi!!!!
PS: vienimi a trovare su "visioni", c'è un post sul resoconto del mio ultimo giretto a FE =(^.^)=

Blog&Wine ha detto...

Ciao!
Bellissimo questo tuo commento/testimonianza con tanto di citazione in Ferrarese! bello bello, grazie!
sai che dopo averti incontrata mi è venuto in mente che ti volevo lasciare una boccettina di Saba per qualche tuo esperimento gastronomico, che testa che ho... vabbè, magari quando torni da queste parti fammi sapere che te la metto da parte... ;-)
Vado subito a vedere il tuo resoconto della giornata...
A presto!

Mirco

Gatadaplar ha detto...

Ciao carissimo! Ripasso da questo post, così rirompo le scatole! :DDD
Della Saba ne ho sentito parlare ma non l'ho mai usata... :D
Sarò felissima di sperimentare... tanto ho buone cavie intorno :DDDD
Infatti, come dico sempre, non ho ancora capito se cucino bene io o se i miei ospiti tritano anche i sassi :DDDDDD
Ho un bel ricordo dei miei nonni, e questa frase era del nonno materno... ho una foto da qualche parte di me piccolina con nonno nell'orto... se la trovo gli dedico un post :P
bacioni!
ps: ti ho assegnato un BRILLANTE se vuoi passare a trovarmi e poi ti scriverò via mail per quel concorso... che non ho capito una cosa... come mio solito :P