giovedì 10 maggio 2007

San Patrignano

Con il fidato Alessio e la sua fiammante Triumph Spitfire siamo andati a trovare il caro amico Stefano Bariani, responsabile commerciale della cantina di San Patrignano.

L’entroterra riminese meriterebbe una visita attenta, perché la visuale che si ha da queste dolci colline a ridosso del monte Titano è davvero spettacolare!

La comunità si estende su 250 ettari, 110 dei quali coltivati a vigneto: le 1.400 persone che vi abitano gestiscono quindi un vero e proprio paesino, nel quale non manca veramente niente: dal forno al maneggio, dal palasport ai laboratori, dall’asilo alla lavanderia, tutto è davvero ben curato ed attivo. Nelle cantine, di recente ristrutturazione, c’è anche una sala convegni, nella quale, mentre stiamo effettuando la visita, si sta svolgendo il terzo livello AIS!

A breve verrà aperta sulla cima di una collina veramente panoramica, una locanda che negli intenti della comunità dovrebbe raggiungere le due stelle Michelin nel giro di cinque anni: qui tutto è ambizioso, a giusta ragione, visto che è il senso di appartenenza della comunità lo stimolo che permette ai ragazzi, che qui vivono il loro percorso di rieducazione, di “rientrare” nella società con un bagaglio professionale di tutto rispetto…

La cantina è moderna e il locale delle botti ospita oltre 2.000 barrique francesi di diversa provenienza, conferendo all’ambiente un aroma davvero inebriante.

Stefano è un grande professionista, che di recente è tornato dagli USA dove è andato a trovare la forza vendite: ci accoglie nella sala degustazioni con le pareti di cristallo; al soffitto due lampadari in ferro battuto realizzato dai fabbri, e che sono completati da una serie di calici diciamo… pronti per gli assaggi!

Ci conferma che anche gli importatori esteri completano la gamma dei loro prodotti scegliendo precisi territori e i vitigni che meglio li rappresentano: ci ha parlato del mercato americano, molto promettente anche se dispendioso per l’articolata organizzazione delle vendite in questo paese (a tal proposito voglio ricordarvi una serie di post veramente illuminanti di Gianpaolo Paglia di Poggio Argentiera).

Tre gli assaggi della giornata: Aulente Bianco del Rubicone IGT 2006 (Chardonnay e Sauvignon), Aulente Rosso del Rubicone IGT 2006 (Sangiovese), e Montepirolo DOC Colli di Rimini Cabernet 2004 (con percentuali di Merlot e Cabernet Franc).

I primi due costituiscono la linea “base”, anche se il Bianco, a mio avviso già ottimo, potrà regalare ottime soddisfazioni qualitative in futuro vista la giovanissima età (4 anni) del vigneto di Chardonnay: Stefano ci racconta che anni fa ci si era concentrati sull’autoctona Albana, ma i risultati in questo caso non erano stati dello stesso livello.

Il Montepirolo è un ottimo bordolese, che gioca le sue carte sull’ampia gamma di barrique a disposizione dell’enologo Riccardo Cottarella, e sul prezzo davvero interessante, il che non guasta…

L’obiettivo di questa Azienda per i prossimi tre anni è giungere alla commercializzazione di 500.000; traguardo che auguro a Stefano di raggiungere, per lui e naturalmente per questa comunità che dal 1978 ha ospitato oltre 20.000, fornendo alla collettività un esempio davvero ammirevole.

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