lunedì 27 giugno 2011

Il piccolo, grande sogno della "Gente Agricola" (e anche un po' il mio)





Capita allora che i contatti diventano rete, e la rete, filo dopo filo, inizia a tessersi, quasi da sola.
Ed eccomi quindi, grazie a Michele Marziani, in quel di San Paolo, amena collina sopra Villa Verrucchio, all'imboccatura dell'alta Val Marecchia, in poche parole in provincia di Rimini, ecco.
E c'è un vigneto, di un ettaro, 15 anni di età, bellissima esposizione che sventaglia come panorama dalla spiaggia di Rimini al castello di Montebello di Torriana, quello di Azzurrina per intenderci: 70% Sangiovese, 30% Cabernet Sauvignon, la "ricetta" della viticoltura ad alta densità degli anni Novanta, destinata ai blend da invecchiamento, a un gusto internazionale che di certo poco si sposa con questo territorio baciato dal sole, anche troppo, forse, per il Sangiovese.






Poi c'è un gruppo di persone, si fanno chiamare "Gente agricola", che vorrebbe invece ottenere da questo vigneto un vino rispondente alle caratteristiche del terroir, che significa anche ricordare le vendemmie dei loro nonni: ci conosciamo, è il 18 aprile 2010.
Dopo oltre un anno il risultato è L'Ultimo:


Questo mio lavoro di wine maker mi sta sempre più affascinando, e devo dirvi che l'aspetto più coinvolgente è l'immedesimarsi con il terroir, cercare di permeare il più possibile storie di persone, scelte agronomiche ed economiche, zonazioni viticole, aspettative enologiche.
Ringrazio "Gente Agricola" per avermi dato questa possibilità professionale e umana, ma soprattutto per avermi accordato una fiducia che fa sempre morale! ;-)
Per chi volesse assaggiare L'Ultimo, di cui Michele scrive essere un "gran signore della tavola quotidiana, matrice della campagna romagnola", mi può contattare direttamente.

4 commenti:

vittorio rusinà ha detto...

Io vorrei assaggiarlo :)

Blog&Wine ha detto...

Grande Vittorio, come stai? Sarà fatto, nell'attesa qualche altra immagine... ;-)
http://giadaricci.blogspot.com/2011/07/gente-agricola_14.html?spref=fb
A presto e buona estate!

Mirco

vittorio rusinà ha detto...

Ciao Mirco, è già bello il nome "gente agricola" e "l'ultimo"...buona estate anche a te!

Anonimo ha detto...

Mi è piaciuto perchè pensando di bere il Sangiovese nelle torride giornate estive, quando riesce per la sua caratteristica monocorde a non essere così gradevole rispetto ad altri prodotti, questo mi è sembrato in grado di superarne il difetto.
Anzitutto perchè lo si percepisce più fresco e beverino forse anche come dicono i descrittori per il sentore di sottobosco accennato che personalmente l'ho confuso con il sentore del melograno (e preferisco mantenere questa mia confusione, perchè è un sentore che mi stuzzica ed è insolito per un Sangiovese).