venerdì 11 luglio 2008

Cambio formato


Vista la richiesta di alcuni clienti abbiamo imbottigliato le nostre prime “mezze bottiglie”.

La scelta è andata su 3 vini IGT: come saprete uno dei nostri obiettivi come produttori è quello di vinificare le uve di vigneti ferraresi a nostro avviso vocati, evitando ai viticoltori il peso della trasformazione e stimolandoli quindi nel mantenere le proprie vigne.

È un progetto per noi intrigante perché permette di salvaguardare un territorio viticolo, inteso come insieme di persone, conoscenze e peculiarità ambientali, un terroir insomma…

Ma torniamo ai vini:

- Podere Primaro: uno dei rami più antichi e importanti del fiume Po era il Primaro, che permetteva di congiungere Ferrara con il passo di Ponte Bastia, sul fiume Reno, storico confine fra il Ducato Estense e lo Stato Pontificio.

Di questo ramo, oggi estinto, è rimasto l’argine sinistro, trasformato in un percorso ciclabile molto bello che porta fino alle Valli di Comacchio, e del quale vi parlerò prossimamente… In località Boccaleone, a 5 km da Argenta, nell’area prospiciente il paleoalveo del Primaro, si trova un vigneto da sempre condotto da Primo Zagatti. Una particolarità: Primo, nel 1976, fu, di nome e di fatto, il primo cliente di mio padre quando aprì il centro enologico “La Bottega del Vino”. Poi i consumi e il mercato sono cambiati, e non possedendo una cantina adeguatamente attrezzata, si pensò di trasformare quelle uve. La parcella di Merlot ha circa 30 anni, mentre quella di Chardonnay è stata piantata nel 1986 in seguito alla memorabile inverno che uccise molte piante. I vini ottenuti fanno solo acciaio e cemento: per quanto riguarda la vendemmia 2007 siamo molto soddisfatti nonostante la raccolta precoce, meno per lo Chardonnay, vista la qualità delle annate precedenti, ma il millesimo climaticamente non è stato certamente d’aiuto.

- Valle Isola: insieme a Valli Basse, era la valle che lambiva l’abitato di San Giuseppe di Comacchio. Come testimonia il toponimo era la zona in cui si poteva coltivare senza patemi di allagamenti, tant’è che esistono ancora piccoli appezzamenti vitati per il consumo diretto dei coltivatori. Anche in questo caso, vista la nostra presenza al Fondo Luogaccio, il passaparola ci ha portato piccole partite di Fortana di coloro che non vinificano più: “Valle Isola” è il blend in acciaio dei vini ottenuti comunque dal Fortana in purezza.


Ecco, mi sembra di aver detto tutto: per chi volesse testare sono a disposizione, poi però voglio il vostro report accurato…

4 commenti:

gianpaolo ha detto...

per quanto riguarda le mezze noi decidemmo due o tre anni fa, e non me ne pento. L'unica frustrazione riguarda il prezzo: il mio impegno e' stato quello di fare delle mezze a meta' prezzo esatto delle tre quarti. Come sai il costo in realta' e' maggiore, ma io lo vedo come un ottimo servizio al cliente e al consumatore che ha la bella sorpresa di trovarsi in carta i due formati ad un prezzo intelleggibile e, credo, trasparente e incoraggiante.
La mia frustrazione deriva dal fatto che alcuni ristoratori non ne tengono conto e ricaricano il vino, che io ho fatto pagare di meno, come le altre mezze delle altre aziende che li fanno pagare la meta' + qualcosa, perche' "senno' il cliente si confonde". Mi sa che dovro' rivedere qualcosa su questa strategia.

Blog&Wine ha detto...

Ciao Gianpaolo e grazie per la testimonianza!
Per quanto riguarda la fine del tuo commento devo dire che, prevedendo questo aspetto abbiamo deciso di adottare un prezzo che rispecchia i nostri costi unitari, e quindi, come sottolineavi anche tu, superiori al 50% della bottiglia intera, anche perchè insieme al cliente abbiamo verificato che la concorrenza si è allineata su questo ragionamento, che suona un po' come "se la vuoi costa così", perchè i ristoratori che si prendono la responsabilità della mescita diretta sono sempre meno, anche se, per come la penso io, sarebbe una bella risorsa se si avesse la voglia di sbattersi un attimo coem si faceva fino a 10 anni fa... parlo ovviamente di risotrazione italiana... all'estero vedo che i formati stanno pullulando, addirittura i 300 ml e 150 ml, compreso Brunello e Barolo... vedremo...
A presto

Mirco

PS: non dispero di venirti a trovare quest'estate, ti farò sapere in caso positivo...

M,Grazia ha detto...

@Carissimo Mirco, complimenti per la scelta. Sono tra coloro che al ristorante apprezzano molto la mezza. Fino ad ora, comunque, non mi sono capitati ricarichi eccessivi, rispetto al formato 0,75. Un caro saluto.
M.Grazia

Blog&Wine ha detto...

Ciao Maria Grazia, come stai? Ho visto che eri in indirizzario per l’incontro di giovedì prossimo alla fiera di Verona… mi piacerebbe molto venire, chissà che no riesca a staccarmi un po’ dal lavoro…
Qui i ricarichi sulle mezze sono importanti e quindi, come dicevo con Gianpaolo, abbiamo, per non sapere né leggere né scrivere, adottato da subito per la politica del prezzo il rispetto dei costi unitari, ma è una scelta individuale. Per esempio Matilde Poggi de “Le Fraghe” mi diceva che anche loro le vendono alla metà di quelle intere: si rosicchiano i margini ma sicuramente fidelizzi di più. Aggiungo che i vini che abbiamo imbottigliato per le mezze sono destinati alle mezze, cioè non li abbiamo come tipologie nelle bottiglie da 0,75 , quindi il punto di partenza del ragionamento è un po’ diverso…
A presto e buone vacanze!

Mirco