sabato 10 maggio 2008

Il pirodiserbo in enologia


Con l’amico Luca Vandini delle Officine Mingozzi abbiamo parlato a lungo di pirodiserbo: si tratta di utilizzare il calore generato da una fiamma alimentata a GPL per il diserbo in campo; interessante quindi le applicazioni in viticoltura, ma mi spingerei oltre parlando anche di cantina, al fine di sterilizzare i pavimenti o comunque le superfici contaminabili (mediante le torce utilizzabili dall'operatore).

I punti a favore di questa tecnica sono sicuramente l’assenza di inquinanti chimici, il basso impatto ambientale delle attrezzature, il limitato costo di esercizio. Chiaramente occorre valutare la durata della performance, ma ritengo che dopo l’opportuna fase di apprendimento pratico, questa soluzione sia molto interessante, soprattutto nell’ambito dell’agricoltura sostenibile e del verde urbano.

Per chi volesse approfondire l’argomento segnalo il sito: www.pirodiserbo.it ricco di immagini e informazioni.

3 commenti:

ilredelsilenzio ha detto...

Ma siete sicuri che non esistano rischi?
Roba da piromani questa!

Luca Risso ha detto...

Ma si puo fare anche nel sotto fila?
Luk

Blog&Wine ha detto...

Ciao Luk!
Certo, è la sua applicazione principale... i piacerebbe discutere coni l titolare per un discorso di sterilizzazione delle superfici in cantina... magri aggiornerò il post...
A proposito, volevo dirti che ho trovato il libro che mi chiedevi, se mi lasci un indirizzo te ne mando una copia volentieri.
A presto!

Mirco