domenica 30 novembre 2008

My “grape friend” Fortana and the world of FaceBook

It’s stranger know someone in the world is named like grape’s variety I grow for produce my reference wine: Bosco Eliceo Fortana!

PEOPLE, THIS IS THE POWER OF FACEBOOK!!!

Fortana lives in Syracuse, NY, and this is double stranger, because near the Sicilian province of Siracusa, there’s a place named Vittoria, famous for its vineyards on sandy soils like in Bosco Eliceo, WOW

On Facebook I’ve recently knew other interesting people like Daniela, reporter for a time for the informatic sommelier Andrea Gori from Florence. With Daniela I just prepare a cross post of an event in Bologna, dedicated to sweet wine. In this occasion I’ve just met Marco, I knew in Genova during TGV Meeting, where we tasted together a particular type of beer I’ll tell you in next future, once a time…

Fabirizio, instead, is a famous Italian food blogger, this is his blog: http://monolocaleincentro.blogspot.com

Fabrizio call me on FB for organize a tasting session in Civitavecchia for next March during the presentation of “Lung il Po”, the new interesting book by Michele Marziani: literature and wine, a great coupling!

So I thank Mrs Fortana for accepting my crazy request on FB, I dedicate her this post, and I hope to realize new beautiful relationship with this way…

domenica 23 novembre 2008

Il Vino di Romagna si presenta a Enologica

Il vino di Romagna si è dato appuntamento ad Enologica, all’interno della Fiera di Faenza.

Un piacere ritrovare tanti volti conosciuti con i quali scambiare quattro chiacchiere, e trovare comunque sempre nuovi vini da assaggiare, in un panorama in fermento nonostante la crisi contingente…

Blog&Wine vi presenta alcune etichette che ha assaggiato…



Una realtà frutto di recenti investimenti nella valle di Modigliana, l’Azienda San Martino in Monte presenta un particolare Sangiovese ottenuto da una vigna del 1922 ancora in produzione; il 2005 ha un colore un po’ scarico ma ancora vivo, un ventaglio olfattivo franco che non cede alle note di affinamento, buona morbidezza e bevibilità.



Sempre a Modigliana troviamo un altro progetto, si tratta di Casetta dei Frati, che presenta vini molto lineari e piacevoli, fra i quali mi è piaciuto Framonte, un sangiovese base, ma di tutto rispetto.



Ca’ di Sopra costituisce una giovane realtà che dalla produzione viticola è passata anche a quella vinicola, su una superficie vitata aziendale complessiva di 29 ettari. Due etichette in commercio per ora, alle quali si aggiungerà un Sangiovese riserva. Convincente il Crepe 2007,mentre sul Remel, paritetico blend di Sangiovese e Merlot, ricordo che la scelta dell’etichetta è stata fatta grazie ad un sondaggio sul blog aziendale.



Tra Brisighella e Fognano troviamo la via naturale del vino romagnolo, quello prodotto con fermentazioni spontanee e nessun apporto tecnologico. È il caso di Paolo Babini dell’Azienda Vigne dei Boschi, che oltre ad una verace Albana 2004 imbottigliata solo in magnum, presenta a mio avviso due prodotti davvero particolari come il Pinot nero Neroselva, e il celebre Settepievi, uvaggio di Malbo gentile, Cabernet e Merlot.



Sulla stessa linea di principio anche l’Azienda Bragagni, che mi ha colto di sorpresa con un’originale Albana passito, battezzata Luì, interamente vinificata in barrique.


Sempre un piacere ritrovare Stefano Berti e i suoi Sangiovese: Calisto 2006 assaggio en premier, ma anche un ottimo Ravaldo 2007, di ottimo estratto ed equilibrio.


Si cambia padiglione per un educational sul Pignoletto dei Colli Bolognesi a cura di Fabio Giavedoni: dal frizzante allo spumante, dalle riserva alla vendemmia tardiva, questo vitigno dalla paternità non del tutto certa fatica a trovare una propria identità. Passando dal frizzante nella bordolese tappo raso ad ambizioni “alsaziane” chiaramente il discorso si complica nell’immagine: quest’anno ci abbiamo provato anche noi a produrre Pignoletto, ma vi racconterò l’avventura a tempo debito, anticipandovi soltanto che dal nostro punto di vista la via della vinificazione in riduzione con uve mature è quella che può dare risultati più connotabili sul mercato, vedremo…

C’è pure il tempo per un interessante profilo di Luigi Veronelli tracciato da Gian Arturo Rota, poi giunge l’ora del rientro, anche perché il pubblico comincia ad essere davvero tanto, troppo… ma il giudizio è complessivamente positivo, un evento organizzato senza sfarzi coreografici ma dedicando le risorse agli incontri e agli approfondimenti.

giovedì 20 novembre 2008

Prossimi eventi in novembre

* Torna la rassegna dedicata ai "Bordolesi" italiani, con un evento dedicato alla DOC Arcole che, occorre ricordare, possiede al suo interno anche terreni prettamente sabbiosi derivanti da paleoalvei dell'Adige.

Ecco il comunicato stampa:



Soave & Dintorni vi invita alla prestigiosa manifestazione dedicata ai più grandi bordolesi, cabernet e merlot d’Italia ed al nostro bordolese per eccellenza, il NERO D’ARCOLE, un vino che coniuga il taglio di stile bordolese al metodo dell’appasimento, tipicamente veneto. Dopo un affinamento in legno grande dai 12 ai 24 mesi il Nero D’Arcole si presenta con un colore carico, dalla marcata tonalità violacea. Al naso il profumo risulta complesso, fruttato ed armonico, mentre in bocca trasmette sensazioni molto speziate e balsamiche, ben amalgamate.

BCM – BORDOLESI CABERNET MERLOT
Sabato 22 novembre dalle 14.00 alle 20.00
Domenica 23 novembre dalle 10.00 alle 20.00


Sarà ancora la splendida villa palladiana d’inizio Settecento “La Favorita” ad ospitare la terza grande manifestazione dedicata ai vini di taglio bordolese, che dalla scorsa edizione presenta anche i Cabernet, i Merlot, i Petit Verdot e i Malbech di alto pregio e purezza. Un evento unico e straordinario nel mondo del vino italiano, che si svolgerà nei giorni 21, 22 e 23 novembre nel Vicentino:
BCM - Bordolesi Cabernet Merlot: “Vini aristocratici, nobili produttori”.

L'evento, con 250 etichette di grande prestigio in degustazione, è di spessore internazionale: per la prima volta, infatti, si riuniranno più di venti nobili che, oltre a produrre vini aristocratici da ormai centinaia di anni, sono tutti legati dal filo rosso del bordolese, che splende dall’Alto Adige alla Sicilia.
Accanto a questi storici casati, anche alcune autorevoli firme della moda, come Caprai e Salvatore Ferragamo. Se questo è l’aspetto nuovo e più singolare della terza edizione, resta invece intatta la formula che permette a tutti gli appassionati e agli operatori del settore di avvicinarsi a grandissimi vini, non comuni e spesso dal prezzo proibitivo. Con soli 15 euro si partirà infatti per un viaggio nel mondo prezioso del bordolese, itinerario che contemplerà la bellezza di 250 produzioni enologiche “di gran spolvero”.


Come Arrivare:
Villa da Porto detta "La Favorita", in via Muttoni a Monticello di Fara, Sarego (Vicenza). L'antica residenza è a 3 chilometri dal casello A4 di Montebello Vicentino, in direzione Lonigo.


Programma:

SABATO 22 NOVEMBRE

-ore 14.00 Apertura al pubblico della degustazione pubblica degli oltre 250 vini presenti.
“Alla scoperta dei tesori vicentini” mostra e degustazione dei prodotti tipici del territorio.

-Ore 17-20 “I Tesori Vicentini sposano i nobili Bordolesi”: degustazioni guidate a tema di vini bordolesi in abbinamento ai prodotti tipici (su prenotazione)


Domenica 23 Novembre ‘08

-ore 10-20 Degustazione pubblica dei 250 vini presenti
“Alla scoperta dei tesori vicentini” mostra e degustazione dei prodotti tipici del territorio.

-Ore 10-18 “I Tesori Vicentini sposano i nobili Bordolesi”: degustazioni guidate a tema, di vini bordolesi in abbinamento a prodotti tipici (su prenotazione)

Telefono: 04441837240
Ingresso: 15 euro


Per ulteriori informazioni si prega di contattare il Consorzio Tutela Vini di Soave al numero 045 7681578 oppure via mail a consorzio@ilsoave.com.


* Seconda edizione per il Concorso Internazionale di Vini Passiti, Gran Palio della Signoria dei Bentivoglio, che quest'anno vede in concorso oltre 400 vini provenienti da tutta Italia e non solo!

Da ricordare anche il concorso collaterale dedicato al Panspeziale, il tipico dolce natalizio bolognese.

Allego il comunicato di presentazione, per info: http://www.concorsovinipassiti.it/




mercoledì 19 novembre 2008

Storia di un marinaio (o forse tutti noi) perso in mare...

Nessuno è perfetto, ma Report da anni racconta amare verità.


Nella puntata del 16 novembre scorso si è parlato di pesca:


Il nostro è un paese circondato dal mare che importa il 70 per cento del pesce che consuma.
E' la conseguenza di una fallimentare gestione del mare che per due decenni ha consentito uno sfruttamento delle risorse oltre ogni limite. Che ha tollerato e tollera numerose forme di illegalità.
Nulla di ciò che accade sarebbe consentito se venisse fatto sulla terra ferma: bracconaggio travestito da pesca sportiva, pesca indiscriminata praticata a ridosso della costa che non permette ai pesci di raggiungere l'età della riproduzione, norme e cavilli che consentono da anni l'uso di reti proibite. Il fatto è che in tutto il mondo il pesce è in esaurimento e intere economie stanno pian piano collassando.
Ma tutto questo avviene lontano dalle nostre tavole, dove il pesce continua ad essere un cibo a buon mercato, e per questo ne consumiamo molto.
Nessun cartellino del prezzo o nessun menù però riporta il “costo”, molto più elevato di quel che crediamo.


Alla mente mi sono occorse le orribili immagini viste su Divinando di Silvia Maestrelli, che descrivono la mattanza di delfini globicefali nelle Isole Feroe


Non pretendo certo di fare la morale a nessuno, però vi consiglierei di leggere un testo davvero illuminante di uno scrittore geniale qual è Stefano Benni: Sagrademari, la storia, raccontata con le lingue del Mediterraneo, del mito di Sinbad, Odisseo, la nostra coscienza che si confronta con la natura; un monito secondo me da ricordare.


Stefano Benni – Paolo Fresu, Sagrademari in “I Suoni delle Dolomiti”, Torri del Vajolet, 8 agosto 2004

giovedì 13 novembre 2008

Sugolì, la buona crema del mosto


Sapete cosa sono i sugoli (o sugali)? No? Allora ve lo spiego… sono un dolce tradizionale delle nostre campagne, un dolce povero, naturalmente, quando con pochissimo ci si inventava primo, secondo e dessert… e in questo caso proprio di dessert parliamo: in pratica i sugoli sono un budino preparato con mosto fresco, farina bianca , farina gialla e zucchero. Proporzioni, temperature e tempi di aggiunta si mescolano fornendo un mix di versioni tale che, se chiedete ad una brava massaia come si preparano, nessuna vi dirà la stessa cosa…


Come al solito provare per credere! Se volete potete venire a trovarci domenica prossima 16 novembre in Piazza Trento Trieste (il Listone amichevolmente chiamato dai Ferraresi) a Ferrara appunto, in occasione della Giornata del Ringraziamento organizzata dalla Coldiretti provinciale. Noi li abbiamo prodotti con il mosto di uva Clinton (attenzione, è vietata la vinificazione non la coltivazione per usi alimentari), e vi assicuro che sono davvero una leccornia!

Li abbiamo chiamati scherzosamente “Sugolì”, la buona crema del mosto, dai, niente male come slogan… ;-)

E siccome in rete di ferraresi ce ne sono, ho trovato su Flickr le foto e la ricetta di Stefania, che gentilmente mi ha concesso di pubblicarle qui… grazie Stefania!!!

I sugoli
si fanno con il mosto di uva: a Ferrara sono budini di mosto bianco o rosso con farina di frumento, o farina di frumento tagliata con una piccola percentuale di mais ...

Io ho usato invece la frumina che li rende meno massicci, ma con qualche cucchiaio di farina mais di modo che non scivolino troppo e mantengano sotto il palato un tono"rustico"

1, 3 litri di mosto di uve rosse da vino tra cui uva fragola e uva d'oro
il mosto l'ho preparato io:
ho lavato, sgranato e pigiato i chicchi, li ho lasciati fermentare al buio, il più possibile al fresco , (erano giorni molto caldi), coprendo la bacinella con un telo fine.
ho portato a bollore il mosto per bloccare la fermentazione, ho conservato in frigo il mosto per 4 giorni finchè ho avuto tempo di preparare i sugoli.

70 gr frumina e circa 30 gr di farina di mais
un paio di cucchiai di zucchero (la dolcificazione dei sugoli va a piacere e a secondo della dolcezza del vosto mosto)

si sciolgono a freddo le farine nel mosto con lo zucchero e si cuoce a fuoco basso almeno 15 - 20 minuti dal bollore

Per maggiori informazioni guardate qui.

E adesso un po' di proverbi della campagna ferrarese:



E se volete conoscere le altre ricette dei nostri dolci tradizionali, fate un salto da queste parti... ;-)

martedì 11 novembre 2008

Un chicco di caffè racconta... N° 9

Torna con grande piacere Alberto Trabatti, il più noto coffee maker di Ferrara, che in questa puntata della sua rubrica ci parlerà della macinazione dei chicchi di caffè.
Grazie Alberto e alla prossima!



Nona puntata del viaggio intorno al Caffè. Non sono fuggito, semplicemente mi sono rintanato nel mio opificio del gusto a preparare e sperimentare nuove ricette, nuovi Cru, ed idee che presto potrei anche pensare di mettere in pratica. La vita di un torrefattore è costellata di momenti piacevoli ma anche molto impegnativi, perché il segreto per un buon risultato è continuare a lavorare nella sperimentazione, nel confronto, e nell’essere obiettivi nel valutare i propri punti d’arrivo. Non si finisce mai…

A questo giro parlerò di macinacaffè.

Esistono due tipi di macine, intanto, per preparare la polvere di Caffè: coniche e piane.
Le coniche cono costituite da un insieme dentato maschio (macina conica propriamente detta) – femmina. Il maschio gira a bassa velocità, normalmente sui 400-500 giri al minuto, macinando i chicchi ed espellendoli verso il basso per gravità. Il ridotto numero di giri assicura un minimo riscaldamento della polvere, soprattutto in casi di uso prolungato, ed un’usura molto lenta delle stesse.
Le macine piane invece sono due dischi dentati identici, di cui quello superiore è fissato al corpo del macinacaffè, che macinano i chicchi a velocità molto più alte, oltre i 1000 giri al minuto, espellendo la polvere per forza centrifuga.
La macina piana ha un’usura superiore, provoca il riscaldamento elevato della polvere se utilizzata a lungo, e la granulometria è più facilmente irregolare.
Ovviamente gli usi sono similari, ma, mentre il tipo a macine coniche è in genere usato nei locali con bassa produzione di espressi, il tipo a macine piane lo è dove vi sono molti più consumi, in virtù della maggior quantità di polvere ottenuta nello stesso periodo di tempo.

Non sono del tutto d’accordo, in quanto utilizzo macine coniche per un buon consumo giornaliero di Caffè, con ottimi risultati; il Cliente aspetterà quei venti secondi in più, perché glielo macino al momento della richiesta, in modo da assicurare la massima freschezza della polvere. Uso infatti macinadosatori istantanei…

Altra differenza, quindi, tra il macinadosatore istantaneo, senza dosatore esterno, ed il classico tipo ad “accumulo” con dosatore esterno al corpo motore. In questo caso la dose viene inserita nel filtro attraverso l’azionamento di una leva esterna, la quale comanda una stella dosatrice nel contenitore del macinato. Una o due battute, se questa è ben regolata, assicurano la giusta dose di polvere per altrettanti espressi.
Il tipo istantaneo, invece, macina per il tempo stabilito, regolato da potenziometri, il Caffè in campana, per una o due dosi, scaricandolo direttamente nel filtro.
La regolazione della dose è anche basata sulla dimensione della polvere, in quanto, regolando il tempo o la granulometria (o anche entrambi nella stessa occasione), si ottengono variazioni talora significative. E’ uno strumento ancor più professionale, il cui uso va attentamente studiato per non avere brutte sorprese in tazzina…
Altro grande vantaggio di quest’ultimo è che la sera non rimangono significativi residui di Caffè macinato all’interno, cosicché, la mattina dopo, i primi venti avventori di un bar così equipaggiato non si devono, al contrario degli altri (perché buttare via è antieconomico, quindi conviene tenere e sbolognare…), cuccare altrettanti espressacci macinati da tot ore, la cui polvere si è ossidata nel dosatore a stella, insieme ad altri passati residui, che le danno il colpo di grazia. Basta macinare tre Caffè per assicurarsi il quarto in perfetta forma…
Molti macinatori piani hanno un timer che fa andare il motore a piacimento del barista, o un interruttore automatico che aziona le macine quando il livello del Caffè scende sotto un certo livello.
Se questo accade la sera poco prima della chiusura, la polvere rimane tutta la notte all’ossigeno dell’ambiente, conferendo al liquido in tazzina (chiamarlo in altro modo è offensivo verso il Caffè) un saporino di rancido ed altre belle schifezze. Chi sarebbe tanto incosciente da buttare via il macinato della sera prima, visto quanto costa? E quindi chi ci rimette? Lo sventurato che, al bar ed ancor più al ristorante, chiede ciò che non otterrà, di fatto, rovinandosi solo il palato.

E qui mi fermo, sperando che molti esercenti maldestri prendano coscienza di quanto fanno, leggendo il mio strale, perché fare le cose per bene è possibile. Basta volerlo.

P.S: anche per il 2009 il Gambero Rosso ci ha premiati con i Tre Chicchi per l’Espresso sulla Guida dei Bar d’Italia. Essere pignoli paga, a quanto pare…

Saluti a tutti.

martedì 4 novembre 2008

Il resveratrolo: le potenzialità di una molecola


Ricevo dal Professor Brandolini dell'Università di Ferrara la seguente comunicazione che vi giro volentieri.

Programma

9,00 – 9,30

Saluti delle Autorità Accademiche e Apertura dei lavori.

Relazioni


Presiede: E. Granieri - S. Manfredini

9.30 - 9.50 – C. Bergamini: La biochimica del resveratrolo.

10.00 -10.20 - V. Brandolini: Resveratrolo e alimentazione.

10.30 – 10.50 – E. Canducci: L’azione antiossidante del resveratrolo.

11.00 – 11.30 – pausa caffè


Presiede: C. Bergamini – V. Brandolini

11.30 – 11.50 – P. Pinton: La patologia dell’infiammazione.

12.00 – 12.20 - D. Turini: Resveratrolo e curcumina nei processi infiammatori.

12.30 – 12.50 – R. Fellin: Resveratrolo e patologie cardiovascolari.

13.00 – 14.30 – pausa pranzo


Presiede: R. Fellin – D. Turini

14.30 – 14.50 - E. Granieri: Stress ossidativo, antiossidanti e malattie neurodegenerative .

15.00 – 15.20 - F. Vesce: La prevenzione del danno ossidativi in gravidanza.

15.30 – 15.50 – F.S. Pansini: La prevenzione dello stress ossidativo nella menopausa.

16.00 – 16.20 - A. Passaro: Diabete Tipo 2 e resveratrolo.

16.30 – 17.30 – Tavola Rotonda sulle prospettive di questa molecola

Partecipano: C. Bergamini, V. Brandolini, R. Fellin, S. Manfredini, D. Turini.

18,00 - Chiusura dei lavori


Info:

E-mail: bnv@unife.it


sabato 1 novembre 2008

Wine and music, ammore e maccaroni

Grande successo dell’abbinamento vino-musica a Degustibooks: un paio di testimonianze, e un grandissimo grazie ad Andrea Gori e agli sponsor, su tutti Villa Petriolo che ha dedicato all’evento questo post e questo.

Chiesta da più parti, sto lavorando alla release1.0, che potrete scaricare prossimamente.

Andrea è già andato oltre realizzando il CD della degustazione che potete acquistare su ITunes, da par mio vi ho messo qui sulla destra la compilation: vi basta acquistare quindi i vini da abbinare, collegarvi su Blog&Wine e la serata è fatta… che ne dite? Dai, come gioco non è niente male… ;-)



Intanto vi segnalo una iniziativa musical-gastronomica degli Spaghetti Swing, gruppo musicale di Ferrara del quale abbiamo parlato già più volte.

L’iniziativa si chiama “Spaghetti N° 5: ammore e maccaroni”: si tratta di una compilation con 5 ricette di spaghetti realizzati da Mauri, patron chef e barman del Ristorante “Al Parco” di Migliarino, ed abbinate ad altrettanti brani musicali di giovani jazz band dell’Emilia Romagna.



Potete acquistare direttamente CD e ricettario qui: in questa pagina anche i link agli altri gruppi presenti sul CD.