domenica 27 luglio 2008

La similitudine del salmone



Perchè non mi piace la globlalizzazione?

Apprezzo la capacità di sintesi: in tal senso la risposta a questa domanda è molto ostica...

Ho trovato però un'affermazione interessante nell'annuario Enotria 2007 edito dall'Unione Italiana Vini, a pagina 102. L'Autore è Stefano Raimondi (responsabile "Linea Vini" dell'ICE), che ha sfruttato una similitudine davvero azzeccata; poi mi direte che ne pensate...

"Il binomio analisi dei mercati-promozione mostra l'ampia possibilità di spazi per recuperare e ridisegnare la competitività dell'offerta italiana, che nel breve risulta difficile ottenere mediante la riforma fondiaria. [...] Lo squiibrio è evidente e aggravato, nei mercati maturi, dalla continua erosione del numero degli operatori commerciali, diretta conseguenza dei processi di fusione/acquisizione delle società d'importazione e distribuzione. Il processo di concentrazione trova origine nel penultimo anello della filiera prima di arrivare al tanto agognato consumatore: la distribuzione. Distribuzione che trova nelle catene commerciali la massima espressione di sviluppo al limite dell'ipertrofismo che nella tumultuosa espansione generano il processo di concentrazione che risale tutti gli anelli della filiera, come un salmone la corrente di un fiume"


Foto: http://www.corriere.it/Media/Foto/2002/07_Luglio/07/SALMONE.jpg

sabato 26 luglio 2008

Enospit a Soave


Mercoledì 23 luglio è stata una giornata con un sole eccezionale e un'aria cristallina: il mercoledì da "leoni" quando si tira fuori il bolide dal garage e via scappottati!
Meta? Direzione Soave, Azienda Balestri Valda, dalla mitica Val! come sempre ottima padrona di casa...


Dal patio dell'Azienda una vista mozzafiato sulla Rocca di Soave, sottofondo di cicale e nel bicchiere un ottimo Recioto... che giornata signori!




Vuoi l'amenità del luogo, vuoi gli avvolgenti profumi, vuoi il venticello neanche a farlo apposta "soave", l'occhio cede al richiamo di Hypnos....


Un momento! un rombo ci desta! ma guarda questa Val! approfittando del momento era già pronta a scappare con la Spit di Alessio!!! faccia pure e che si diverta nei tornanti di Castelcerino... su questi divanetti si sta troppo bene...


A proposito, un messaggio per il Registro Spitfire: siamo stati anche al Consorzio del Soave, qui non vedono l'ora si organizzi un bel raduno... se volete ve l'organizziamo noi... ;-)

domenica 20 luglio 2008

L'Emilia e la Romagna da Bere

Mi fa piacere tornare ogni anno a parlare di quest’iniziativa dell’Agenzia Prima Pagina di Cesena, perché trovo, per come essa è strutturata e ramificata sul territorio, una volontà di fare sistema che alla fine gratifica anche noi produttori. Allego per questo il comunicato stampa di presentazione delle guide e i calendario degli appuntamenti di degustazione pubblici. Per quanto riguarda Ferrara, sarà il 23 agosto a Lido degli Estensi.


Con 84 vini premiati come “Eccellenze del territorio”, oltre 800 pagine a colori divise in due volumi, 600 vini degustati, descritti e fotografati, 2.000 etichette segnalate e oltre 300 cantine mappate, La Romagna da Bere e L’Emilia da Bere - guide ai vini, alle cantine e ai prodotti tipici del territorio edite da PrimaPagina Editore insieme all’Associazione Italiana Sommeliers Romagna e l’Associazione Italiana Sommeliers Emilia, giunte alla quinta edizione - si confermano il punto di riferimento per chi vuole conoscere e scoprire con gusto i vini e le terre dell’Emilia-Romagna.Le guide sono state presentate ufficialmente lunedì 14 luglio all’Enoteca Regionale a Dozza (BO), alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Tiberio Rabboni, del Presidente AIS Associazione Italiana Sommeliers nazionale Terenzio Medri e di altri numerosi partner istituzionali che hanno collaborato alla loro realizzazione: le province di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio-Emilia e Parma, le Camere di Commercio di Forlì-Cesena e Piacenza.Già da fine luglio in libreria e in edicola, le guide saranno anche disponibili presso hotel e ristoranti della Riviera romagnola, grazie al progetto regionale “Emila Romagna è un mare di sapori”, che le ha “adottate” come biglietto da visita per la promozione del territorio, da proporre ai milioni di turisti italiani e stranieri presenti sulla costa romagnola: le guide saranno infatti protagoniste del ciclo di eventi dal nome “Tramonto Divino”, quattro serate speciali aperte al pubblico durante le quali la degustazione dei vini e delle specialità enogastronomiche emiliano-romagnole saranno accompagnate da spettacoli, musica, intrattenimento (il 24 luglio a Cesenatico in Piazza delle Spose dei Marinai, il 31 luglio alla Darsena di Marina di Ravenna, il 3 agosto a Misano in Piazzale Roma, il 23 agosto Lido degli Estensi in provincia di Ferrara: per info www.romagnadeivini.it, tel. 0547 24284).

La Romagna e l’Emilia da Bere: l’enogastronomia regionale in due volumi

Le guide si presentano in due volumi distinti ma integrati per data di pubblicazione, formato, layout grafico, omogeneità di contenuti e contributi, con versione anche in lingua in inglese, offrendo uno spaccato completo ed esaustivo sull’enogastronomia e l’enoturismo in Emilia-Romagna. Le due guide contano 800 pagine a colori divise in due volumi, ricchi di foto e contributi specialistici. Circa 600 sono i vini presentati di cui viene riportata la degustazione, realizzata dalle commissioni dei sommelier Ais di Emilia e di Romagna, insieme alla relativa foto della bottiglia.Oltre ai vini degustati, le guide contengono preziose indicazioni che riguardano la tipologia del vino, l’annata, l’uvaggio e il prezzo indicativo consigliato in enoteca, su ulteriori 2.000 etichette segnalate dalle aziende produttrici, anch’esse brevemente descritte (oltre 300 cantine). Passando dal vino alla gastronomia, all’interno di Emilia e Romagna da Bere un buon numero di pagine è dedicato ai prodotti tipici del territorio, cominciando dal paniere delle produzioni Dop e Igp, di cui l’Emilia-Romagna vanta il primato numerico a livello nazionale. Come guida ufficiale Ais, all’interno di Romagna ed Emilia da Bere non potevano mancare preziosi consigli sulle tecniche di degustazione e di abbinamento cibo-vino, organizzate secondo la collaudata metodologia dell’Associazione Italiana Sommeliers. Conclude la parte introduttiva delle pubblicazioni un intero capitolo in cui sono riportati i più curiosi itinerari enoturistici lungo le strade dei vini e dei sapori della regione.

Distribuzione e Partenership

Realizzate in partnership con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna e alcuni enti territoriali (le province di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio-Emilia e Parma e le Camere di Commercio di Forlì-Cesena e Piacenza), L’Emilia da Bere e La Romagna da Bere sono state pubblicate in 10.000 copie ciascuna. Le guide, insieme o singolarmente, sono in vendita nelle librerie emiliano romagnole al costo di € 9,90 ciascuna e, allo stesso prezzo, nelle edicole in abbinamento al numero di agosto-settembre di Mare&Monti (mensile di turismo, itinerari enogastronomia e eventi di PrimaPagina Editore). Attraverso la rivista, che viene diffusa in abbonamento a tutti i sommelier di Romagna ed Emilia, le guide verranno inoltre recapitate, già con il numero di agosto-settembre, ai circa 4.000 soci Ais della regione. Le pubblicazioni sono anche acquistabili on line attraverso i siti collegati www.romagnadeivini.it e www.emiliadeivini.it. Le guide sono anche disponibili presso le strutture ricettive della costa all’interno del progetto regionale “Un Mare di Sapori” e grazie al rinnovato accordo con gli enti del territorio partner di progetto, per contribuire a diffondere l’immagine e la cultura del vino romagnolo tra i turisti stranieri e italiani presenti in Riviera.

venerdì 18 luglio 2008

La ciclopista del Vecchio Primaro


Torna l’appuntamento dedicato al cicloturismo con un percorso davvero spettacolare dal punto di vista naturalistico: si tratta del percorso che da Consandolo, nel comune di Argenta, arriva all’Oasi di Boscoforte, nella parte meridionale delle Valli di Comacchio. Il percorso di andata è lungo circa 45 km, dei quali circa il 70% su sommità arginale riservata ai cicli e non asfaltata, il 25% su strada comunale non asfaltata e il 5% su strada comunale asfaltata.

Partenza sul vecchio argine del Po di Primaro in località Consandolo, del quale abbiamo già parlato qui, per giungere dopo circa 6 km sull’argine del Reno presso il Campo da golf di Argenta. Da questo momento non ci si può sbagliare, perché non si abbandona più l’argine fino all’arrivo, tranne per un tratto di circa 10 km che inizia in località Filo, nel quale si è obbligati a percorrere la strada di sottoriva che però è poco trafficata ed ha il merito di mostrare a chi la percorre le architetture rurali della cosiddetta Romagnola.

Gli unici punti di incrocio con la viabilità ordinaria, e quindi di maggiore pericolo, sono i due ponti di Passo Bastia in località San Biagio, dopo circa 15 km dalla partenza, e il ponte di Madonna Boschi, a circa 38 km dalla partenza.

L’Oasi di Boscoforte è una delle zone umide più ricche d’Europa, ed è una penisola in gran parte naturale che si incunea per alcuni km nelle Valli di Comacchio. Nonostante questo l’Oasi è di proprietà privata e vi si può quindi accedere solo in rare occasioni nel corso dell’anno!

Avendo avuto questa opportunità vi mostro alcune foto:





Nel caso quindi non riusciste ad entrare, si può proseguire sempre sull’argine del Reno che lambisce le Valli, fino al ponte con la SS Romea (da ammirare nell’ultimo tratto i caratteristici bilancioni per la pesca), e da qui, brevemente, per la località marittima di Casal Borsetti.

Si allunga il tutto di altri 20 km circa, ma la vista sulle Valli, soprattutto al tramonto, è a dir poco eccezionale, soprattutto se si ha la fortuna di vedere in transito i fenicotteri rosa che spesso soggiornano in questa zona, facendo la spola tra le saline di Cervia a sud e Valle Bertuzzi a nord.

Consiglio vivamente questo percorso anche per chi vuol andare al mare evitando il traffico: in tal caso, per i non allenati, c’è la possibilità di arrivare in macchina fino all’Agriturismo Prato Pozzo, nei pressi di Boscoforte, e da lì partire in bici.

Vi suggerisco infine una guida sintetica ma ben fatta "BiciDeltaPo" del 2004, curata da FIAB ed edita dal GAL Delta2000 (referente Silvia Forlani), al quale si può richiedere.

martedì 15 luglio 2008

"Brunellopoli" e il "Merlot Vernel"

Si discute ancora molto del caso “Brunellopoli”, che parte sicuramente da lontano: fornire una sintesi non è facile, però può essere d’aiuto iniziare da un punto di partenza diverso, ovvero perché si coltivino in Italia vitigni bordolesi. Le mie letture di questo periodo sono gli atti del Convegno organizzato in occasione della manifestazione “Merlot d’Italia” di Aldeno, che si possono scaricare dal sito: http://www.merlotditalia.it/


Dagli atti dell’edizione 2001 ho estrapolato questa affermazione di Franco Ziliani:


“Non nascondiamo però che c'è un terzo modo di lavorare sul Merlot in Italia, ed è quello più diffuso che serve per fare del Merlot che io chiamerei Vernel. Ricordate la pubblicità dell'ammorbidente Vernel, lo sciacquamorbido. Il Merlot Vernel che serve per fare tanti vini puzzle, con abili composizioni. Tutti vogliono bene al Merlot, c'è persino un importantissimo enologo italiano, il più bravo di tutti secondo determinate guide, il quale ha affermato che lui il Merlot lo metterebbe anche nel cappuccino. Questo signore vuole così bene al Merlot che lo mette in tutti i vini che fa, dal Piemonte, alla Campania, alla Sicilia, oppure dove li fa in purezza, cioè in Umbria e in Lazio.

Non nascondiamo che questo modo di usare il Merlot, molto amato dagli enologi, ha portato (non sono bugie, ma verità) ad usare questa splendida varietà nel Barolo e nel Brunello di Montalcino. Non sono dicerie, ci sono analisi, perché questo vino fantastico, morbidone e rotondo com'è, serve ad attenuare, ad ammorbidire, a rendere anche i vini più tannici, che avrebbero bisogno di tempo, più accattivanti secondo un certo stile. Oggi vogliamo tutti avere i grandi vini importanti, pronti come se fossero dei novelli, ma delle due l'una, dobbiamo metterci d'accordo”.

venerdì 11 luglio 2008

“Trade fear”: il lato oscuro del mercato…

Immagine tratta da: http://cervellodiscorta.files.wordpress.com


Colto da profonda inc….tura causata da un micidiale cocktail di vessanti proposte commerciali di telefonia mobile, offerte di viaggi last millisecond, servizi bancari non richiesti ma addebitati in conto; come una vite colpita da leggero stress idrico estivo reagisce dando il meglio di sé, vado a coniare un’espressione di “micro economia” che entrerà sicuramente nel gergo corrente!

Si tratta di TRADE FEAR (l’espressione anglosassone è più roboante), che traduco a modo mio in “paura da affare”; in pratica si tratta di quella spiacevole sensazione nella quale incorre un consumatore medio di fronte ad un mercato di servizi totalmente deregolamentato, nel quale i macro fornitori, dopo appassionati calcoli al millesimo di euro, propongono offerte nelle quali sistematicamente il cliente non ha MAI un vantaggio rispetto al passato. Questa situazione ha come conseguenza un totale rigetto del soggetto nei confronti del mercato, attanagliato dalla paura di essere gabbato…

Questo teorema ha come conseguenza che il consumatore/utente vada alla ricerca del produttore fisico del bene/servizio causando un meccanismo di contrazione/propulsione che porta al successo di sistemi di vendita certificati tipo ebay, nei quali i produttori possono presentarsi in prima persona. Si tratta a questo punto che i produttori si organizzino solo un po’ meglio, e che si torni in poche parole ad un sistema più umano, nel quale si ha a che fare con l’artigiano sotto casa che all’occorrenza è capace di dialogare con tutto il mondo…


Bene ragazzi, sono pronto per il premio Nobel… ah ah ah

Cambio formato


Vista la richiesta di alcuni clienti abbiamo imbottigliato le nostre prime “mezze bottiglie”.

La scelta è andata su 3 vini IGT: come saprete uno dei nostri obiettivi come produttori è quello di vinificare le uve di vigneti ferraresi a nostro avviso vocati, evitando ai viticoltori il peso della trasformazione e stimolandoli quindi nel mantenere le proprie vigne.

È un progetto per noi intrigante perché permette di salvaguardare un territorio viticolo, inteso come insieme di persone, conoscenze e peculiarità ambientali, un terroir insomma…

Ma torniamo ai vini:

- Podere Primaro: uno dei rami più antichi e importanti del fiume Po era il Primaro, che permetteva di congiungere Ferrara con il passo di Ponte Bastia, sul fiume Reno, storico confine fra il Ducato Estense e lo Stato Pontificio.

Di questo ramo, oggi estinto, è rimasto l’argine sinistro, trasformato in un percorso ciclabile molto bello che porta fino alle Valli di Comacchio, e del quale vi parlerò prossimamente… In località Boccaleone, a 5 km da Argenta, nell’area prospiciente il paleoalveo del Primaro, si trova un vigneto da sempre condotto da Primo Zagatti. Una particolarità: Primo, nel 1976, fu, di nome e di fatto, il primo cliente di mio padre quando aprì il centro enologico “La Bottega del Vino”. Poi i consumi e il mercato sono cambiati, e non possedendo una cantina adeguatamente attrezzata, si pensò di trasformare quelle uve. La parcella di Merlot ha circa 30 anni, mentre quella di Chardonnay è stata piantata nel 1986 in seguito alla memorabile inverno che uccise molte piante. I vini ottenuti fanno solo acciaio e cemento: per quanto riguarda la vendemmia 2007 siamo molto soddisfatti nonostante la raccolta precoce, meno per lo Chardonnay, vista la qualità delle annate precedenti, ma il millesimo climaticamente non è stato certamente d’aiuto.

- Valle Isola: insieme a Valli Basse, era la valle che lambiva l’abitato di San Giuseppe di Comacchio. Come testimonia il toponimo era la zona in cui si poteva coltivare senza patemi di allagamenti, tant’è che esistono ancora piccoli appezzamenti vitati per il consumo diretto dei coltivatori. Anche in questo caso, vista la nostra presenza al Fondo Luogaccio, il passaparola ci ha portato piccole partite di Fortana di coloro che non vinificano più: “Valle Isola” è il blend in acciaio dei vini ottenuti comunque dal Fortana in purezza.


Ecco, mi sembra di aver detto tutto: per chi volesse testare sono a disposizione, poi però voglio il vostro report accurato…

mercoledì 2 luglio 2008

Un grande numero di "CapitaALvino"


Conoscendo il lavoro di Andrea Dal Cero, nutro nei suoi confronti una ponderata e, concedetemi il termine, “goliardica” stima, perché come tutti a fine mese deve portarsi a casa lo stipendio, ma lo fa con scrupolo e applicando al bimestrale che edita, CapitaALvino”, un equilibrio difficilmente riscontrabile nella stampa specializzata..

Scrivere questo mi costa fatica, perché non amo parlare di chi si occupa di informazione, ma il n°88 della rivista bolognese è stata per me fonte di ispirazione e riflessione.

Incentrando l’uscita sul caso “velenitaly”, Dal Cero e la sua Redazione scompongono la vicenda restituendoci un’immagine ben più variegata del mondo enologico italiano, spaziando dalle nuove ricerche dell’Università di Piacenza, al tema mai consunto dell’osserva dei Disciplinari, dalla proliferazione degli eventi enogastronomici, ad una riflessione davvero ironica e bellissima sul caso “Brunello” ad opera del fantomatico Dr. S.Giovese…

Ma se sono giunto a scrivere tutto questo, è per un articolo intitolato “Tutti i vini del condominio”, che ha per argomento un tema a me molto caro: la perdita da parte del vino della sua identità agricola a scapito di quella industriale dettata dal mercato globale (se ne è parlato a vario titolo anche di recente qui e qui).

Da tempo discuto di questo, per molti utopistico, ragionamento; però voglio continuare a pensarla con le parole di Andrea Dal Cero, e coltivare la speranza che oltre al business torni “la voglia di riappropriarsi della cultura materiale e di godersi in famiglia un buon bicchiere”.

CapitaALvino
Andrea Dal Cero Editore
www.dalcero.com

Nella Festa Artusiana...



In una sera di inizio estate mi ritrovo nella Festa Artusiana di Forlimpopoli: manifestazione enogastronomia in crescita, anche grazie all’impulso di Casa Artusi, struttura deputata alla divulgazione dell’opera dell’esimio Pellegrino Artusi, autore de “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, se non sbaglio il libro italiano più venduto nel mondo dopo la “Divina Commedia” e “I promessi sposi”, tanto per intenderci…

L’occasione è l’abbinamento dei nostri con i piatti di pesce realizzati dall’Associazione Cuochi “Pellegrino Artusi” di Cervia.

Prima che la serata inizi, complice la curiosità di Paola Fabbri de La Romagnola che mi ha gentilmente accompagnato, mi addentro nei vicoli cittadini, in particolare nel più lontano e isolato, che sfocia in una piazzetta dove campeggiano questi minacciosi cartelli:

Ci troviamo nella “Premiata ustarì de Göz”, sottotitolo “mescita di vini e insulti romagnoli”: siamo nella culla dell’atavica virilità romagnola, un po’ spaccona (in romagnolo “pataca”), ma con un profondo senso di malinconia, come testimonia il vocabolario itinerante posto sui muri a guisa di indicazione per il viandante, e del quale riporto la lettera saliente:

Tornati in postazione la notte scorre serena e veloce, ma ho pure il tempo per uno scambio con il vicino stand del Pays Beaujolais:

Assaggio senza troppa convinzione, ma ho un’inaspettata sorpresa che profuma intensamente di sottobosco, con i frutti e i suoi umori… Se è necessario andare a Forlimpopoli per assaggiare un Beaujolais degno della sua fama, allora vuol dire che alla Festa Artusiana si può trovare davvero qualcosa di speciale…

martedì 1 luglio 2008

Le viti "a piede franco" dell'Isola di Sant'Antioco


Con piacere ricevo da Dino Dini, enologo presso la Cantina Sardus Pater di Sant'Antioco, il programma di un convegno che coniuga a mio avviso con originalità e lungimiranza, archeologia e storia della vite "a piede franco" in Sardegna.
La scaletta degli interventi è di sicuro interesse e rilievo, tra l'altro Dino mi ha diceva che è anche previsto unbanco d'assaggio dei vini ottenuti da uve di piante "a piede franco".
Spero di ritornare sull'argomento magari con qualche intervento diretto dei relatori.
Nel frattempo ecco il programma dell'iniziativa:

Alessio Fuschini e l'Enospit...


Rendo omaggio alla Triumph Spitfire del prode Alessio (protagonista indiscussa dei nostri tour Enospit!) con alcune foto scattate nel corso del recente raduno del Registro Storico Italiano Spitfire svoltosi a Cento (FE).
Ecco il link della gallery: http://picasaweb.google.it/blogewine/RadunoTriumphSpitfire2008