venerdì 27 giugno 2008

Il Fortana sbarca a Dubai...



No signori, non è uno scherzo della calura!!!

Vi consiglio di leggere con attenzione il reportage di Alessio, alias “il barista alchemico”, che ci fornisce utili informazioni su questo particolarissimo mercato emergente del vino…

Grazie mille ad Alessio e complimenti per il suo articolo.

Porte aperte, menti aperte

di Alessio Fuschini

Questo è il significato di ciò che gli Emirati Arabi Uniti vogliono trasmettere ai propri visitatori.

Nonostante ci si trovi in un paese arabo è possibile consumare bevande alcoliche anche se, in generale, nei ristoranti dei grandi alberghi.

È così che mi faccio ambasciatore del Fortana e decido di regalarne una bottiglia al collega Sommelier Luca Gagliardi, restaurant manager del ristorante Verre (by Gordon Ramsay), situato all’interno dell’Hilton Dubai Creek Hotel.

Ci intratteniamo per più di due ore nel pomeriggio all’interno del ristorante vuoto (apre solo la sera), ed emerge subito la sua passione per il vino e la sua professionalità che l’ha portato a dirigere il migliore ristorante di Dubai, e a portare il numero di etichette da 150 a 500 in 4 anni, con la possibilità di berne una buona parte al calice (compreso Chateau d’Yquem a circa € 100 al bicchiere! n.d.r.)

Le provenienze sono da tutto il mondo ma in particolare la Francia la fa da padrona, a seguire Italia, USA, Australia…


I prezzi sono più o meno quintuplicati rispetto all’Italia, ma Luca mi spiega che ciò è dovuto al fatto che si hanno il 125% di tasse in entrata, e in più grava il ricarico dei distributori e infine quello del ristoratore.

La distribuzione è affidata esclusivamente a due società degli Emirati che quindi si dividono il monopolio e decidono quali vini e quali Aziende far entrare nelle loro liste, in quanto l’importazione diretta ha ancora molti problemi.

Nel ristorante operano 50 persone fra cucina e sala, e la media dei coperti va dalle 50 alle 60 persone per sera: si evince subito questa sproporzione possibile solo con l’utilizzo di manodopera “economica” proveniente da India, Bangladesh, Filippine…

Ritornando al vino mi colpisce molto la cura e l’ordine della carta tutta gestita tramite un software che di verificare le giacenze in base alla data di acquisto; di stilare le quantità di bottiglie vendute con le varie percentuali, e in più di controllare la gestione dei vini al calice che rappresenta il 30% delle vendite totali.

Il ristorante è fine ed elegante e nonostante tutto non è più dispendioso di un pari italiano…

Quindi per il vostro prossimo soggiorno a Dubai consideratelo una tappa obbligatoria!

mercoledì 25 giugno 2008

Wine Gallery: L'Ansonica dell'Isola del Giglio

Per festeggiare quest'estate scoppiata da qualche giorno, ecco uno scatto realizzato nel giugno 2007 all'Isola del Giglio...

domenica 15 giugno 2008

"Terroir Vino" live!



Ed eccoci di ritorno!
Che dire: un'esperienza interessante e ben riuscita. La location è di alto livello, ottimo pubblico, possibilità di una comunicazione in diretta e comunque ben supportata da contributi video e fotografici veicolati da vinix, ma soprattutto aziende motivate e disponibili a tutte le spiegazioni del caso. Un evento con grandi potenzialità, peccato che i media non abbiano a mio avviso dato il giusto riscontro... ad ogni modo, comunque sia "sarà un successo"!
Ottima l'organizzazione di Filippo Ronco e del suo Staff, complimenti!
Ecco lo slideshow e un altro piccolo commento: http://www.vinix.it/gallery/slide.php?ID=1041

domenica 8 giugno 2008

"Terroir Vino" o "Terroir Uva"?


Per il titolo di questo post ho preso spunto dall’imminente manifestazione che si svolgerà lunedì prossimo a Genova, organizzata da Filippo Ronco e dal suo staff: http://www.tigulliovino.it/meeting/tigulliovino_meeting_home.htm

L’intento di questo articolo era quello di mostrarvi una foto del nostro vigneto, poi in questi giorni sta tenendo banco l’appello della rivista Porthos “In difesa dell’identità del vino italiano”; fra i firmatari c’è un grande agronomo romagnolo, Remigio Bordini, che ha dedicato grande parte del suo lavoro alla selezione clonale del Sangiovese di Romagna.

E allora mi chiedo: tanto si discute di “Terroir vino”, e di “Terroir uva”?

Mi spiego: già è difficile parlare di viticoltura europea dopo l’epidemia filosserica, se poi un’azienda si affida per rinnovare i propri vigneti al materiale vivaistico, che fine fa l’identità territoriale? Certo, ci si può far replicare il proprio materiale, un clone è senz’altro espressione di un terroir, però per essere puristi fino in fondo non è la stessa cosa… Poi sono d’accordo che il mio ragionamento è al limite dell’utopismo, però pensando che sulla sabbia possiamo permetterci di realizzare la propaggine semplice, il romanticismo affiora… ;-)

lunedì 2 giugno 2008

Wine gallery: la caliptra a 5 petali


La caliptra è la capsula a 5 lobi che contiene il fiore della vite; finora ho sempre pensato che i lobi, lungo le loro linee mediane, si staccassero per far fuoriuscire il fiore.

Invece, come testimonia la foto, gli stami, quando sussistono le condizioni appropriate, si ingrossano e cominciano a spingere la capsula staccandola dal basso.. vabbè, magari penserete che è un dettaglio di poco conto, però mi piaceva testimoniarlo, anche perché le dimensioni reali dei fiori sono di 4-5 mm, per cui è un fenomeno visibile solo da molto vicino… tra l’altro, se guardate bene, sugli stami c’è già del polline, l’impollinazione è vicina…