giovedì 27 marzo 2008

Il vino che non costa niente

In questo post non racconterò niente di nuovo, ma la coincidenza che mi è capitata ritengo meriti un commento.

Offerta Lidl dell’ultima settimana:


Vabbè, il prezzo parla da solo, però una volta sottratta l’IVA, il valore risultante mi dice qualcosa, l’ho già visto di recente da qualche parte… apro qualche file del computer e trovo un conteggio dei costi di imbottigliamento che ho sostenuto l’ultima volta per il nostro vino, e vedo che il totale è esattamente uguale al costo della bottiglia del Lidl!!!

Certo, per un’ovvia considerazione di economia di scala e di offerte commerciali, i due costi di imbottigliamento non sono comparabili… però per me il risultato della riflessione non cambia, la differenza è ZERO!
Per la serie “sotto il vestito, niente”… ;-)

6 commenti:

Luca Risso ha detto...

Forse secco significa disidratato. Bisogna riempire la bottiglia di acqua per ottenere il prodotto!
:-)

Luk

Blog&Wine ha detto...

Buona questa Luk!
Ho letto il tuo post su vinix a proposito dei lieviti, non appena avrò un po' di tempo per leggere tutti i commenti mi piacerebbe scrivere qualcosa...
A proposito, oggi pomeriggio devo ricontattare il birrificio che avevi segnalato su thewineblog, poi ti dirò...
A presto

Mirco

Gianpaolo Paglia ha detto...

Si spiega con il fatto che l'uva è un prodotto agricolo frutto di impainti pluriennali, i quali producono tutti gli anni e tutti gli anni devono trovare sbocchi. Perché non vengano estirpati i vigneti che, chiaramente, non sarebbero remunerativi da un punto di vista economico, può solo essere legato a quella rete di contributi pubblici che in alcuni casi e sopratutto in alcune zone, vanno a coprire quel gap di soldi mancanti.
In sostanza caro Mirco, il mercato libero e uguale per tutti non regna nel mondo del vino, almeno quello italiano.

Blog&Wine ha detto...

Ciao Gianpaolo!
A questo punto mi verrebbe da estendere la tua considerazione al mercato comunitario nella sua interezza visto che l'OCM non ha preso decisioni in merito, perchè prorogare il sistema così com'è per 5 anni, significa di fatto lasciare il regime dei contributi intatto; una promessa è fine a sè stessa...
Sarai anche tu a Egna per il concorso del Pinot Nero?
A presto

Mirco

Gianpaolo Paglia ha detto...

Infatti, non hanno avuto coraggio, nessuno l'ha avuto. Non ho sentito una voce provenire dalle varie associazioni di categoria a favore del cambiamento, del mercato libero, della tutela del consumatore.
Niente Egna quest'anno, spazio agli altri. Buon divertimento.

Blog&Wine ha detto...

Concordo per quanto riguarda le associazioni... un coro assordante di "tutto sommato è andata abbastanza bene"... mah...