venerdì 22 febbraio 2008

Guareschi, il Fortana, e il Festival di Ostellato

Giovannino Guareschi fu cronista della sua terra, quella pianura Padana in provincia di Parma, che diede alla luce nella sua fantasia i celebrati personaggi di Don Camillo e Peppone, figli di un dopoguerra che vedeva la lenta ma inesorabile rinascita del nostro paese. Storie rese celebri dalle pellicole che ancora oggi la televisione ripropone, nelle quali i luoghi prediletti per far incontrare i personaggi erano naturalmente la chiesa del paese di Brescello e la sua osteria. Ma cosa si beve in quella terra placida e tranquilla a pochi km dalle sponde del grande fiume Po? Ecco il legame che unisce la bassa parmense al nostro territorio: anche da quelle parti viene coltivato il Fortana, vitigno caparbio e generoso (non a caso il nome deriva da Fruttana, sinonimo di pianta dall’abbondante produzione), che in quei periodi di grande povertà, era una risorsa di quantità più che di qualità. Ne nasceva un vino leggero, da consumare giovane, magari dolce e brioso, prima che l’estate lo deteriorasse irreparabilmente. Sulla scia di tali ricordi la tipologia è ancor oggi rimasta, tant’è che esiste un’IGT per questo vino: il Fortana del Taro.

E allora nasce in me una rifelssione: come i due personaggi della penna di Guareschi, apparentemente così distanti per ideali e sensibilità caratteriali, allo stesso modo possiamo scoprire che vini tanto diversi fra loro, come il Fortana del Taro e quello del Bosco Eliceo, diversi per le terre nelle quali affondano le loro radici, in realtà possiedono un’anima comune, che risiede nelle vite e nelle speranze di coloro che li coltivano e ne assaggiano il frutto.

Vorrei farvi ora due confidenze:

1) secondo me Marina Zappi e il Comune di Ostellato sono davvero bravi: nelle ultime due Edizioni del Festival letterario “Sotto il Sole dei Sensi”, sono riusciti a trovare un nesso fra i protagonisti della manifestazione e il vino ferrarese per antonomasia, il Fortana del Bosco Eliceo. Nel caso di Mario Soldati il legame è diretto, tant’è che la CCIAA di Ferrara affidò al noto scrittore piemontese l’introduzione dell’Agenda gastronomica del 1992 dedicata alla “salama da sugo”.


Per quanto riguarda Giovannino Guareschi, invece, abbiamo sopra ricordato che il Fortana è da sempre coltivato nella bassa parmense, ed egli stesso disegnò l’etichetta del vino che verrà servito durante la cena inaugurale del Festival, insieme al nostro nuovo cru “Duna della Puia”, che proprio in tale occasione verrà ufficialmente presentato al pubblico.

2) Siccome da molti anni ormai mi occupo della promozione enogastronomica della nostra provincia, mi piacerebbe veder realizzate sempre nuove sinergie. Ho notato negli ultimi due anni la consequenzialità degli incontri letterari al Caffè Castello di Ferrara e il Festival letterario di Ostellato, e siccome li ritengo molto meritevoli, credo che un’immagine coordinata gioverebbe ad entrambi, visto il notevole interesse dei media nazionali nei loro confronti. Dato che la conferenza stampa del Festival si svolgerà presso il Caffè Castello, mi piace pensare che qualcuno abbia già avuto la mia stessa idea…

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bella manifestazione, Mirco.
Cercherò di trovare il modo di partecipare ad uno degli eventi condotti da Rebeschini, un grandissimo fotografo che ho avuto il piacere di affiancare per ben due giorni in un servizio pubblicitario che lui fece molti anni fa per Coferasta.
Ricordo che mi fece anche un ritratto!
Andrea Toselli

Blog&Wine ha detto...

Grazie mille Andrea!
In effetti Rebeschini è molto bravo, ti consiglio inoltre, sempre a Ostellato, il seminario di Luciano Bovina dal titolo “Storie nel linguaggio documentario- cinematografico”: http://195.62.166.21/ostellato/common/AmvDocumentoInfo.do?ID=211&REV=0&MVPD=0&MVTD=1&MVSZ=12
Bovina sarà anche ad Argenta il 18 aprile ospite del nostro Circolo fotografico.
A presto

Mirco