mercoledì 26 settembre 2007

Il "Fattore Amico"


Storicamente il Fattore è colui che gestisce l’azienda agricola per conto del padrone: è quindi una delle figure maggiormente legate alla terra. Per questo l’Associazione “Fattore Amico” di Milano, ha preso spunto da questa figura per delineare i suoi obiettivi: si tratta di un’Associazione di camperisti che cercano di soggiornare presso le Aziende agricole del territorio italiano, pubblicando ogni anno una guida con gli indirizzi delle Aziende aderenti. Ai proprietari non chiedono altro che una piccola area di sosta dove poter soggiornare, per tutto il resto sono autosufficienti.
La nostra Azienda ha aderito a “Fattore amico” qualche anno fa, mettendo a disposizione l’appezzamento di terra adiacente la cantina: seppure il nostro non sia al momento un territorio a grande vocazione turistica, ogni anno alcuni turisti si fermano da noi, e finora sono stati tutti stranieri, in prevalenza Francesi, dato che nel loro Paese questo tipo di “soggiorno” è da anni collaudato; se poi si pensa alla rapida diffusione dei navigatori satellitari, ogni luogo, anche il più remoto, è ormai facilmente raggiungibile…
Ed è forse anche per questo che sabato pomeriggio, mentre ero alle prese con pompe e travasi, sono arrivati guida alla mano i Signori Henk e Marian Verbert, Olandesi diretti in Sicilia. Abbiamo parlato della nostra produzione, mostrato loro alcune pratiche di cantina, come la pigiatura e i rimontaggi, ed infine assaggiato una bottiglia di Fortana.
Un modo diverso di fare turismo, semplice, economico e a contatto con le persone dei luoghi visitati: sicuramente cercherò in futuro di potenziare questa opportunità, per fornire la massima ospitalità a coloro che, anche solo di passaggio, transitano sul nostro territorio…
Suggerimento ai colleghi… aderite anche Voi, è un modo nuovo di concepire l’ospitalità, anche perché chi viaggia con la guida di “Fattore amcio” cerca prima di tutto contatti umani e tranquillità, cosa che altre strutture ricettive non sempre riescono a garantire.


Dal Sito: http://www.fattoreamico.it/

FATTORE AMICO è un'associazione di persone che amano la natura e usano il CAMPER per muoversi e godere delle bellezze del territorio, per dialogare con i suoi abitanti, per conoscerne le tradizioni e per gustarne i sapori.FATTORE AMICO è nata sull'esempio di FRANCE PASSION, che ha ideato la formula di incontro tra i produttori agricoli francesi e i camperisti di tutta Europa fin dal 1992. FATTORE AMICO dal 2004 l'ha proposta in Italia, adattandola alle esigenze e alle caratteristiche del nostro paese. FATTORE AMICO è un’Associazione di camperisti, senza scopo di lucro, che si prefigge di promuovere, attraverso la sua azione organizzativa, l’impiego del camper secondo una filosofia ispirata ai principi dell’ecoturismo: - è un turismo fortemente legato alla natura;- ha un’importante componente educativa: consente la riscoperta del patrimonio naturale delle campagne, consente di entrare in contatto con realtà culturali apparentemente marginali;- sostiene uno sviluppo economico delle realtà locali;- ha un impatto minimo sull’ambiente.



Dal Blog: http://www.fattoreamico.blogspot.com/ (questo blog non è decollato, ma se contenesse i commenti dei camperisti che girano l’Italia potrebbe diventare molto carino…)

6 febbraio, 2006
QUALCHE NOTIZIA IN PIÚ
"Qui comincia l'avventura ..." Si aprivano così tutte le storie a fumetti del Signor Bonaventura, ideato da Sergio Tofano, che i meno giovani di noi (come me) ricorderanno benissimo di avere letto sul "Corriere dei Piccoli".In realtà, non è cominciata qui né da noi. FRANCE PASSION dal 1992 ha organizzato in Francia una rete di produttori agricoli che ospitano gratuitamente i camper associati. È un modello "genialmente semplice". L'ideatore M. Pierre Ginoux, un giornalista ed editore di una rivista dedicata al mondo del vino "Cèpages Magazine", aveva i contatti necessari con le organizzazioni dei produttori, e ha dato il via alla "Formule Invitations": gli agricoltori invitano i camperisti, offrendo sosta gratuita in cambio non di acquisto obbligato, ma solo di attenzione ai loro prodotti. Una grande idea di marketing, sostenuta da cordialità e "saper vivere": decine di migliaia di camperisti di tutta Europa sono infinitamente grati a M. Ginoux.La festa dei miei cinquant'anni è già abbondantemente alle spalle, ma è stata un momento per me molto stimolante: ho sentito il bisogno, insieme ad un gruppo di amici, di dare vita ad un progetto, applicando competenze formatesi in decenni di lavoro, per trasformare un'idea in una realtà, concreta ed operativa. L'idea di valorizzare i mezzi di cui si dispone per sentirsi liberi, liberi dentro: non ha alcuna importanza se i mezzi sono grandi o piccoli, devono servirci a sentirci liberi, non manchevoli di ciò che non abbiamo. Avevamo ciascuno un camper, avevamo un'esperienza pluriennale molto intensa alle spalle in Francia grazie a France Passion, viviamo in un paese ricchissimo di aspetti paesaggistici, culturali e gastronomici. Si trattava di triangolare questi vertici e trovare il punto di attacco per dare il via all'operazione "portare in Italia il modello France Passion". Noi di FATTORE AMICO siamo camperisti e ci muoviamo dal versante opposto, senza rapporti con le organizzazioni dei produttori, che in Italia sono molto diversamente strutturate e molto meno disponibili al dialogo, non politico. (Abbiamo provato a telefonare, inviare e-mail, inviare decine di lettere: non ci hanno mai risposto, neanche per liberarsi di noi; la buona educazione non alberga da quelle parti!). Così abbiamo cercato altre modalità, che qui in Italia si sono rivelate più efficaci e gratificanti, le relazioni personali e dirette. Sono ormai tre anni che lavoriamo.A Milano i milanesi dicono: "se la va, la g'ha i gamb!" (se procede, è perché ha le gambe per procedere).

Glauco Santagostino

lunedì 24 settembre 2007

A tavola con gli Estensi: la Salama da sugo

Il Trofeo Nuvolari all’Antica Fiera di Portomaggiore, dedicata, come si può ben vedere, alla Salama da sugo



La Salama da sugo è uno degli emblemi della gastronomia ferrarese. Si tratta di un insaccato di carne suina il cui involucro è la vescica del maiale. I tagli che normalmente vengono utilizzati sono: spalla, pancetta, muscoli delle zampe, coppone, guancia, lingua e fegato. All’impasto viene aggiunto sale, pepe e vino rosso. Dopo l’insaccatura, che è la fase più delicata della lavorazione e nella quale si devono evitare ristagni d’aria, la salama si presenta di forma rotondeggiante, e viene legata prima verticalmente a formare otto spicchi, poi orizzontalmente al centro. Oggi giorno è prassi sostituire lo spago orizzontale con un elastico al fine di evitare il distacco dell’impasto dall’involucro durante l’affinamento, che comporta una sensibile diminuzione del volume. La stagionatura avviene in appositi locali appendendola ad una pertica per 10-12 mesi. La preparazione avviene a bagno maria per oltre 8 ore, avendo cura di recuperare il sugo di cottura che viene poi versato sulla Salama dopo averne tagliato la sommità; è tradizione servire assieme alla salama un purè di patate che ne smorza la forte sapidità e succulenza. Le sue origini risalgono al XV secolo, e sembra che i primi produttori siano stati “porcaioli” provenienti dalle montagne del Trentino e della Valtellina. Fatto sta che il “salame alla ferrarese” ebbe molto successo fin da quel periodo, tanto che lo stesso Lorenzo de’ Medici, Signore di Firenze, in una lettera datata 15 febbraio 1481 ringraziò il Duca Ercole I per il gradito dono di una Salama da sugo.

Gli ingredienti, il grado di stagionatura del prodotto e la considerevole speziatura fanno sì che la preparazione sia strutturata, presenti una grassezza ed untuosità percettibili che contribuiscono a renderla anche particolarmente succulenta, vale a dire che richiede un’abbondante salivazione per deglutire ogni assaggio. Ricordando che un piatto strutturato e succulento necessita l’abbinamento con un vino alcolico e tannico al fine di “asciugare” la bocca e prepararla al successivo boccone, ne deriva che si renda necessario un vino rosso di corpo che potrebbe essere, per rimanere nella Regione Emilia Romagna, un Gutturnio dei Colli Piacentini DOC Riserva, un Barbera dei Colli Bolognesi DOC o il “Burson” di Ravenna IGT prodotto con l’Uva Longanesi, della quale abbiamo già parlato qui.
Questa la teoria… realizzare però tali accostamenti oltre a richiedere l’immediato intervento del dietologo, causerebbe la quasi immediata saturazione del nostro appetito; per non rinunciare dunque a questa prelibatezza meglio dirottare la nostra attenzione su vini più “leggeri”, che sopperiscono al loro esile corpo con una buona sapidità e magari effervescenza che permettono di smorzare la grassezza della preparazione.
Ecco quindi suggellarsi un matrimonio della tradizione ferrarese fra Salama da sugo e Fortana frizzante del Bosco Eliceo DOC, ma altri vini rossi frizzanti regionali potrebbero risultare ugualmente all’altezza: dalla nutrita schiera dei Lambruschi (non solo le classiche DOC modenesi, ma anche il Lambrusco Reggiano DOC) alla Bonarda frizzante dei Colli Piacentini DOC, prodotta con il vitigno Croatina.
Come sempre ribadisco: nell’abbinamento un occhio di riguardo va alla tradizione, quindi libero sfogo alle proprie conoscenze senza eccedere nelle calorie, ovviamente…