lunedì 27 agosto 2007

Geologia dei vini: esperienze a confronto

Con grande piacere ricevo dal Dottor Luca Minarelli l’invito a partecipare ad un Convegno molto interessante e inedito per il nostro territorio.

Un’iniziativa ben organizzata che meriterebbe ampia diffusione, anche noi di Blog&Wine cerchiamo di fare il nostro meglio, invitando a prendere in considerazione una nuova frontiera della comunicazione enologica, che, pur partendo da temi impegnativi come quelli legati alla geologia, di fatto rappresenta il più stretto legame con la terra dove la vite cresce.

Un augurio quindi al Dottor Minarelli di poter proseguire anche in futuro nell’organizzazione di questo evento!


Sabato 1 Settembre 2007 a Sant'Agostino (FE) presso la Sala D.Bonzagni

della Biblioteca Comunale con inizio alle ore 9.30

si svolgerà il Convegno dal titolo:

“Geologia dei Vini: esperienze a confronto”.

L'iniziativa della Geologia dei Vini nasce nel 2006 dall'Associazione naturalistica FGI (sezione naturalistica della Pro Loco di Sant'Agostino, www.fgiferrara.com ) con lo scopo di valorizzare i prodotti enologici della regione Emilia Romagna, con particolare riguardo ai “Vini delle Sabbie” Ferraresi, mettendo a confronto le esperienze dei nostri territori viticoli con quelle di altre aree italiane a maggior tradizione ampelografica.

Per ottenere questo la manifestazione si articola in vari momenti:

1. Degustazioni pubbliche gestite da sommelier AIS Ferrara all'interno di stand allestiti durante la nostra fiera comunale.

2. Mostre fotografiche o di opere incise sul tema della vite,

3. Convegno "Geologia dei Vini: esperienze a confronto".

Per quanto concerne l'edizione 2007, le degustazioni sono state effettuate nel primo weekend di Giugno.

Sabato 25 agosto verrà invece inaugurata la mostra collettiva di incisioni artistiche dal titolo "Il vino Inciso. La vite, l'uva, il vino"

Per quanto concerne il Convegno ecco una breve traccia del programma e degli interventi che sono al momento confermati.

Programma di massima dell’evento:

Ore 9.30 Saluto di Autorità e Partner

Ore 10.00 Inizio Interventi

Ore 11.30 Coffee Break

Ore 13.15 Buffet di commiato

Prof. Gilberto Pambianchi, Università di Camerino

"Viticoltura e dinamica geomorfologica:alcuni esempi nella Regione Marche"

Dr. Massiliano Fazzini ,Geologo, Università di Ferrara

“Analisi dei parametri climatici influenti sul terroir”

Prof. Mario Panizza, Geologo, Università di Modena

Prof. Lucilia Gregori, Geologa, Università di Perugia

“La geologia per comunicare il vino: come e perché”

Dr. Carla Scotti, Pedologia, I.TER

“Suoli, paesaggi e vini in Emilia Romagna”

Dr. Edoardo Costantini e Dr. Pierluigi Bucelli, Pedologi, Firenze

“Influenza del suolo, del clima e del pedoclima sulla risposta viticola ed enologica del Sangiovese in Provincia di Siena”

Dr. Annalisa Barison, Sommelier-Agronoma, C.R.P.V.

“Una zona, un territorio, un vitigno: il Fortana”

Per informazioni:

Luca Minarelli

Dipartimento di Scienze della Terra – Blocco B Polo Scientifico e Tecnologico dell’Università di Ferrara Via G. Saragat, 1 – 44100 Ferrara Cell. 339.7211415 Tel. 0532.974757 Fax 0532.974754 minarelli@geotema.it


Oro d'Argenta


Grazie all’impegno di una nota Azienda del nostro territorio, la Fiera di Argenta di quest’anno sarà arricchita da un’iniziativa nuova e interessante che, sebbene abbia un legame ancora non forte con la nostra tradizione, si dimostra una dinamica idea di promozione territoriale, basandosi essenzialmente su un progetto di filiera che parte dalla produzione del grano duro.

Allego il programma ed il comunicato stampa ricevuto dall’organizzazione dell’evento.


L’universo del grano, oro del territorio di Argenta, e dei suoi derivati sarà il tema centrale di Oro d’Argenta, la nuova iniziativa in programma alla 50^ edizione della Fiera di Argenta, che si svolgerà nella cittadina ferrarese dal 6 al 10 settembre prossimi.

La rassegna, riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna come “Fiera regionale”, quest’anno sarà dedicata appunto all’universo che gira intorno al grano duro, principale risorsa economica del comprensorio, e al cous cous, di cui Argenta è polo produttivo d’eccellenza nazionale grazie all’esperienza di BIA spa, promotrice e sponsor della rassegna.

L’azienda, leader in Italia, è specializzata nella produzione di cous cous, sia convenzionale che biologico, di semola e di vari tipi di cereali quali farro, kamut, mais e riso compresi i mix aromatizzati: al peperoncino, con funghi porcini o verdure.

Durante i cinque giorni della rassegna, Piazza Marconi si trasformerà in un villaggio interamente dedicato alle delizie del palato. Cuore pulsante di Oro d’Argenta sarà l’area “Pasta, cous cous e…” un grande ristorante all’ aperto, con cucina “a vista” dove sarà possibile degustare le specialità di pasta e cous cous di Campania, Emilia Romagna, Sicilia Sardegna e Marocco.

I visitatori della rassegna potranno conoscere più da vicino i segreti e le curiosità delle proposte gastronomiche nell’ambito di Laboratori gastronomici guidati da Vittorio Castellani, aka chef Kumalé, giornalista gastronomade esperto di world food che illustrerà metodi e tecniche di preparazione della pasta tradizionale di Gragnano e della colatura di alici di Cetara, del cous cous trapanese, nordafricano e ferrarese, ma anche delle fregole e del cascà sardo e della Azdora, la regina della pasta fatta in casa nella tradizione emiliano-romagnola. Farine, prodotti da forno, pasta e semole insieme a salse, condimenti ed utensili di cucina troveranno posto all’interno delle “Vie del Grano”, il villaggio espositivo dedicato a produttori ed aziende.

Argenta e il suo territorio

Nella terra dei cappelletti e delle tagliatelle, ad Argenta, tra l’Emilia e la Romagna, è presente un importante polo nazionale d’eccellenza di grano biologico che si basa sull’intera filiera per la produzione del cous cous e coinvolge dal produttore al molino fino all’azienda di trasformazione.

E’ sempre più importante l’espansione della produzione del grano biologico e da oggi anche tracciato come filiera alimentare che dal campo arriva fino al piatto.

Ufficio Stampa

Angela Abbate
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ufficiostampa@feedback.it


ORO D’ARGENTA
1^ Rassegna gastronomica
sulla filiera del grano biologico dalla pasta al cous cous

Piazza Guglielmo Marconi
Argenta, 6 –10 settembre 2007

Giovedì, 6 settembre

17.00 - 24.00
Le Vie del Grano, villaggio espositivo di prodotti derivati dal grano (farine, prodotti da forno, pasta, semole) ed di articoli connessi (salse, condimenti, libri di cucina, utensili)

19.00 –23.30
Pasta, Cous Cous e…, villaggio di degustazione delle specialità di pasta e cous cous di Campania, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna e Marocco

21.00 – 22.30
L’ottagono dello chef, ”Sculture di frutta per decorazioni”, presentazione ed esibizione del metodo Papillon del maestro Pachetti. Apertura della scuola di sculture di frutta per l’Emilia Romagna


Venerdì, 7 settembre

17.00 – 24.00

Le Vie del Grano, villaggio espositivo di prodotti derivati dal grano (farine, prodotti da forno, pasta, semole) ed di articoli connessi (salse, condimenti, libri di cucina, utensili)

17.45 – 18.30
Centro Culturale Mercato - Convegno: “Presentazione del progetto e posizionamento sul tessuto agro-industriale argentano” con la partecipazione delle autorità locali e delle associazioni di categoria

19.00 – 23.30
Pasta, Cous Cous e…, villaggio di degustazione delle specialità di pasta e cous cous di Campania, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna e Marocco

21.00 – 22.30
L’ottagono dello Chef, Officine gastronomiche* “Il couscous…… a Ferrara: il piatto unico di semola nella cucina ebraica ferrarese” con la partecipazione di Roberta Anau dell’Agriturismo La Miniera di Calea di Lessolo (TO)


Sabato, 8 settembre

17.00 – 18.30

L’ottagono dello Chef, Officine gastronomiche* “La fregola ed il cascà: le semole nella cucina tradizionale sarda” con la partecipazione del ristorante “
Dal Corsaro” di Cagliari

17.00 – 24.00
Le Vie del Grano, villaggio espositivo di prodotti derivati dal grano (farine, prodotti da forno, pasta, semole) ed di articoli connessi (salse, condimenti, libri di cucina, utensili)

17.45 – 18.30
Centro Culturale Mercato – Convegno: “La filiera di grano duro biologico di Sorgeva, CAB Giulio Bellini e BIA” con la partecipazione delle autorità locali e delle associazioni di categoria

19.00 – 23.30
Pasta, Cous Cous e…, villaggio di degustazione delle specialità di pasta e cous cous di Campania, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna e Marocco

21.00-22.30
L’ottagono dello Chef, Officine gastronomiche* “Il cous cous: piatto unico di semola nella cucina nord-africana” con la partecipazione del ristorante marocchino Walima di Torino


Domenica, 9 settembre

11.00 – 12.30
L’ottagono dello Chef, Officine gastronomiche* “La pasta tradizionale di Gragnano e la colatura di alici di Cetara” con la partecipazione del Ristorante L’Acquapazza di Cetara

14.30 – 24.00
Le Vie del Grano, villaggio espositivo di prodotti derivati dal grano (farine, prodotti da forno, pasta, semole) ed di articoli connessi (salse, condimenti, libri di cucina, utensili)

19.00 – 23.30
Pasta, Cous Cous e…, villaggio di degustazione delle specialità di pasta e cous cous di Campania, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna e Marocco

21.00 – 22.30
L’ottagono dello Chef, Officine gastronomiche* “Il cous cous… alla trapanese: il piatto unico di semola nella cucina tradizionale siciliana” con la partecipazione di Piera Spagnolo del ristorante Tha'am di San Vito Lo Capo (TP)

Lunedì, 10 settembre

17.00 – 24.00
Le Vie del Grano, villaggio espositivo di prodotti derivati dal grano (farine, prodotti da forno, pasta, semole) ed di articoli connessi (salse, condimenti, libri di cucina, utensili)

19.00 - 20.30
L’ottagono dello Chef, Officine gastronomiche* “L’Azdora e i suoi segreti: la regina della pasta fatta in casa nella tradizione emiliano-romagnola”

19.00 – 23.30
Pasta, Cous Cous e…, villaggio di degustazione delle specialità di pasta e cous cous di Campania, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna e Marocco


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Il presente programma potrà subire variazioni.

*
Tutte le officine gastronomiche (laboratori di cucina e di degustazione guidata) sono a cura di Vittorio Castellani alias Chef Kumalé, giornalista gastronomade.
Per prenotazioni chiamare il 348 3844599 dalle 16.00 alle 19.00, a partire dal 3 settembre.

www.orodargenta.it - info@orodargenta.it

mercoledì 22 agosto 2007

A tavola con gli Estensi: il pane "intorto"


Molti hanno definito il pane ferrarese, la famosa “coppia”, come il più buono del mondo. Sicuramente complici di tale successo furono gli Estensi, che a partire dal 1287 con le norme statutarie emanate da Obizzo II, regolamentarono in maniera ferrea la produzione di questo pane, che così è potuto giungere fino a giorni nostri. Tra le regole alcune riguardavano il formato (da principio si parlava di pane con gli “orletti”, in seguito definito “intorto”), altre la qualità della lavorazione, con particolare attenzione all’accuratezza della cottura, mentre sembra che inizialmente non fosse consuetudine accoppiare due forme come invece è prassi odierna.

Tali norme, antesignane dei nostri disciplinari, prevedevano anche rigidi controlli da parte dei messi ducali, e obbligavano i fornai ad apporre il loro marchio prima della cottura, un utile strumento di rintracciabilità… Anche le sanzioni erano molto severe, e potevano arrivare alla berlina nelle pubbliche piazze!

Gli Estensi amavano particolarmente il pane “intorto”, che veniva immancabilmente servito durante i banchetti e addirittura durante i viaggi, come nel caso di Borso nel 1471, che recandosi a Roma per ricevere l’investitura di Duca di Ferrara da Papa Paolo II, non fece mancare al seguito del suo corteo il “panatiero” Angiolo, addetto alla conservazione del pane per la Corte.

Oggi i metodi di produzione su vasta scala hanno certo affievolito il fascino di questo prodotto, ma esistono anche molti fornai artigiani che utilizzano per la lievitazione la cosiddetta “madre”, una biomassa ricca di lieviti che va mantenuta nel tempo e che permette poi di ottenere profumi e fragranze inimitabili.

martedì 21 agosto 2007

Bacaro Tour al via...


Parte una nuova rubrica di Blog&Wine con i suoi inviati speciali.....sì avete letto bene non sarà in prima persona Mirco l'autore dei post e delle recensioni ma un gruppo di amici, sotto il nome di BuBudesign, che andranno a curiosare in giro per l'Italia e perchè no anche in Europa nei locali e nelle osterie "d'na vòlta" quelle che a Venezia si chiamano Bacari ( svelato il primo perchè del titolo) dove si và per fare due "ciacole", quei luoghi che non mancavano mai in ogni paese dell'italia...le osterie, rinnovate magari nel loro design e nella proposta enogastronomica ma sempre capaci di trasmettere tipicità e mai conformismo.
Ecco all'ora alcune anticipazioni su dove farà tappa il Bacaro Tour per i prossimi mesi:

Italia/Feltre (BL)- Venezia (Prima parte) - Selva Malvezzi (BO)
Spagna/ Valencia

Un saluto a tutti vi aspettiamo per il priomo appuntamento previsto per settembre

mercoledì 15 agosto 2007

Vendemmia a casa Mariotti


13/08/2007

Partiti!

Inizia a casa Mariotti la vendemmia 2007; al 10/08 la situazione era la seguente:

Indice di Winkler = 1374 °C

Indice di Huglin = 1978 °C

pH in tenuta sotto i 3,30


Abbiamo iniziato con tre piccole partite di uve bianche, come mostra la figura (ho affiancato i tre vitigni per mostrarvi le differenze morfologiche)

Ottime condizioni sanitarie delle materie prime, una quarta partita di Chardonnay ha subito la macerazione con enzimi pectolitici quindi la defecazione statica, come del resto le altre uve, a parte il Moscato che, essendo quantitativamente molto esiguo, ho deciso di appassire in cassette.

Al prossimo aggiornamento!

sabato 11 agosto 2007

L'invaiatura e il gruccione


L’invaiatura, fase fenologica della vite che segna l’inizio della maturazione del frutto, e che comporta la comparsa della pigmentazione, è sicuramente il momento più “colorato” della fisiologia della vite… Complice l’andamento climatico di quest’anno, ci sono purtroppo alcune difformità di colorazione nei grappoli, ma per una volta dimentico gli aspetti tecnologici e fotografo un po’ di grappoli “arlecchino”…

Poi, d’improvviso, dalla Duna di San Giuseppe, dietro il vigneto, arriva un “pagliaccio” di natura, dai colori sgargianti: si tratta del simpatico gruccione (merops apiaster), dai colori sgargianti, che dopo qualche giravolta si ferma sui fili…

Purtroppo non ho una macchina che mi permetta un bel primo piano, ma spero riusciate a vedere il piccolo uccello proveniente dall’Africa, e che predilige come nidi i buchi scavati nelle dune sabbiose del Bosco Eliceo…

A proposito… lunedì comincerà la nostra vendemmia!

Di scena in successione Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon: le uve sono sane, speriamo che reggano le acidità, al momento i pH sono ancora sotto 3.50, ma da un giorno all’altro i cambiamenti nei vitigni precoci sono repentini…

Vi terrò informati sui primi risultati di cantina…

Buon Ferragosto!

mercoledì 8 agosto 2007

A tavola con gli Estensi: il banchetto

La perizia raggiunta dagli Scalchi rinascimentali trova la sua massima espressione nei banchetti, eventi di Corte che avevano come scopo primario la dimostrazione del potere del Signore. Il banchetto diventa quindi un evento di comunicazione mediatica, grazie al quale gli invitati possono raccontare dopo il loro ritorno le meraviglie preparate dai loro ospiti. Per questo la lista delle vivande è pomposa, opulenta, sempre al di sopra dei comuni bisogni, in netto stridore con le misere condizioni alimentari del popolo. Grande importanza perciò riservata all’apparecchiatura e alla coreografia delle portate e delle stoviglie che abbelliscono le tavole; per capire tutto questo ci si può affidare come sempre a Cristoforo da Messisbugo, che racconta di carni coperte di foglie d’oro e argento, ricomposte con stecchi a riprodurre l’animale nella sua interezza, sculture di zucchero e pasta all’uovo, selvaggina di ogni tipo, dal cervo del Boscone della Mesola, al tarabuso e all’airone.

Ogni commensale aveva a disposizione “cugiale, curatelo, stecchi e salviette”, mentre la forchetta non era ancora di uso comune. Piatti e boccali erano realizzati con la pregiata ceramica graffita ferrarese, rinomata per i suoi colori ricavati da ossidi minerali, ed i disegni realizzati mediante incisione. Occorre ricordare che era prassi servirsi da grandi piatti posti sui tavoli: per questo motivo le tovaglie si sporcavano spesso ed era necessario sovrapporle per facilitarne la sostituzione tra una portata e l’altra. Ad allietare le pause provvedevano musici e attori, spesso chiamati a rappresentare le commedie scritte appositamente dai poeti di corte come Boiardo o Ariosto, che a Ferrara scrisse il suo celeberrimo “Orlando furioso”.

giovedì 2 agosto 2007

Degustazione... in quota!

Questo post partecipa al “Vino dei Blogger Numero Nove: Ricordo ed Emozione”, organizzato dallo Staff de “Il Maiale ubriaco”: potete leggere qui la presentazione dell’iniziativa.

28/07/07

Valle Aurina, Riva di Tures, partenza con il gruppo CAI di Argenta, sezione “Bruno Soldati”.

Meta di questo sabato è il Rifugio Roma, quota 2.276 m.

La giornata è variabile, “naturalmente” becchiamo un bel temporale che ci rinfresca le idee…

Il rifugio però è attrezzato con un asciugatoio stile bagno turco, e ben presto torniamo belli e asciutti.

Vista della cima di Collalto dal Rifugio Roma


Di norma nei rifugi si arriva di pomeriggio presto, e prima della cena s’inganna il tempo in svariati modi: c’è chi dorme, chi scruta le cime immaginando l’escursione del giorno successivo, e chi, come me, per deformazione professionale, osserva con finta noncuranza il bancone del bar, con l’illusione di trovare una buona bottiglia da assaggiare a cena. Spesso, per ovvi motivi logistici, si trova il Tavernello, ma a volte, come oggi, sono più fortunato: lì in bella vista, con mio gran conforto campeggia il Bellamarsilia Morellino di Scansano DOC 2005 di Poggio Argentiera, di Gianpaolo Paglia.



L’abbinamento è presto fatto: Bellamarsilia a tutto pasto con risotto ai funghi, entrecote e patate al forno. Questo Morellino è rubino, con buoni profumi di sottobosco e floreali surmaturi; è morbido, con buoni tannini che lo sorreggono nel finale.

Lo sguardo, ora appagato, spazia sulla vallata, un limpido sole è tornato per concludere con serenità questa lunga giornata.

Usciamo un attimo per ammirare il tramonto; il riflesso degli alti ghiacciai mette in risalto la cima del Monte Nevoso, 3.353 m, nel Parco nazionale delle Vedrette di Ries, al confine con l’Austria e traguardo dell’escursione.

Con il ricordo dei dolci profumi di Bellamarsilia, domani la salita sarà sicuramente meno dura…

La macchia

Questo post partecipa al “Vino dei Blogger Numero Nove: Ricordo ed Emozione”, organizzato dallo Staff de “Il Maiale ubriaco”: potete leggere qui la presentazione dell’iniziativa.

Con il seguente racconto, intitolato “La macchia”, ho partecipato all’edizione 2006 del Concorso “Letti in un sorso”, organizzato dall’Azienda Santa Margherita

Cadde la goccia sull’immacolato polsino; uno sguardo feroce al cameriere, poi l’occhio andò sulla bottiglia che teneva in mano, scelta con cura sulla carta, il vetro a preservare l’elisir custodito lungamente nel rovere di Slavonia. Vidi la segreta cripta nella quale per tanti mesi era maturato, disceso dal purgatorio della cantina. Fu così che le narici ricordarono il profumo del mosto e la sensazione inebriante quando si apriva il tino per estrarre le vinacce. All’esterno un trattore risaliva il poggio a mezzacosta, raggiungendo le donne sorridenti con il fazzoletto in testa, prone ad operare con le loro forbici le basse viti. Dipanando i tralci intravidi le forme perfette del grappolo, e quel ceroso indaco degli acini che ora ritrovo sulla mia camicia: ci si può arrabbiare evocando la gioia per la vita?

“Non si preoccupi è solo una goccia”, il giovane tornò in cucina, tirando un sospiro di sollievo…

mercoledì 1 agosto 2007

A tavola con gli Estensi: la Cucina rinascimentale

La proliferazione nel corso del XVI Secolo di testi che trattano di gastronomia, segna una svolta nella cucina rinascimentale, che verrà poi consolidata nel corso del secolo successivo. Merito di questo radicale cambiamento è certo da attribuire al lavoro degli “Scalchi”, che nelle cucine dei nobili sperimentano vecchie e antiche ricette, anche grazie all’utilizzo dei nuovi prodotti che dal ‘500 cominciano ad arrivare dalle Americhe. La cucina rinascimentale è quindi ragionata e va alla ricerca di un giusto bilanciamento fra il sapore salato/agro e quello dolce. Grande importanza viene data quindi alle paste ripiene come per esempio i cappellacci di zucca, che a Ferrara vantano un’antica tradizione, come testimoniato da questa ricetta di Cristoforo da Messisbugo: “Piglia libre quattro di farina e tuorli 10 di uova e di zuccaio once 2 e di butirro once 6 e d’acqua rosata once 3 e fa la tua pasta menandola un pezzo. Poi piglierai di zuccaio once 8 e di cannella pesta once 2 e di pignoli mondi libre 2 e di uva passa libra 1 e mescolerai tutte queste cose insieme. E per variare,alcune volte,un poco di persutto minuto e datteri o zibibbo tagliato in pezzi o altro secondo che ti pare.” L’utilizzo della pasta ripiena, indicata con il termine generico di raviolo, sia dolce che salata e ottenuta con una base di farina di grano tenero e uova, si distingue da quella ottenuta con farina di grano duro, che invece vede la sua diffusione in questo periodo nel Sud Italia, grazie alla presenza degli Arabi. Un’altra cucina che ha lasciato importanti tracce nelle ricette ferraresi è quella ebraica, legata alla storica presenza di questa comunità nella città.



Nella foto esempi di ceramiche graffite ferraresi: primi piani di un boccale e la tipica bottiglia del pellegrino, le cui numerose “asole” servivano per ancorarla alle bisacce durante il viaggio.