martedì 29 maggio 2007

Vino e Haiku

“L'Haiku è un componimento poetico, una brevissima poesia formata solo da tre versi. Una poesia di concentrazione. Ha caratteristiche molto precise. Nell'Haiku classico i versi sono formati da un numero preciso di sillabe. Il primo verso contiene cinque sillabe, il secondo sette sillabe, il terzo verso di nuovo cinque sillabe. Un totale dunque di diciassette sillabe. All'origine i contenuti dell'Haiku erano la natura, i sentimenti e le emozioni del poeta nei confronti della natura. Ma oggi si scrivono Haiku il cui contenuto può spaziare ovunque.
Esistono almeno due modi di scrivere Haiku che danno vita a due stili diversi. Il primo stile è caratterizzato dal fatto che uno dei tre versi (normalmente il primo) introduce un argomento che viene ampliato e concluso negli altri due versi.
Il secondo stile produce Haiku che trattano due argomenti diversi messi fra loro in opposizione o in armonia. Questo secondo stile può attuarsi con due modalità: il primo verso introduce un argomento, il secondo verso lo amplia e lo approfondisce, il terzo verso produce un'opposizione di contenuto, un capovolgimento semantico che in qualche modo ha però relazione con il primo argomento. Questo sbalzo semantico può anche essere sottilissimo.

Cimentarsi con gli Haiku significa osservare il mondo con occhio attento. Costringe a liberarsi delle sovrastrutture, delle parole inutili e superflue, di tutti i concetti che contemporaneamente si affollano attorno ad un evento, ad una esperienza, ad una sensazione. Ci spinge a "guardare" e soprattutto a "cogliere" l'essenza di un accadimento di cui siamo testimoni, la sostanza di una esperienza, il centro di una emozione.

Una grande scuola di vita e di riflessione. Anche il ritmo recitativo dell'Haiku è importante. L' Haiku è nato in Giappone nel diciassettesimo secolo. Deriva dal Tanka, componimento poetico di trentun sillabe.

Si scrivevano poesie Tanka già nel IV secolo. Il Tanka è formato da cinque versi con una quantità precisa di sillabe per ogni verso: il primo verso contiene cinque sillabe, il secondo sette sillabe, il terzo cinque sillabe, il quarto sette sillabe, il quinto sette sillabe.
Eliminando gli ultimi due versi si è formato l'Haiku.” (tratto dal sito: Cascina Macondo)

Da questa descrizione possiamo intuire che esista un legame fra Haiku e vino, rappresentando quest’ultimo un’espressione dello spirito d’osservazione dell’uomo nei confronti della natura: il vino è il risultato dell’unione di forze (frutto e lievito) che senza l’operato umano non verrebbero a contatto spontaneamente.
Un esempio può essere chiarificatore:

Fiori di vite
odoranti di pepe
diverranno uva

In questo Haiku la constatazione del ciclo vitale della pianta che condurrà alla raccolta del frutto, è testimonianza di un’attenzione che il vitivinicoltore pone come obiettivo primario nel suo lavoro.
Tale obiettivo viene però spesso posto in secondo piano, ci si concentra maggiormente sul rapporto diretto esistente tra uomo e vino, e su come questa “bevanda” possa influenzare gli umori e gli stati d’animo delle persone:

Del vino amico
il sapido ricordo
di labbra secche

ecco quindi che l’essenzialità della poesia Haiku può aiutarci a riscoprire il legame primordiale fra i tre elementi (frutto, uomo, lievito) alla base del processo produttivo; ed è questo legame che alcuni produttori stanno cercando di ristabilire, nell’ottica di un vino che riesca a riappropriarsi di un’immagine slegata da una semplicistica ottica consumista:

Il vino buono
regna sulle tavole
di chi è felice


Vorrei segnalarvi un'iniziativa molto carina che ha l'intento di portare la poetica dell'haiku nel mondo quotidiano del cibo: si tratta di un concorso organizzato da Slawka G.Scarso, che saluto e ringrazio, si chiama appunto "La poesia del cibo", e avrà come tema il pane...
Sarebbe bello poter ospitare le poesie selezionate anche su B&W...

venerdì 25 maggio 2007

Sagre del Comune di Cento

Serate in Bonifica 2007


Bella iniziativa del Comune di Argenta, giunta al quarto anno di programmazione; visitando il museo della Bonifica Renana, il visitatore andrà alla scoperta delle importantissime opere idrauliche realizzate nel Novencento e che hanno permesso la bonifica di gran parte del territorio argentano...

mercoledì 23 maggio 2007

Viaggio lungo il Po alla scoperta della civiltà fluviale e dei suoi sapori

Sta per partire una nuova, e a mio avviso affascinante, avventura che vede come protagonisti Michele Marziani e Stefano Rossini, due blogger ai quali auguro naturalmente in .... alla balena, per rimanere in gergo marinaresco... ;-)

Parte il 27 maggio da Ferrara il viaggio in barca lungo il Po alla scoperta di quel che resta della civiltà fluviale e dei suoi sapori. Una ricerca etno/eno/gastronomica, raccontata on line, giorno dopo giorno, su sei weblog che verranno aggiornati quotidianamente.

In undici tappe lo scrittore e giornalista Michele Marziani e il foto-giornalista Stefano Rossini scenderanno verso le Valli di Comacchio per poi risalire dal Delta fino a Cremona, attraccando nei diversi porti lungo il Po e proseguendo la loro ricerca con le biciclette imbarcate a bordo della pilotina Random, imbarcazione volutamente piccola e spartana per dare un segnale concreto di rispetto dell’ambiente fluviale.

A riassumere le motivazioni del viaggio è Michele Marziani: “La civiltà è nata sull’acqua, le città sono sorte lungo i fiumi, eppure l’Italia, al contrario di gran parte del resto d’Europa si dimentica dei suoi fiumi, in particolare del più importante, del Po. Nel corso del Novecento lungo il Grande Fiume sono scomparse attività, lavori, personaggi, sistemi di pesca, prodotti alimentari, sapori, vitigni, pesci, leggende, ambienti acquatici, tutto in un batter d’occhio e in assoluto silenzio. Non abbiamo memoria della storia dell’acqua. Il nostro viaggio lungo il Po vuole andare alla scoperta di quel che resta di questa memoria”.

A conclusione di questa ricerca sul campo, a contatto con l’ambiente fluviale e con le persone che vivono, lavorano, producono e cucinano intorno al Po, Michele Marziani scriverà un libro che uscirà per i tipi dell’editore Guido Tommasi di Milano.

Il progetto è sostenuto dall’associazione culturale Random di Pizzighettone (Cr) che da subito ha creduto nell’idea mettendo a disposizione l’imbarcazione.

Michele Marziani, è autore, tra l’altro, del romanzo “La trota ai tempi di Zorro” e, assieme al fotografo Davide Dutto, del “Gambero Nero – ricette dal carcere”, entrambi editi da DeriveApprodi di Roma.

Stefano Rossini, è un giovane fotografo e giornalista freelance, specializzato in viaggi, tra le sue collaborazioni più importanti c’è quella con “Italy Magazine”, rivista inglese interamente dedicata all’Italia e ai suoi tesori ambientali, storici e culturali.

Le cronache del Viaggio lungo il Po si potranno leggere ogni giorno, dal 27 maggio al 7 giugno, su Internet, sui seguenti blog:

Appunti di Viaggio - www.biraghi.org/michelemarziani
Alieutica - www.alieutica.it/dblog
Pedetemptim – pedetemptim.blogdns.net
Random - www.randomcultura.splinder.com

Certenotti - www.certenotti.net
Mercoledì letterari - www.mercolediletterari.splinder.com

lunedì 21 maggio 2007

Caffè Cristal, 10 anni con noi...


Che dire del Caffè Cristal e della Famiglia Fuschini?

Il bello della vita è che ci sono incontri e situazioni che determinano ciò che siamo, e quindi il nostro modo di proporci; ecco perché vi consiglio, se capitaste nei dintorni di Argenta, di andare a trovare Alessio Fuschini nel suo locale nei pressi del Duomo: scoprirete una fucina di idee ma soprattutto una professionalità cristallina, che guida ogni scelta.

Sarebbe troppo lungo raccontare tutte le iniziative di questi cinque anni trascorsi insieme al “Cristal Lab”, mi affido quindi ad alcune immagini…







mercoledì 16 maggio 2007

Dune di Massenzatica

Ricevo da Giampaolo Balboni, che ringrazio e saluto, del WWF di Ferrara il seguente invito:


le dune fossili sono mirabili esempi di biotipi sempre più rari nella nostra fascia costiera: oltre alle Dune di Massenzatica, che sono sicuramente le più belle, vorrei ricordare quelle di San Giusseppe, anche conosciute come Dune della Puia, all'interno del nostro vigneto nel Fondo Luogaccio... ad esse dedicherò a breve un post per raccontarne le peculiarità...

Bar Festival 2007

L’idea di “Wine Hospital” deve essere piaciuta molto agli organizzatori del concorso “Bar del Cuore”, che hanno premiato Alessio nell’ambito di BarFestival, suggestiva rassegna che si è svolta lunedì 14 maggio al palacongressi di Rimini. Un BRAVO! da parte di tutti gli amici del Caffè Cristal di Argenta e dei Soci del CFC Immagini.

Di seguito alcune foto dell’evento…



Wine Hospital


La passione per il proprio lavoro unita a quella per la fotografia porta in alcuni casi a far sì che una battuta o un commento si trasformi in un’immagine… Scherzando su tutte le attenzioni che oggi riserviamo al vino, e’ scaturita l’idea di scattare una foto che riassuma tale concetto, in particolare quello di ATTENZIONI CHIRURGICHE verso il vino, che a volte sembrano esagerate; ma a noi piacciono molto… nasce cosi’ questo scatto intitolato WINE HOSPITAL...

Alessio Fuschini

domenica 13 maggio 2007

Cena letteraria

Si è concluso il Festival letterario di Ostellato dedicato a Mario Soldati. L’ultima serata si è svolta presso l’agriturismo Villa Belfiore ed ha avuto come ospiti Anna Soldati, moglie del figlio Wolfango Soldati, che ha presentato due opere di Mario, legate al gusto del vino ed al piacere della buona tavola: “Vino al vino” e “Da leccarsi i baffi. Memorabili viaggi in Italia alla scoperta del cibo e del vino genuino”; Eraldo Baldini, noto scrittore ravenntate, che ha raccontato la storia del suo nuovo romanzo “Come il lupo” e Luca Liguori, reporter e giornalista radiofonico, che ha conosciuto personalmente Soldati durante i suoi anni di giornalista in giro per il mondo, ed ama raccontare che l’incontro e l’amicizia con il poliedrico artista piemontese «occupano, insieme a pochi altri, un posto unico e privilegiato nel cuore e nei ricordi». Personalmente l’ “incontro” con Soldati è stato per me molto formativo: oltre alla possibilità di conoscere alcune persone molto stimolanti, la lettura di “Vino al Vino” in particolare mi ha fatto riflettere sul mio lavoro e sui valori che un’azienda vitivinicola dovrebbe portare avanti; cercando, e questa è la parte più difficile, di condividerli con le Istituzioni e il mercato.

giovedì 10 maggio 2007

Wine Ghost


Si dice che tra le botti di San Patrignano si aggiri un fantasma inquieto, sempre alle prese con una degustazione che non terminerà mai… qualcuno di voi l’ha riconosciuto? ;-)

San Patrignano

Con il fidato Alessio e la sua fiammante Triumph Spitfire siamo andati a trovare il caro amico Stefano Bariani, responsabile commerciale della cantina di San Patrignano.

L’entroterra riminese meriterebbe una visita attenta, perché la visuale che si ha da queste dolci colline a ridosso del monte Titano è davvero spettacolare!

La comunità si estende su 250 ettari, 110 dei quali coltivati a vigneto: le 1.400 persone che vi abitano gestiscono quindi un vero e proprio paesino, nel quale non manca veramente niente: dal forno al maneggio, dal palasport ai laboratori, dall’asilo alla lavanderia, tutto è davvero ben curato ed attivo. Nelle cantine, di recente ristrutturazione, c’è anche una sala convegni, nella quale, mentre stiamo effettuando la visita, si sta svolgendo il terzo livello AIS!

A breve verrà aperta sulla cima di una collina veramente panoramica, una locanda che negli intenti della comunità dovrebbe raggiungere le due stelle Michelin nel giro di cinque anni: qui tutto è ambizioso, a giusta ragione, visto che è il senso di appartenenza della comunità lo stimolo che permette ai ragazzi, che qui vivono il loro percorso di rieducazione, di “rientrare” nella società con un bagaglio professionale di tutto rispetto…

La cantina è moderna e il locale delle botti ospita oltre 2.000 barrique francesi di diversa provenienza, conferendo all’ambiente un aroma davvero inebriante.

Stefano è un grande professionista, che di recente è tornato dagli USA dove è andato a trovare la forza vendite: ci accoglie nella sala degustazioni con le pareti di cristallo; al soffitto due lampadari in ferro battuto realizzato dai fabbri, e che sono completati da una serie di calici diciamo… pronti per gli assaggi!

Ci conferma che anche gli importatori esteri completano la gamma dei loro prodotti scegliendo precisi territori e i vitigni che meglio li rappresentano: ci ha parlato del mercato americano, molto promettente anche se dispendioso per l’articolata organizzazione delle vendite in questo paese (a tal proposito voglio ricordarvi una serie di post veramente illuminanti di Gianpaolo Paglia di Poggio Argentiera).

Tre gli assaggi della giornata: Aulente Bianco del Rubicone IGT 2006 (Chardonnay e Sauvignon), Aulente Rosso del Rubicone IGT 2006 (Sangiovese), e Montepirolo DOC Colli di Rimini Cabernet 2004 (con percentuali di Merlot e Cabernet Franc).

I primi due costituiscono la linea “base”, anche se il Bianco, a mio avviso già ottimo, potrà regalare ottime soddisfazioni qualitative in futuro vista la giovanissima età (4 anni) del vigneto di Chardonnay: Stefano ci racconta che anni fa ci si era concentrati sull’autoctona Albana, ma i risultati in questo caso non erano stati dello stesso livello.

Il Montepirolo è un ottimo bordolese, che gioca le sue carte sull’ampia gamma di barrique a disposizione dell’enologo Riccardo Cottarella, e sul prezzo davvero interessante, il che non guasta…

L’obiettivo di questa Azienda per i prossimi tre anni è giungere alla commercializzazione di 500.000; traguardo che auguro a Stefano di raggiungere, per lui e naturalmente per questa comunità che dal 1978 ha ospitato oltre 20.000, fornendo alla collettività un esempio davvero ammirevole.

giovedì 3 maggio 2007

1 maggio al "Luogaccio", ringraziamenti

Credo che l’iniziativa del 1 maggio al Luogaccio abbia avuto un forte connotato di novità e originalità, per cui mi piacerebbe che altre Aziende potessero riprodurre questo format… noi di B&W saremo sicuramente disponibili a dar loro un aiuto!

Vorrei però lasciar parlare le immagini, che a mio avviso meglio descrivono l’evento…


Ringraziamenti:

Michele Bondanelli e Lea Bonetti, validissimi coordinatori dell’iniziativa;
Stefano e Luca Migliari: giovani e bravissimi produttori di formaggi e salumi tipici ferraresi di Portomaggiore (FE)



Milko Marchetti



Sergio Stignani



Alessandro Passerini: artista ferrarese, autore di originali ritratti di donne

mercoledì 2 maggio 2007

1 Maggio al luogaccio, una bella mattinata


Finalmente lo abbiamo fatto. Una mostra fotografica a tema naturalistico, a cura dei fotografi Milko Marchetti, Sergio Stignani e Michele Bondanelli, allestita tra i filari della vigna sulla sabbia delle dune di San Giuseppe di Comacchio.
A parte qualche difficoltà dovuta all'eccessivo vento che ieri sferzava tutti i lidi la giornata è stata positiva sopratutto grazie agli amici del Motoclub 44011 di Argenta che capeggiati da Tony sono arrivati per l'aperitivo di metà mattina.
Un grazie anche alle amiche del CFC Immagini che ci sono venute a trovare.

Il fascino dell'ambiente della vigna e le splendide immagini dei fotografi Marchetti, Stignani e Bondanelli ci hanno già fatto pensare ad un prossimo appuntamento..........